Cronaca - 06 settembre 2026, 21:53

L'addio a Stefano Sappracone dalla Kick Boxing K1 Ospedaletti: "Amico fraterno e allievo di lungo corso"

Il cordoglio del presidente e maestro Mauro Castellari, dei dirigenti e di tutti gli allievi per la tragica scomparsa del 43enne

L'addio a Stefano Sappracone dalla Kick Boxing K1 Ospedaletti: "Amico fraterno e allievo di lungo corso"

Profondo dolore anche nel mondo degli sport da combattimento del Ponente per la tragica scomparsa di Stefano Sappracone, il 43enne sanremese morto ieri durante il Rally della Val d'Aveto. La notizia ha lasciato sgomenta la comunità sportiva e, in particolare, l'Asd Kick Boxing K1 Ospedaletti, che ha voluto affidare a un messaggio pubblico il proprio cordoglio per la perdita di quello che viene ricordato come un amico fraterno e un allievo di lungo corso. Sappracone ha perso la vita durante la prima prova speciale della giornata, quando la vettura sulla quale viaggiava come navigatore è uscita di strada, terminando violentemente la propria corsa contro un albero. L'incidente è avvenuto nel territorio di Rezzoaglio, lungo la strada provinciale 48 del Fregarolo.

A ricordarlo con particolare commozione è dunque la famiglia della Kick Boxing K1 Ospedaletti, guidata dal presidente e maestro Mauro Castellari. Un rapporto che, al di là della pratica sportiva, negli anni aveva assunto un valore umano profondo, fatto di allenamenti, amicizia, condivisione e della quotidianità vissuta all'interno della palestra. Nel messaggio diffuso dalla società, Castellari, i quadri dirigenziali e tutti gli allievi affiliati si stringono idealmente attorno ai familiari di Stefano, esprimendo il dolore per una perdita arrivata in modo improvviso e drammatico. "Piangiamo la prematura perdita dell'amico fraterno nonché allievo di lungo corso Stefano", è il messaggio con cui la società ospedalettese ha voluto ricordarlo.

La figura di Sappracone era conosciuta anche nel mondo del motorsport, dove aveva costruito negli anni una lunga esperienza come navigatore. La sua attività sulle strade dei rally lo aveva portato a superare le cinquanta partenze, fino alla 65ª gara della sua carriera, proprio quella del Rally della Val d'Aveto. Negli ultimi anni aveva inoltre affiancato il giovane pilota ospedalettese Alberto Siccardi nel Campionato Italiano Assoluto Rally Junior, condividendo con lui importanti risultati sportivi. Nel 2025 i due avevano conquistato insieme il Rally del Lazio-Cassino, successo che aveva proiettato Siccardi verso la finale tricolore di Sanremo.

Una passione per lo sport vissuta dunque a 360 gradi, dal ring alle prove speciali, con la stessa determinazione e lo stesso spirito di condivisione. Proprio il legame con la Kick Boxing K1 Ospedaletti rappresentava un altro capitolo importante della sua esperienza sportiva e umana. La società del maestro Castellari, negli ultimi anni, si è distinta a livello nazionale e internazionale per i risultati dei propri atleti, diventando una realtà di riferimento per gli sport da combattimento nel Ponente ligure.

La tragedia ha colpito profondamente anche il mondo dei rally. Stefano Sappracone era in gara con il pilota genovese Stefano Scapellato, a bordo di una Skoda Fabia, con il numero 6. L'incidente si è verificato durante la prova speciale "Due Valli": secondo le prime ricostruzioni, la vettura avrebbe perso la traiettoria in curva, urtato la scarpata e successivamente terminato la corsa contro un albero. Per Sappracone non c'è stato nulla da fare. La competizione, sconvolta dall'accaduto, è stata immediatamente annullata.

Il cordoglio è stato unanime. Anche i Comuni di Rezzoaglio e Santo Stefano d'Aveto hanno espresso "profondo cordoglio e sincera vicinanza" alla famiglia, agli amici e a tutte le persone che conoscevano Sappracone, sottolineando lo sgomento per una tragedia consumatasi durante una manifestazione sportiva.

Adesso, nel dolore, è la sua famiglia sportiva di Ospedaletti a volerlo ricordare. Mauro Castellari, i dirigenti e tutti gli allievi della Kick Boxing K1 si stringono alla famiglia di Stefano, conservandone il ricordo dentro e fuori dalla palestra. Un addio che arriva dopo anni di allenamenti e di vita condivisa, lasciando un vuoto profondo tra coloro che lo hanno conosciuto e accompagnato nel suo percorso. Perché, oltre all'atleta e al navigatore, resta soprattutto il ricordo di un amico, di una presenza familiare e di una persona che aveva saputo costruire legami destinati a rimanere anche oltre il ring e le competizioni.

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