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Cronaca | 08 settembre 2026, 07:11

Attraversare guardando lo smartphone potrebbe costare 75 euro: la stretta arriva anche per i pedoni della nostra provincia

Nella bozza del nuovo Codice della strada maggiore responsabilità per chi si muove a piedi: prima di impegnare le strisce bisognerà accertarsi di essere stati visti. La norma non è ancora in vigore

Attraversare guardando lo smartphone potrebbe costare 75 euro: la stretta arriva anche per i pedoni della nostra provincia

Occhi sullo smartphone, un passo sulle strisce e si attraversa quasi automaticamente, magari senza neppure controllare che l'auto in arrivo stia effettivamente rallentando. Una scena tutt'altro che rara anche sulle strade dell'estremo Ponente e che, se la nuova formulazione del Codice della strada arriverà al termine del suo iter, potrebbe costare 75 euro di multa. Dopo la stretta sulle distrazioni tecnologiche per chi si trova alla guida, l'attenzione si sposta infatti anche sui pedoni. La bozza allo studio introduce disposizioni più puntuali per chi utilizza smartphone e altri dispositivi mentre attraversa o si trova sulla carreggiata. Un punto deve però essere chiarito: le nuove disposizioni non sono ancora in vigore. Si tratta di un testo ancora all'esame e quindi suscettibile di modifiche. Anche la sanzione da 75 euro va letta, al momento, come quella prevista dalla bozza e non come una multa già applicabile.

Smartphone e attraversamenti, cosa potrebbe cambiare. La novità più immediata riguarda l'utilizzo dei dispositivi elettronici. Secondo il testo allo studio, chi attraversa la strada o transita sulla carreggiata guardando lo schermo di uno smartphone, di un tablet o di un altro dispositivo rischierebbe una sanzione da 75 euro. Il divieto non riguarderebbe invece chi utilizza normalmente il telefono camminando sul marciapiede. Sono inoltre contemplate eccezioni e modalità di utilizzo che non compromettano la capacità di percepire ciò che accade intorno. Ma la modifica più interessante non riguarda soltanto il telefono. Il principio alla base della nuova formulazione è quello di chiedere maggiore attenzione anche al pedone nel momento in cui sta per attraversare. La presenza delle strisce, infatti, attribuisce la precedenza a chi si muove a piedi, ma non può trasformarsi nella certezza che il conducente del veicolo in arrivo lo abbia effettivamente visto. La bozza punta quindi a rendere più puntuale il comportamento richiesto: prima di impegnare l'attraversamento il pedone dovrebbe accertarsi che chi sta arrivando lo abbia individuato e stia effettivamente rallentando o fermandosi. Un principio particolarmente legato alle nuove abitudini quotidiane. Lo smartphone ha aumentato le occasioni di distrazione non soltanto all'interno delle automobili, ma anche per chi cammina. Bastano pochi secondi con gli occhi sul display per perdere la percezione di ciò che sta accadendo sulla carreggiata.

La precedenza del pedone non scompare. La novità non significa, però, ribaltare le responsabilità tra automobilista e pedone. Chi guida continuerà ad avere precisi obblighi in prossimità degli attraversamenti. La normativa attualmente in vigore stabilisce che, quando il traffico non è regolato da semafori o agenti, i conducenti debbano dare la precedenza, rallentando gradualmente e fermandosi, ai pedoni che transitano sulle strisce o si trovano nelle loro immediate prossimità. Quello che la nuova impostazione cerca di aggiungere è una maggiore responsabilizzazione dell'utente più vulnerabile. Avere la precedenza, in altre parole, non elimina la necessità di prudenza. Un automobilista potrebbe non aver visto in tempo chi sta per attraversare per una distrazione, per condizioni di visibilità difficili, per il sole o per altre circostanze. Accertarsi che il veicolo stia realmente rallentando rappresenta quindi un ulteriore livello di sicurezza. Durante l'attraversamento verrebbero inoltre vietati cambi repentini di traiettoria, inversioni o movimenti improvvisi capaci di mettere in difficoltà chi sopraggiunge.

Cosa prevede già oggi il Codice. La prudenza richiesta ai pedoni non nasce comunque con questa proposta. L'attuale articolo 190 del Codice della strada disciplina già il loro comportamento. Stabilisce, tra le altre cose, che per attraversare bisogna utilizzare strisce, sottopassi e sovrappassi e che, quando questi non esistono oppure distano più di cento metri, la carreggiata può essere attraversata perpendicolarmente e prestando l'attenzione necessaria a evitare situazioni di pericolo. Lo stesso articolo prevede già sanzioni amministrative, attualmente comprese tra 26 e 102 euro, per la violazione delle disposizioni che contiene. Quello che oggi non esiste nei termini prospettati dalla bozza è la specifica sanzione da 75 euro collegata all'utilizzo dello smartphone durante l'attraversamento. È proprio qui che si trova una delle differenze principali: passare da un generale dovere di prudenza a una disciplina molto più dettagliata di alcuni comportamenti diventati comuni con l'evoluzione tecnologica.

Una strada cambiata insieme alle nostre abitudini. Automobili sempre più tecnologiche, un numero elevato di veicoli e smartphone costantemente nelle mani delle persone hanno cambiato profondamente il modo in cui ci si muove negli spazi urbani. La strada resta però un ambiente condiviso nel quale pochi secondi di distrazione possono avere conseguenze importanti. Da qui l'idea di estendere maggiormente il principio di responsabilità a tutti gli utenti: conducenti, ciclisti e pedoni. Se la nuova formulazione sarà confermata, dunque, anche sulle strisce di Sanremo bisognerà abituarsi a un principio molto semplice: la precedenza resta del pedone, ma prima di attraversare sarà ancora più importante alzare gli occhi dallo smartphone e assicurarsi di essere stati visti. Per le multe da 75 euro, invece, è ancora presto. La proposta deve completare il proprio percorso e fino ad allora continuano ad applicarsi le disposizioni attualmente previste dal Codice della strada.

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