La Sanremese vuole tornare a pensare in grande. Non soltanto per il risultato conquistato domenica sera nel derby di Coppa Italia contro l'Imperia, ma soprattutto per la direzione che la nuova proprietà intende imprimere alla società biancazzurra. A raccontare il progetto è stato direttamente Kristian Karembeu, presidente e uomo di riferimento della nuova proprietà, in un'intervista concessa al sito inglese "Calcio England", che ha dedicato un ampio approfondimento alla società matuziana e alle prospettive del club. Un'intervista che, riletta con gli occhi della città, assume un significato ancora maggiore dopo il 2-1 con cui la squadra di Gianluca Festa ha ribaltato l'Imperia e conquistato il passaggio del turno.
Il primo dato che emerge dalle parole di Karembeu è quello di una proprietà che non nasconde le proprie ambizioni, ma che allo stesso tempo vuole evitare scorciatoie. "Vogliamo arrivare in cima. Non ci sono limiti", ha spiegato l'ex campione del mondo francese, sottolineando però come l'obiettivo debba essere perseguito attraverso una crescita sostenibile. Un concetto particolarmente importante per una società che, nella propria storia recente, ha conosciuto fallimenti e ripartenze e che oggi affronta la sua decima stagione consecutiva in Serie D. L'idea della nuova dirigenza è quindi quella di costruire qualcosa che possa durare, puntando sul settore giovanile, sulle strutture e su una programmazione capace di accompagnare nel tempo le ambizioni sportive.
E proprio in questo quadro Sanremo assume un ruolo particolare. Il fascino del progetto, osservato anche dall'estero, nasce infatti dalla possibilità di unire una piazza calcistica storica, una città conosciuta in tutto il mondo e uno stadio incastonato nella collina a pochi passi dal mare. Il "Comunale", con la sua tribuna caratteristica e la sua storia ormai quasi centenaria, rappresenta una parte fondamentale dell'identità biancazzurra. Karembeu, nell'intervista, indica proprio le infrastrutture come uno dei pilastri sui quali intervenire, in un percorso che necessariamente dovrà essere graduale anche perché l'impianto è di proprietà comunale. Ma domenica sera, almeno per la prima uscita ufficiale, il colpo d'occhio ha raccontato già qualcosa di nuovo.
Il Comunale si è presentato infatti con tante novità e in condizioni impeccabili, pronto a ospitare una serata che mancava da tempo alla città. Il derby con l'Imperia ha riportato entusiasmo sugli spalti, con circa 2.000 spettatori presenti e un settore ospiti che ha accolto circa 200 sostenitori nerazzurri. Un impianto curato, una cornice importante e una partecipazione che ha dato alla prima partita ufficiale della stagione un sapore diverso dal semplice appuntamento di Coppa Italia. Il colpo d'occhio dello stadio ha accompagnato una serata che, al di là del risultato, ha rappresentato una sorta di biglietto da visita per la nuova Sanremese.
Poi ci ha pensato il campo a completare la festa. L'Imperia era passata in vantaggio all'11° della ripresa con lo sfortunato autogol di Chesheshmedjiev, ma la Sanremese ha avuto la forza di reagire e di ribaltare la partita in appena tre minuti: Klimavicius al 29° e Girgi al 32° hanno firmato il 2-1 che ha mandato avanti i biancazzurri nella competizione. Una rimonta che ha dato immediatamente morale al gruppo di Festa e che, soprattutto, ha acceso l'entusiasmo di una piazza chiamata quest'anno a misurarsi con aspettative inevitabilmente più elevate.
A Sanremo, del resto, non mancano i nomi per alimentare le aspettative. La nuova proprietà ha portato in Riviera Yann M'Vila, ex nazionale francese, mentre nel progetto societario è entrato anche Clarence Seedorf, chiamato a occuparsi del settore giovanile. Attorno a loro è stata costruita una rosa che conserva una parte importante del gruppo della scorsa stagione e che comprende giocatori di esperienza come Oan Djorkaeff e Simone Ganz, oltre a giovani sui quali il club intende investire per costruire il futuro. L'obiettivo dichiarato è quello di crescere senza perdere di vista l'equilibrio, sfruttando anche il vincolo regolamentare della Serie D come occasione per valorizzare i talenti.
La vittoria contro l'Imperia, dunque, non è ancora una risposta alle ambizioni di promozione, ma è sicuramente un primo segnale incoraggiante. La Serie D resta un campionato difficile e il girone ligure-piemontese presenta concorrenti attrezzate come Ligorna, Bra e Alessandria. La strada verso la Serie C è lunga e soltanto una squadra potrà conquistare direttamente la promozione, ma la sensazione è che a Sanremo qualcosa sia cambiato. Non soltanto nella rosa o nella società, ma anche nell'atteggiamento generale con cui viene affrontata la nuova stagione.
Karembeu, però, sembra avere ben chiaro che il vero successo non sarà semplicemente vincere una partita o costruire una squadra competitiva nell'immediato. La sfida è trasformare l'ambizione in un progetto stabile, evitando proprio quei cortocircuiti finanziari che in passato hanno costretto la Sanremese a ripartire dal basso. Il settore giovanile affidato a Seedorf, gli investimenti sulle infrastrutture, la valorizzazione del Comunale e una rosa costruita senza una rivoluzione totale sono tasselli della stessa strategia. La vittoria nel derby, in questo senso, è soltanto il primo capitolo.
E allora il messaggio che arriva dall'intervista di Karembeu trova una fotografia perfetta nella serata di domenica: una Sanremese che vuole tornare a essere protagonista e un Comunale finalmente all'altezza di una piazza che ha voglia di calcio. Il 2-1 sull'Imperia ha regalato il primo sorriso e il passaggio del turno, ma soprattutto ha mostrato una città pronta a riempire nuovamente il proprio stadio. Ora toccherà a Festa, alla squadra e alla società dimostrare che quelle parole pronunciate a un sito inglese possono trasformarsi, partita dopo partita, in una nuova pagina della storia biancazzurra.
Intanto nei giorni scorsi è stata diffusa la notizia (dal quotidiano La Stampa) della definitiva conclusione del contenzioso tra la Sanremese e il Comune di Sanremo. La Corte di Cassazione, con sentenza del 19 agosto, ha infatti respinto il ricorso presentato dalla società biancazzurra, confermando l’esito dei precedenti gradi di giudizio e condannando la Sanremese al pagamento delle spese legali. La vicenda, legata alle fatture emesse tra il 2008 e il 2009 per lavori di manutenzione dello stadio comunale, si chiude così dopo un lungo iter giudiziario.





