Via Padre Semeria torna al centro del dibattito politico sanremese. A riportare l’attenzione sulla riqualificazione della strada sono i consiglieri comunali Monica Rodà e Marco Damiano, che hanno presentato un’interrogazione a risposta orale per chiedere aggiornamenti sull’iter autorizzativo e sui tempi di ripresa dei lavori.
Il progetto di riqualificazione interessa una delle principali arterie di accesso alla città e prevede il rifacimento della pavimentazione stradale e dei marciapiedi, oltre alla progressiva sostituzione di alcuni pini presenti lungo la via con nuove essenze arboree. Una prima parte dell’intervento è già stata completata, con la sostituzione delle alberature e il successivo rifacimento del manto stradale.
Il punto interrogativo riguarda ora il prosieguo dell’opera. Lo scorso 13 maggio la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria aveva trasmesso un preavviso di diniego relativo agli interventi ancora da autorizzare, con particolare riferimento alla sostituzione delle alberature nei successivi tratti di via Padre Semeria. L’amministrazione comunale aveva quindi annunciato la presentazione, entro dieci giorni, delle proprie controdeduzioni, supportate dalle relazioni tecniche e agronomiche già acquisite.
Secondo Rodà e Damiano, però, a oltre tre mesi di distanza non sarebbe ancora stato reso noto l’esito delle controdeduzioni né l’eventuale provvedimento definitivo della Soprintendenza. Nel frattempo, i lavori sulla restante parte di via Padre Semeria risultano fermi, lasciando una netta differenza tra il tratto già riqualificato e quello ancora segnato, secondo i consiglieri, da buche, avvallamenti, deformazioni del manto stradale e criticità dei percorsi pedonali.
Per i due consiglieri non si tratta soltanto di una questione di decoro. La condizione della strada viene indicata come un problema di sicurezza per automobilisti e pedoni, considerando anche l’importanza e l’intensità del traffico che caratterizzano l’arteria.
Da qui le domande rivolte al sindaco e all’assessore competente. Rodà e Damiano chiedono innanzitutto di sapere se e quando il Comune abbia trasmesso alla Soprintendenza le controdeduzioni, chiedendo anche il relativo numero di protocollo. Vogliono inoltre conoscere i contenuti della documentazione presentata e le motivazioni tecniche, agronomiche, paesaggistiche e legate alla sicurezza utilizzate dall’amministrazione per sostenere la necessità di proseguire l’intervento.
L’interrogazione punta poi a fare chiarezza sulla posizione attuale della Soprintendenza: i consiglieri chiedono se siano arrivate risposte, se siano state richieste integrazioni documentali o se sia già stato assunto un provvedimento definitivo.
Ma c’è anche un’altra questione: come evitare che il confronto sull’assetto delle alberature finisca per bloccare l’intervento a tempo indeterminato. Nel caso di una conferma delle valutazioni negative sulla soluzione originaria, Rodà e Damiano chiedono infatti se l’amministrazione abbia già pensato a un progetto alternativo. Tra le possibilità indicate nell’interrogazione ci sono interventi sugli apparati radicali, sui marciapiedi e sulla sede stradale, oppure modalità differenti per la gestione e la sostituzione delle alberature.
La richiesta è di ricevere una risposta orale nel prossimo Consiglio comunale e di poter visionare la documentazione intercorsa tra Palazzo Bellevue e la Soprintendenza dopo il preavviso di diniego del 13 maggio.





