Un verdetto che rispetta i pronostici della vigilia, ma che si porta dietro il copione più inatteso e vibrante possibile. La Virtus Sanremese stacca il pass per i quarti di finale della Coppa Italia di Promozione, ma per farlo ha dovuto attraversare un vero percorso a ostacoli, fatto di fiammate sportive e decisioni arbitrali piuttosto penalizzanti.
Il match si apre con un episodio controverso: il guardalinee segnala il fuorigioco di Alvarez, che al minuto 6' era invece sbucato da dietro per insaccare sugli sviluppi di un calcio d'angolo. La decisione spezza l'equilibrio psicologico dell'incontro, e i giocatori del Pontelungo, sull'onda dello scampato pericolo e sospinti da buona qualità di gioco, trovano il vantaggio al 25' con Ardissone, abile a insaccare con un preciso tiro dalla lunga distanza. Le certezze della vigilia iniziano così a vacillare, mentre i biancoazzurri accarezzano il sogno dell'impresa.
Il momento di sbandamento dei sanremesi dura però poco: a inizio ripresa, al 48', Burdisso deposita in rete il pallone del momentaneo pareggio al termine di una bella azione corale, tutta di prima. Il Pontelungo, mai domo, risponde subito con Sfinjari, che riporta i suoi in vantaggio. È a quel punto che le scelte della panchina sanremese e la qualità dei singoli cominciano a far pendere l'incontro dalla parte dei matuziani: al 56' il giovane Turrini firma il nuovo pareggio, e al 75' una giocata superlativa di Pellicanò regala il sorpasso definitivo alla Virtus Sanremese.
Il vantaggio avrebbe potuto consolidarsi ulteriormente se, al 90', Gagliardi — autore anche lui di una prestazione maiuscola — non si fosse visto neutralizzare dal portiere ingauno il rigore che valeva il possibile 2-4.
Una qualificazione sofferta, forse più del previsto, condizionata da decisioni arbitrali che avrebbero potuto minare la fiducia dei giocatori. Ma i grandi club si riconoscono proprio in giornate come questa: quando i piani saltano, è la classe a tracciare la strada verso la vittoria.





