Il contenzioso sul Festival di Sanremo torna ancora una volta davanti al Consiglio di Stato. Il Comune di Sanremo ha infatti deciso di costituirsi nel nuovo giudizio promosso da JE srl contro la sentenza del TAR Liguria che, lo scorso 4 maggio, aveva respinto il ricorso della società di Sergio Cerruti contro la procedura scelta da Palazzo Bellevue per individuare il partner del Festival 2026-2028. La decisione è contenuta nella determinazione dirigenziale numero 4445 del 4 settembre, pubblicata all'Albo Pretorio dal 7 al 22 settembre. L'Amministrazione ha inoltre deciso di presentare un autonomo appello incidentale, affidando nuovamente la propria rappresentanza agli avvocati Harald Bonura e Giuliano Fonderico, dello studio legale associato con sede a Roma. Il ricorso della JE è stato notificato il 27 luglio e risulta ora iscritto al Consiglio di Stato con il numero di RG 7166/2026.
La vicenda giudiziaria affonda le proprie radici nel 2023, quando la JE di Sergio Cerruti presentò al Comune una manifestazione d'interesse per acquisire la titolarità del marchio "Festival della Canzone Italiana" e l'organizzazione della kermesse. Dopo la decisione dell'Amministrazione di procedere con l'affidamento alla Rai, la società si rivolse al TAR della Liguria, ottenendo nel dicembre 2024 una pronuncia che impose al Comune di modificare il percorso per l'assegnazione delle future edizioni. Da lì prese il via una lunga sequenza di corsi e ricorsi tra TAR e Consiglio di Stato, con Rai e Comune da una parte e JE dall'altra. Nel maggio 2025 il Consiglio di Stato confermò la necessità di una procedura pubblica per le edizioni successive al 2025, aprendo di fatto la strada alla nuova manifestazione d'interesse predisposta da Palazzo Bellevue.
Il nuovo percorso portò il Comune a pubblicare nel 2025 una manifestazione d'interesse per individuare il partner destinato a organizzare e trasmettere in chiaro i Festival 2026, 2027 e 2028, con la possibilità di una proroga per altri due anni. Alla scadenza arrivò una sola candidatura, quella della Rai, che superò la fase di ammissibilità e successivamente entrò nella fase negoziale con l'Amministrazione. Nel frattempo, però, JE aveva nuovamente contestato l'impostazione della procedura, sostenendo le proprie ragioni davanti alla giustizia amministrativa. Il Consiglio di Stato, nel maggio dello scorso anno, aveva respinto gli appelli allora pendenti e confermato la validità della manifestazione d'interesse comunale. Una pronuncia che aveva consentito a Comune e Rai di proseguire il confronto sulla base delle condizioni fissate da Palazzo Bellevue, comprese quelle economiche: 6,5 milioni di euro l'anno più almeno l'1% degli introiti pubblicitari.
La partita, però, non si è chiusa. Nel febbraio 2026 il TAR Liguria era intervenuto anche su una richiesta di accesso agli atti presentata da JE, relativa ai documenti della procedura che aveva portato alla scelta della Rai. I giudici avevano respinto la richiesta di accesso difensivo, ritenendo che la società, non avendo partecipato alla procedura, non avesse uno specifico interesse a conoscere alcuni documenti della fase successiva al bando. Avevano però accolto in parte il ricorso sul fronte dell'accesso civico generalizzato, ordinando al Comune di riesaminare il diniego e valutare l'eventuale esibizione degli atti, anche alla luce degli interessi economici e commerciali della Rai e di Rai Pubblicità. Nel maggio scorso, invece, il TAR ha respinto integralmente il ricorso principale di JE contro la procedura comunale, ritenendo non irragionevole la scelta di individuare un unico operatore economico televisivo per organizzazione e diffusione del Festival.
È proprio contro quella sentenza numero 555 del 4 maggio che la JE ha ora presentato appello al Consiglio di Stato, chiedendo anche l'adozione di misure cautelari. Il Comune, come emerge dalla determina firmata dalla dirigente del Settore Affari Generali Monica Di Marco, ha ritenuto "opportuno e necessario procedere a costituirsi in giudizio", ritenendo necessario tutelare gli interessi dell'Amministrazione e proponendo a propria volta un appello incidentale. Palazzo Bellevue ha scelto di confermare i professionisti che avevano già seguito il precedente grado di giudizio, motivando la scelta anche con la loro esperienza nel diritto commerciale, societario e amministrativo e, in particolare, nella disciplina dei contratti pubblici. La difesa sarà quindi ancora affidata agli avvocati Harald Bonura e Giuliano Fonderico.
La scelta di Palazzo Bellevue arriva in una fase nella quale il rapporto tra Comune e Rai sul Festival è stato ormai definito attraverso la procedura pubblica e la successiva trattativa. Nel 2025, dopo la manifestazione d'interesse alla quale aveva partecipato soltanto la televisione di Stato, le parti avevano avviato il confronto definitivo sull'affidamento. La determinazione appena approvata, tuttavia, dimostra che sul piano giudiziario la vicenda non può ancora considerarsi definitivamente conclusa. Il nuovo appello dovrà infatti essere esaminato dalla Quinta Sezione del Consiglio di Stato, mentre il Comune ha scelto di non limitarsi a resistere alle richieste della JE e di presentare anche proprie contestazioni attraverso l'appello incidentale. Un'ulteriore tappa, quindi, in una vicenda che ha trasformato l'assegnazione del Festival in una complessa partita amministrativa, economica e giudiziaria.





