Politica - 11 settembre 2026, 07:11

Balneazione, tre nuove criticità a Sanremo: attese verifiche sui dati, Moscato "Attendiamo risposte dal gestore unico provinciale"

Gli ultimi campionamenti Arpal evidenziano valori elevati in tre punti della costa, ma i dati di Palazzo Bellevue mostrano una situazione diversa. Chiesto chiarimenti al gestore unico provinciale.

Balneazione, tre nuove criticità a Sanremo: attese verifiche sui dati, Moscato "Attendiamo risposte dal gestore unico provinciale"

Mancano meno di tre settimane alla fine della stagione balneare, in un'estate che si è dimostrata non semplice per le acque sanremesi: nei giorni scorsi sono infatti stati emessi tre nuovi divieti di balneazione per le spiagge di Bussola, Lungomare Calvino e Foce San Bernardo, con un dato in particolare che salta all'occhio: dall'ultimo rilevamento le acque di Bussola hanno rilevato per gli enterococchi intestinali pari a 9200/100 ml, il risultato più alto visto in questa stagione. Un valore che però non coincide con quello che i rilevamenti privati richiesti dal Comune riporta, secondo cui invece i parametri rientrerebbero nei limiti prestabiliti, tanto che da Palazzo Bellevue è arrivata la richiesta di verifiche al gestore unico provinciale, per capire il perché di questa discrepanza.

I dati più recenti di Arpal confermano una situazione ancora critica in tutti e tre i punti:

- Alla Bussola, dopo un andamento variabile nel corso della stagione, il parametro degli enterococchi intestinali è tornato a salire in maniera significativa nella parte finale dell'estate. Il 2 settembre il valore era arrivato a 6.700, mentre il successivo controllo suppletivo del 4 settembre aveva fatto registrare 600. Il dato del 7 settembre è però nuovamente schizzato a 9.200, il valore più alto dell'intera serie di campionamenti disponibile per questo punto. Nello stesso prelievo l'Escherichia coli è risultato inferiore a 10.

- Anche sul Lungomare Calvino i controlli hanno evidenziato valori superiori alla soglia. Il 2 settembre gli enterococchi intestinali erano a quota 500, per poi salire a 1.000 nei due campionamenti suppletivi del 4 e del 7 settembre. L'Escherichia coli è invece rimasto inferiore a 10 negli ultimi tre controlli.

- Situazione critica anche a San Bernardo, dove il valore degli enterococchi aveva già raggiunto quota 3.200 il 24 agosto. Dopo un temporaneo rientro nei limiti nel campionamento suppletivo del 26 agosto, il parametro è nuovamente aumentato a settembre: 5.800 il 2 settembre, 430 il 4 settembre e 4.600 il 7 settembre. Anche in quest'ultimo caso l'Escherichia coli è risultato inferiore a 10.ù

A questi dati fanno però da controtesi quelli che il Comune ha effettuato in azione privata, secondo cui i valori sarebbero entro i parametri previsti dalla legge, una questione su cui Palazzo Bellevue vuole fare chiarezza: "Per ora stiamo attendendo risposta dal gestore unico provinciale - fa sapere l'assessore all'ambiente Ester Moscato - da parte nostra abbiamo inviato un sollecito per avere aggiornamenti in tempi rapidi, sperando che possa arrivare al più presto". Il quadro resta dunque in attesa di chiarimenti. I dati Arpal mostrano valori oltre i limiti, mentre le analisi commissionate dal Comune indicano una situazione regolare. Ora si attende la risposta del gestore unico provinciale per chiarire la discrepanza, a poche settimane dalla fine della stagione balneare.

La situazione delle acque sanremesi non è, del resto, un problema nato nelle ultime settimane. La cronistoria degli ultimi anni racconta una serie di divieti, revoche e nuove ordinanze spesso legati a problemi alla rete fognaria o a valori microbiologici oltre i limiti. Uno dei passaggi più significativi risale al dicembre 2023, quando un problema al depuratore rese necessario il fermo dell'impianto e l'attivazione degli scarichi a mare. Il Comune dispose così, in via preventiva, il divieto di balneazione su tutto il litorale compreso tra Bussana e la Baia di Capo Pino. Il provvedimento rimase in vigore fino alla primavera successiva.

Con il ritorno in funzione del depuratore e il completamento degli interventi sul collettore, a maggio 2024 vennero revocate le ordinanze e ripresero i controlli ordinari di Arpal. Ma già nel corso della stagione arrivarono nuovi stop. A giugno furono interessate la zona della Foce e corso Trento e Trieste, con i successivi campionamenti che consentirono la revoca dei divieti. Nel mese di luglio, invece, un provvedimento preventivo riguardò il Tiro a Volo, in relazione a interventi sulla rete fognaria e al possibile utilizzo dello scarico di emergenza.

Ad agosto 2024 tornò sotto osservazione proprio la zona della Bussola: tra Foce Levante e Bagni Matuzia venne disposto un divieto dopo che gli enterococchi intestinali avevano raggiunto 320 MPN/100 ml, contro il limite di 200, mentre l'Escherichia coli era a 10. A settembre furono inoltre interessate altre zone, tra cui la foce del torrente Armea e il tratto tra Foce Levante e Baia di Capo Pino, con successive revoche dopo gli esiti favorevoli dei controlli.

Il 2025 si è aperto con una situazione particolarmente delicata in corso Trento e Trieste. Il tratto compreso tra i due porti venne infatti escluso dai controlli ordinari e sottoposto a divieto di balneazione per l'intera stagione, in relazione alle problematiche legate alla rete fognaria e agli interventi previsti nell'area. Ad aprile si aggiunsero poi i divieti temporanei sul Lungomare Calvino e alla foce del rio San Bernardo, mentre un altro provvedimento riguardò San Martino per problemi alla stazione di sollevamento.

A giugno 2025 il quadro tornò nuovamente a complicarsi: corso Trento e Trieste e la zona della Foce finirono ancora sotto divieto dopo nuovi esiti sfavorevoli di Arpal, mentre contemporaneamente venne revocato il provvedimento che da tempo interessava San Martino. Nelle settimane successive la situazione continuò ad alternare aperture e chiusure: ad agosto venne revocato il divieto tra Foce Ponente e Mandala Beach dopo il rientro dei parametri, mentre a settembre un nuovo superamento dei valori portò nuovamente allo stop sul Lungomare Italo Calvino.

E arriviamo al 2026, quando la sequenza si è fatta ancora più lunga. Già ad aprile un campionamento Arpal aveva fatto scattare un nuovo divieto in corso Trento e Trieste, nel tratto tra San Francesco e Morgana. Poi, a fine luglio, sono arrivati contemporaneamente tre nuovi provvedimenti: Bussola, corso Trento e Trieste e Foce del torrente Armea. Le analisi del 27 luglio avevano evidenziato il superamento dei limiti microbiologici. Nel giro di pochi giorni Armea e Tiro a Volo sono tornati balneabili, mentre la Bussola è rimasta interdetta fino al 5 agosto, quando i nuovi campionamenti hanno dato esito favorevole.

La tregua è però durata poco. Il 25 agosto è tornato il divieto in corso Trento e Trieste, con gli enterococchi a 1.700 MPN/100 ml contro un limite di 200; il giorno successivo è toccato alla zona di Ponente, tra il Rio San Bernardo e il Mandala Beach, con un valore ancora più elevato, 3.200 MPN/100 ml. Il provvedimento a Ponente è stato poi revocato dopo i controlli suppletivi favorevoli, così come quello in corso Trento e Trieste all'inizio di settembre.

Ma proprio mentre sembrava tornare la normalità, sono arrivati i nuovi divieti di settembre, con tre aree nuovamente interessate: Ponente, Bussola e Lungomare Calvino. E oggi, a meno di tre settimane dalla conclusione della stagione balneare, il dato della Bussola rappresenta un nuovo elemento di preoccupazione: 9.200 enterococchi intestinali il 7 settembre, il valore più alto registrato quest'anno in quel punto. Una successione di episodi che, come evidenziato anche nella ricostruzione pubblicata da SanremoNews, ha trasformato l'estate 2026 in una lunga alternanza di divieti, revoche e nuovi superamenti, con interrogativi ancora aperti sulle cause.

Elia Folco

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A SETTEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU