Attualità - 03 settembre 2026, 12:28

Turismo esperienziale, l'Ovest Ligure punta sul saper fare: così imprese e territorio diventano una sola destinazione

Dalla Riviera dei Fiori all'entroterra, cresce un modello che mette in rete ospitalità, artigianato, enogastronomia, cultura e outdoor. CNA: "Il visitatore vuole incontrare le persone e vivere il territorio"

Turismo esperienziale, l'Ovest Ligure punta sul saper fare: così imprese e territorio diventano una sola destinazione

La Liguria cambia il modo di intendere il turismo e guarda sempre più alla capacità di trasformare il territorio in un sistema di esperienze autentiche, capace di andare oltre la semplice vacanza sulla costa. Nel 2025 la regione ha superato i 5,3 milioni di arrivi turistici, confermando una crescita rispetto all'anno precedente e valori superiori a quelli registrati prima della pandemia. Quasi un visitatore su due arriva inoltre dall'estero, a testimonianza di una domanda internazionale sempre più interessata alle peculiarità del territorio. A trainare questo modello non sono soltanto le strutture ricettive, ma una rete composta da piccole e micro imprese. Artigiani, ristoratori, produttori, operatori culturali e turistici diventano così parte integrante dell'esperienza. Un patrimonio diffuso che trova nell'Imperiese uno dei suoi esempi più interessanti.

Il punto di forza della Liguria, infatti, è la straordinaria concentrazione di attività economiche legate all'accoglienza e alle produzioni locali. Alberghi, bed & breakfast, agriturismi, guide e accompagnatori turistici, ristoranti, aziende agroalimentari, frantoi, cantine, laboratori artigiani, imprese culturali e operatori della nautica contribuiscono a costruire una proposta sempre più articolata. Il turista non cerca più soltanto un posto dove dormire, ma vuole conoscere, partecipare, assaggiare, imparare e incontrare le persone che vivono e lavorano sul territorio. È la cosiddetta economia dell'esperienza, nella quale il valore del soggiorno nasce dalla capacità di mettere in relazione attività differenti. Una tendenza che interessa in modo particolare i piccoli centri e le aree interne. Qui borghi, paesaggi rurali, mestieri tradizionali e produzioni tipiche possono diventare vere attrazioni turistiche.

Ed è proprio nell'entroterra che si trova una delle principali opportunità di sviluppo per il Ponente ligure. Il turismo può infatti contribuire a sostenere occupazione, imprese e servizi locali, rafforzando il tessuto economico anche nei territori meno densamente popolati. La possibilità di collegare costa e vallate consente inoltre di distribuire maggiormente i flussi e di lavorare sulla destagionalizzazione. L'Imperiese, in questo senso, rappresenta un territorio particolarmente favorevole. Riviera e borghi dell'entroterra, valli Argentina, Nervia e Arroscia, olio extravergine, vino, paesaggio, attività outdoor, cicloturismo e nautica convivono in uno spazio relativamente ristretto. Un'offerta che permette di costruire percorsi differenti ma riconducibili a una stessa identità. Il territorio diventa così il prodotto turistico, mentre le imprese ne rappresentano i protagonisti.

I numeri confermano la crescita dell'attrattività dell'area. Tra il 2019 e il 2024 le presenze turistiche nella città di Imperia sono aumentate di oltre il 27%, mentre il numero delle strutture ricettive è più che triplicato. Un'evoluzione che accompagna la nascita e il consolidamento di nuovi prodotti turistici legati all'esperienza, alla qualità e alla possibilità di vivere il territorio durante tutto l'anno. La sfida non riguarda quindi soltanto l'aumento degli arrivi, ma la capacità di fare in modo che la maggiore presenza di visitatori produca ricadute concrete sulle attività economiche locali. In questo scenario le piccole imprese assumono un ruolo centrale. Sono infatti quelle che più direttamente custodiscono produzioni, competenze e tradizioni che possono trasformarsi in esperienze per chi arriva nel Ponente. Una rete che, se adeguatamente organizzata, può diventare uno dei principali elementi di competitività della destinazione.

Su questa impostazione CNA Imperia ha costruito negli anni una parte della propria strategia di sviluppo territoriale, puntando sull'incontro tra turismo e saper fare. Un percorso nel quale si inserisce ArtiTurismo, progetto concepito e promosso insieme a CNA Liguria come laboratorio dedicato al rapporto tra turismo e attività artigiane. L'obiettivo è quello di aprire al pubblico botteghe, laboratori, produzioni tipiche e mestieri, trasformandoli in occasioni di conoscenza e partecipazione. Non una semplice vetrina promozionale, quindi, ma un'offerta organizzata nella quale il visitatore può conoscere chi produce, osservare i processi di lavorazione e, quando possibile, partecipare direttamente. Un'idea che anticipava una tendenza oggi sempre più evidente nel turismo internazionale. Dall'enogastronomia all'oleoturismo, dai borghi alle esperienze manifatturiere, fino ai percorsi culturali e alle attività outdoor, cresce la domanda di proposte capaci di creare un rapporto diretto con le comunità locali.

Nel Ponente ligure questa impostazione trova già diverse occasioni di applicazione. OliOliva, Breakfast in Riviera, Vele d'Epoca, la Giornata nazionale del Made in Italy dedicata ad "Artigianato e Food: il sapere che diventa identità", insieme alla partecipazione al TTG Travel Experience e alle iniziative di Arti-Turismo oltre i confini, rappresentano tasselli di una strategia più ampia. Eventi e progetti che mettono in relazione produzioni locali, ospitalità, commercio, cultura, nautica e artigianato. L'obiettivo è quello di costruire una destinazione riconoscibile non soltanto per il mare, ma per la varietà delle esperienze che è in grado di offrire. Una prospettiva che interessa anche la promozione dell'entroterra e delle sue eccellenze. La costa può diventare così la porta d'ingresso verso un territorio più ampio. E i piccoli centri, da luoghi di passaggio, possono trasformarsi in tappe di un viaggio.

"Chi opera ogni giorno nel turismo del Ponente ligure sa che il vero punto di forza del nostro territorio è la possibilità di offrire, in uno spazio straordinariamente raccolto, esperienze molto diverse ma unite da un'identità comune: il mare, i borghi, l'olio, il vino, la cucina, l'outdoor, l'artigianato e la cultura dell'accoglienza" – sottolinea Fulvia Proia, presidente di CNA Turismo e Commercio Liguria e di CNA Turismo e Commercio Imperia, oltre che operatrice del settore. "Il visitatore di oggi non cerca soltanto un luogo nel quale soggiornare, ma desidera incontrare le persone, conoscere le produzioni e vivere il territorio. Per questo dobbiamo mettere sempre più in rete la costa e l'entroterra, sostenere le piccole imprese che custodiscono qualità e saper fare e costruire proposte fruibili durante tutto l'anno. Nel Ponente questa non è una prospettiva astratta: è un modello già visibile, che ora va organizzato, rafforzato e promosso con una regia condivisa".

La sfida per i prossimi anni sarà quindi quella di trasformare la crescita turistica in sviluppo economico diffuso. Aumentare i flussi resta importante, ma altrettanto importante sarà fare in modo che il turismo sostenga il ricambio imprenditoriale, mantenga vive le attività nei piccoli centri e rafforzi la competitività delle produzioni locali. Per l'Imperiese significa soprattutto riuscire a mettere a sistema ciò che già esiste, collegando maggiormente Riviera e entroterra e costruendo proposte capaci di funzionare anche al di fuori dei mesi estivi. Il turismo esperienziale può diventare in questo senso uno strumento concreto di sviluppo. L'Ovest Ligure possiede già gli ingredienti: imprese, competenze, produzioni, paesaggio e identità. La prossima sfida sarà farli dialogare sempre di più, trasformando il saper fare del territorio in un motivo in più per scegliere il Ponente, conoscerlo e tornarci.

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