"Ho letto con interesse l'articolo dedicato a Ospedaletti e all'analisi realizzata da Living in Italy sulla qualità della vita nella cittadina. A scrivere è M.A., cittadino sanremese che da pochi mesi ha scelto di trasferirsi proprio a Ospedaletti. Una scelta dettata, spiega, da diversi elementi positivi che in parte coincidono con quelli messi in evidenza nell'analisi: il mare, il clima, la posizione, la pista ciclopedonale e più in generale le caratteristiche di un piccolo centro che può offrire una qualità della vita difficilmente replicabile altrove. Alcuni degli aspetti negativi evidenziati nell'articolo, tuttavia, vengono considerati forse un po' esagerati". Interviene in questo modo il nostro lettore M.A. che prosegue: "C'è però un elemento che merita attenzione: la presenza del Monte Nero, che richiama anche la storia sismica di queste terre e rappresenta al tempo stesso una delle peculiarità naturalistiche del territorio".
Ma il vero tema, secondo il lettore, riguarda soprattutto il modello di sviluppo turistico che Ospedaletti intende perseguire nei prossimi anni. Il riferimento è in particolare alla diffusione degli affitti settimanali e delle locazioni turistiche di breve durata, un fenomeno che può rappresentare una risorsa economica per i proprietari degli immobili, ma che rischia di produrre conseguenze sulla vita quotidiana della comunità. "Se vogliamo che sia uno sprone per chi amministra la città – scrive M.A. –, credo che un turismo fatto solo di affitti settimanali, oltre a precludere la possibilità di trovare casa a lungo termine, porti solo confusione, traffico e immondizia". Una riflessione che si inserisce in un dibattito già aperto anche a Sanremo sul rapporto tra locazioni brevi e disponibilità di abitazioni per chi cerca una casa stabile.
Secondo M.A., infatti, il rischio è che un territorio finisca per essere utilizzato soprattutto come destinazione temporanea, senza riuscire a costruire intorno al turismo una ricaduta duratura per la comunità. Il problema non sarebbe quindi il turismo in sé, ma la sua qualità e la sua capacità di generare benefici anche per chi a Ospedaletti vive tutto l'anno. "Il Comune a fronte di questo turismo incassa poco o nulla ma sostiene costi elevati", osserva il lettore, sottolineando come l'aumento delle presenze non debba essere considerato automaticamente sinonimo di crescita. Una posizione che arriva mentre l'amministrazione ha recentemente sottolineato proprio l'aumento della tassa di soggiorno, passata dai circa 18 mila euro del 2019 ai 42 mila euro del 2025. Il tema, quindi, è anche capire quale equilibrio possa esistere tra maggiore afflusso turistico, entrate pubbliche e costi sostenuti dalla collettività.
Ed è proprio guardando alla quotidianità della città che emergono, secondo M.A., alcune delle criticità più evidenti. Il lettore descrive un paese dalle grandi potenzialità, ma che avrebbe bisogno di una maggiore attenzione alla manutenzione e al decoro urbano. Aree verdi poco curate, strade con asfalti consumati e buche, illuminazione insufficiente in diversi punti e persino lungo alcune delle belle scalinate cittadine sono gli elementi citati nella lettera. A questo si aggiunge, secondo la sua percezione, un arredo urbano che finirebbe per mettere in evidenza una generale scarsità di risorse destinate alla manutenzione. Un giudizio severo, ma che viene formulato non tanto come bocciatura quanto come invito a intervenire. Perché, sottolinea M.A., il potenziale della cittadina è evidente e proprio per questo sarebbe un peccato non riuscire a valorizzarlo pienamente.
Ospedaletti, del resto, negli ultimi mesi ha messo sul tavolo diversi progetti legati alla riqualificazione e alla promozione turistica, dalla ciclopedonale agli interventi sul verde pubblico, passando per le spiagge, la sicurezza, gli impianti sportivi e la valorizzazione dell'offerta culturale. L'amministrazione ha inoltre presentato i portali "Visit Ospedaletti" e "Il Piccolo Festival", mentre per l'estate è stato previsto anche un Infopoint turistico alla Piccola. Segnali che vanno nella direzione di una maggiore attenzione all'accoglienza, ma che secondo il lettore dovrebbero essere inseriti all'interno di una strategia più ampia. Non soltanto eventi e presenze, dunque, ma una riflessione complessiva su quale città si vuole costruire.
Da qui arriva la domanda centrale della lettera: "Quale turismo vogliamo per Ospedaletti?" Un turismo di massa oppure un turismo di qualità? Un'offerta pensata prevalentemente per soggiorni brevi oppure una destinazione capace di attirare famiglie, visitatori interessati a fermarsi più a lungo e persone che possano scegliere la città anche per viverci? M.A. non indica una soluzione univoca, ma invita piuttosto l'amministrazione e il territorio a interrogarsi sulle conseguenze delle proprie scelte. La questione è particolarmente delicata in una località dove, come evidenziato anche nell'analisi citata nell'articolo, la disponibilità di abitazioni per affitti a lungo termine rappresenta già un tema sensibile.
La conclusione del lettore è quindi soprattutto un appello a trasformare le criticità in uno sprone per il futuro. "Vedo un grande potenziale in questa cittadina", scrive M.A., riconoscendo a Ospedaletti caratteristiche che potrebbero consentirle di ritagliarsi uno spazio preciso all'interno dell'offerta turistica della Riviera dei Fiori. Ma per farlo, secondo la sua riflessione, occorre prima scegliere una direzione e lavorare di conseguenza. "Occorre decidere quale turismo si desidera, se di massa o di qualità, se di famiglie o di anziani e, di conseguenza, iniziare a lavorarci". Una sfida che riguarda non soltanto gli amministratori, ma l'intera comunità: perché il futuro turistico di Ospedaletti passa anche dalla qualità della vita di chi la città la abita tutto l'anno.





