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Attualità | 03 settembre 2026, 13:32

La Liguria dà il benvenuto alle prime tartarughine del 2026: individuati sei piccoli esemplari

I biologi di Delfini del Ponente sono intervenuti sulla spiaggia della Fondazione Sacra Famiglia. Al via il presidio dell’area

La Liguria dà il benvenuto alle prime tartarughine del 2026: individuati sei piccoli esemplari

Questa mattina i biologi dell’Associazione Delfini del Ponente sono stati allertati tramite un tam tam sui canali social della presenza di piccole tartarughe sulla spiaggia privata della Fondazione Sacra Famiglia ad Andora.

I biologi dell’Associazione, autorizzati dal MASE (Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica) e in accordo con il Gruppo Ligure Tartarughe (GLIT), si sono recati sulla spiaggia per verificare il punto di emersione che al momento non è stato possibile individuare.

Sono state rinvenute 6 piccole tartarughe che sono state accompagnate al mare.

Probabilmente la schiusa è iniziata nella notte. Da oggi inizia il presidio della spiaggia da parte dei biologi e volontari dell’Ass. Delfini del Ponente.

Nel corso dell’estate non sono stati registrati episodi di nidificazione, ma solo tre tentativi non andati a buon fine a causa del disturbo da parte delle persone presenti sulla spiaggia al momento dell’emersione delle femmine. 

Gli esperti del Gruppo Ligure Tartarughe, composto da Acquario di Genova – coordinatore - Arpal, Università di Genova e Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta, raccomandano che in caso di avvistamenti di esemplari in deposizione sulla battigia o di tracce sulla sabbia, è necessario segnalare immediatamente l’evento alla Guardia Costiera al 1530 o 112 che attiva la corretta procedura di intervento segnalando l’avvistamento al Gruppo Ligure Tartarughe.

Non vanno assolutamente toccati o disturbati gli animali. Quando si incontra una tartaruga adulta sulla spiaggia è importante non disturbarla, mantenendosi a debita distanza, e non illuminarla con flash o luci dirette. Le femmine possono esplorare la spiaggia e, se trovano un’area idonea alla nidificazione, scavano una “camera” sotto la sabbia profonda circa 40-50 cm dove andranno a deporre le uova. Una volta terminata la deposizione, l’animale tornerà in mare. 

La presenza di un nido è un tesoro per tutta la comunità: il GLIT invita le Istituzioni, i gestori degli stabilimenti balneari, tutta la cittadinanza a collaborare con la Natura agevolando gli animali che scelgono i nostri lidi per nidificare.

Sul sito di Arpal è presente una pagina di approfondimento sulle Caretta caretta e sulle nidificazioni: https://www.arpal.liguria.it/tematiche/biodiversita/caretta-caretta-liguria.html.

Redazione

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