Cronaca - 08 settembre 2026, 07:31

Rally della Val d’Aveto, autopsia sul corpo di Stefano Sappracone: la Procura indaga sulla tragedia

Il pm Valentina Terrile affiderà nelle prossime ore l'incarico per l'esame autoptico sul 43enne di Taggia morto durante la prova speciale 'Due Valli'. Sotto sequestro la vettura, atteso anche un accertamento tecnico per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente

Rally della Val d’Aveto, autopsia sul corpo di Stefano Sappracone: la Procura indaga sulla tragedia

Proseguono gli accertamenti della Procura di Genova sulla morte di Stefano Sappracone, il navigatore 43enne originario di Taggia che ha perso la vita domenica mattina durante il Rally della Val d’Aveto. Il pm Valentina Terrile, titolare del fascicolo, dovrebbe affidare nelle prossime ore l'incarico per l'autopsia sul corpo del 43enne, un esame che potrà fornire ulteriori elementi utili agli investigatori. Sappracone era impegnato nella prova speciale 'Due Valli' insieme al pilota genovese Stefano Scapellato, quando la vettura è uscita di strada nel territorio di Rezzoaglio, lungo la provinciale 48 del Fregarolo. L'auto, dopo aver perso la traiettoria, ha terminato violentemente la propria corsa contro un albero. Per il navigatore non c'è stato nulla da fare.

Parallelamente all'esame sul corpo della vittima, gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire ogni dettaglio di quei drammatici istanti. La Procura ha disposto il sequestro della vettura sulla quale viaggiava l'equipaggio e intende procedere anche con un accertamento tecnico sulla dinamica dell'incidente. L'obiettivo sarà quello di stabilire con precisione cosa abbia determinato l'uscita di strada e quali siano state le conseguenze dell'impatto. La macchina degli accertamenti dovrà quindi prendere in considerazione non soltanto le condizioni del mezzo, ma anche il tratto di percorso interessato dalla prova e tutti gli elementi raccolti dopo lo schianto. Secondo quanto ricostruito nelle prime ore, l'allarme era scattato automaticamente attraverso il sistema di tracking della gara e i soccorsi erano arrivati rapidamente sul posto.

Il procedimento è stato aperto per omicidio colposo, e non per omicidio colposo stradale. Una distinzione legata alla particolare natura della manifestazione: l'incidente è infatti avvenuto nel corso di una competizione automobilistica disputata su un tracciato chiuso al traffico ordinario. In questo contesto non trovano applicazione le normali disposizioni del Codice della strada relative, ad esempio, ai limiti di velocità o alle dotazioni obbligatorie previste per la circolazione sulle strade aperte al pubblico. Sarà quindi necessario valutare la vicenda alla luce delle regole proprie dell'attività sportiva e degli eventuali obblighi di sicurezza connessi alla competizione. Al momento, naturalmente, ogni responsabilità resta da accertare.

Sul fronte delle possibili responsabilità, l'attenzione degli investigatori potrebbe concentrarsi anche sul comportamento tenuto durante la prova. In linea generale, nell'ambito delle competizioni sportive, il rischio legato all'attività agonistica è considerato parte della pratica stessa, ma può assumere rilievo penale qualora vengano oltrepassati in maniera evidente i limiti del cosiddetto 'rischio consentito'. In particolare, eventuali condotte caratterizzate da una violazione grave o abnorme delle regole di gara o delle comuni cautele richieste nello svolgimento dell'attività sportiva potrebbero essere oggetto di valutazione. Si tratta, però, di un quadro teorico che dovrà essere calato nei fatti concreti e alla luce degli accertamenti ancora in corso.

Non è escluso, inoltre, che l'inchiesta possa prendere in considerazione anche l'operato degli organizzatori, qualora dalle verifiche emergessero eventuali carenze, negligenze o imperizie nella predisposizione della gara. Anche questo aspetto dovrà essere verificato attraverso gli elementi tecnici che saranno raccolti nelle prossime settimane. Proprio su questo punto gli organizzatori hanno ricordato che il tratto della 'Due Valli' interessato dalla competizione viene utilizzato da decenni per le gare automobilistiche. "Quella strada viene utilizzata da oltre 30 anni per gareggiare senza che si sia mai verificato un incidente mortale", hanno fatto sapere, sottolineando così la lunga storia sportiva del percorso.

Intanto resta il dolore per la scomparsa di Sappracone, molto conosciuto nel Ponente ligure e nel mondo dei motori. La sua era una presenza consolidata nel panorama dei rally: quella del Rally della Val d'Aveto era la 65ª gara della sua carriera, con una lunga esperienza maturata sul sedile di destra. Negli anni aveva inoltre condiviso importanti esperienze sportive con il pilota ospedalettese Alberto Siccardi, con il quale nel 2025 aveva conquistato il Rally del Lazio-Cassino. La tragedia ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio da parte di società sportive, scuderie e realtà del territorio.

La competizione è stata interrotta dopo l'incidente e l'attenzione è ora concentrata sull'indagine. Saranno gli accertamenti tecnici, l'autopsia e gli altri elementi raccolti dalla Procura a chiarire cosa sia accaduto sulla 'Due Valli' e se, oltre alla drammatica fatalità dell'incidente, vi siano eventuali responsabilità da approfondire. Un lavoro che richiederà tempo e che dovrà necessariamente distinguere ciò che appartiene al rischio intrinseco di una competizione automobilistica da eventuali condotte o omissioni che abbiano potuto contribuire alla tragedia.

Carlo Alessi

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