Sport - 31 agosto 2026, 12:14

Masu, la prima da ex con il cuore biancazzurro: "La Sanremese può fare grandi cose, io sarò sempre il primo tifoso" (Video)

L’ex presidente ha assistito al derby di Coppa Italia contro l’Imperia: "Mi sono emozionato. Teo è un socio, un amico e una persona che conosco da tanto tempo. Sono sicuro che questa proprietà farà grandi cose"

Masu, la prima da ex con il cuore biancazzurro: "La Sanremese può fare grandi cose, io sarò sempre il primo tifoso" (Video)

La prima da ex (presidente), ma con il cuore ancora rigorosamente biancazzurro. Alessandro Masu ha assistito ieri sera al "Comunale" alla vittoria in rimonta della Sanremese sull’Imperia, nel derby di Coppa Italia terminato 2-1 davanti a circa 2.000 spettatori. Una serata speciale per lui, che ha lasciato la guida del club dopo cinque anni di lavoro, senza però interrompere quel legame con la società e con la città che, come lui stesso ha ribadito, rimane indelebile. Sugli spalti Masu ha vissuto la partita più da tifoso che da dirigente, osservando da vicino una Sanremese che ha saputo ribaltare l’iniziale svantaggio e conquistare il passaggio del turno. Una vittoria che ha dato ulteriore entusiasmo al nuovo corso societario e che l’ex patron ha accolto con particolare soddisfazione.

Del resto, il passaggio di consegne alla nuova proprietà non è stato per Masu un semplice atto societario. È stato il punto di arrivo di un percorso iniziato molti mesi prima e costruito con l’obiettivo di garantire alla Sanremese solidità, continuità e una prospettiva finalmente ambiziosa. La maggioranza delle quote è passata al nuovo gruppo guidato dall’imprenditore Theodoros Ornithopoulos, figura legata a Masu da un rapporto personale e professionale di lunga data. Un progetto nel quale sono entrati anche due nomi di assoluto prestigio internazionale come Christian Karembeu e Clarence Seedorf, capaci di portare nella società matuziana un patrimonio di esperienza e credibilità maturato ai massimi livelli del calcio mondiale.

Ed è proprio Ornithopoulos il nome che Masu indica più volte parlando del futuro. "Teo è un socio, un amico, una persona che conosco da tanto tempo", ha spiegato l’ex presidente, sottolineando come la scelta del nuovo interlocutore sia arrivata al termine di un percorso già tracciato. "So che fa le cose serie, so che quando le fa le vuole fare bene". Parole che spiegano anche il senso del suo lavoro negli ultimi anni: non soltanto guidare la Sanremese, ma preparare il terreno per una società che potesse compiere un salto di qualità. E oggi, guardando lo stadio e la squadra, Masu sembra vedere la conferma di una strada che aveva iniziato a costruire nel 2021.

Dalle giovanili del Torino alla Sanremese: la storia di Masu

Alessandro Masu, torinese classe 1973, arriva al calcio prima ancora che all’imprenditoria. Cresce nel settore giovanile del Torino, in anni nei quali condivide il percorso con giocatori destinati a lasciare un segno importante nel calcio italiano, tra cui Christian Vieri, Andrea Sottil e Sandro Cois. Anche per lui arriva l’esperienza sul campo, con diverse maglie nei campionati dilettantistici: Rivoli, Acqui, Asti, Bra, Colligiana e Argentina Arma sono alcune delle società nelle quali ha militato. Parallelamente costruisce la propria attività imprenditoriale nel settore nautico, diventando titolare della Mcs Srl, con cantieri a Marina di San Lorenzo al Mare. È da questo mondo che arriva quando, nel 2021, decide di entrare nella Sanremese con un progetto che punta fin dall’inizio non soltanto alla prima squadra, ma anche al settore giovanile.

Il passaggio ufficiale della società si concretizza nel luglio 2021, quando viene perfezionato con atto notarile il trasferimento del 100% delle quote dalla famiglia Del Gratta ad Alessandro Masu. Una scelta che porta immediatamente con sé una precisa idea di rilancio: riportare il settore giovanile all’interno del progetto della società, migliorare la prima squadra e ricreare entusiasmo attorno ai colori biancazzurri. Masu non nasconde le ambizioni e, fin dai primi mesi, parla della necessità di riportare la Sanremese nel calcio che conta. La sua esperienza alla guida del club dura cinque anni, tra stagioni difficili, investimenti, strutture da migliorare, risultati sportivi importanti e la promozione tra i professionisti sfiorata senza mai concretizzarsi.

"Oggi sono arrivato allo stadio più da tifoso che da altro"

Ieri sera, davanti al pubblico del "Comunale", Masu ha raccontato soprattutto l’emozione di vedere una Sanremese pronta a ripartire con un progetto nuovo. "Beh, sinceramente oggi arrivando allo stadio più da tifoso che da altro mi sono emozionato veramente e soprattutto vedere questa cornice di grande pubblico mi ha fatto capire che la città, i tifosi soprattutto, hanno capito gli sforzi che ha fatto la nuova proprietà". Una frase che contiene molto del suo rapporto con il club: quello di un ex presidente che ha cambiato ruolo, ma non appartenenza. "Speriamo veramente di sfatare anche il tabù del derby in casa, perché dobbiamo riuscire a portarlo dalla nostra parte. E io sono sicuro che vedendo la squadra quest'anno ci potremmo togliere delle belle soddisfazioni". La vittoria, arrivata poi in rimonta, gli ha dato ragione. A chi gli chiede quale sia oggi la responsabilità e quale la sensazione di aver ceduto la Sanremese a una proprietà che sta investendo molto, Masu risponde ricordando come il passaggio non sia nato dall’oggi al domani. "Abbiamo iniziato con delle piccole partecipazioni durante l'anno scorso per poi terminare l'acquisizione qualche mese fa, ma questa era una strada già con un tracciato ben preciso". E ancora una volta torna sul rapporto con Ornithopoulos: "Io parlo di Teo perché è un socio, un amico, una persona che conosco da tanto tempo. So che fa le cose serie, so che quando le fa le vuole fare bene". Poi un riferimento concreto al lavoro svolto sulla struttura: "Tant'è che lo stadio penso che la città di Sanremo non l'abbia mai visto così in ordine".

Una nuova società, una squadra costruita per puntare in alto

Masu guarda anche alla composizione della squadra e sottolinea come la nuova dirigenza abbia scelto la continuità prima di tutto. "Sono contento che anche la nuova dirigenza ha mantenuto una buona parte della squadra dell'anno scorso e quindi significa che eravamo sulla buona strada". Un riconoscimento al lavoro fatto negli anni precedenti e, allo stesso tempo, un attestato di fiducia nei confronti delle scelte compiute dall’attuale proprietà. Poi l’attenzione si sposta sugli innesti: "Con molta intelligenza hanno inserito nei ruoli cardine, nei ruoli chiave, le persone che mancavano lo scorso anno, soprattutto davanti". Una squadra che, nelle parole dell’ex presidente, può quindi essere competitiva e avere margini di crescita importanti nel corso della stagione. La domanda sul grande salto, inevitabilmente, porta Masu a fare un bilancio del proprio percorso. "Beh, noi ci abbiamo provato i primi due anni con l'entusiasmo di chi arriva a Novello. Infatti questa dirigenza dimostra la stessa cosa". Ma la differenza, oggi, è soprattutto economica: "Noi avevamo un budget molto, molto risicato perché chiaramente il principale investitore, l'unico investitore era sottoscritto. Oggi invece gli investimenti sono completamente diversi". E arriva una frase che fotografa perfettamente la sua idea del nuovo corso: "Questa società può fare tranquillamente la Serie B". Un’ambizione enorme, che secondo Masu nasce dalla forza economica e organizzativa messa in campo dalla nuova proprietà. "Se manca ancora qualcosa a questa società, a questa squadra, credo che arriveranno ancora dei pezzi importanti e credo che possiamo ottenere delle buone soddisfazioni".

Il rimpianto e quella promessa per il 2027

Nel bilancio personale di Masu resta però anche un rimpianto. "Il mio rammarico rimane quello di non esserci riuscito il primo anno". Il riferimento è naturalmente alla promozione tra i professionisti, obiettivo inseguito durante la sua presidenza e rimasto sullo sfondo di cinque stagioni intense. Ma l’ex presidente ricorda anche una promessa fatta ai tifosi: "Ai tifosi avevo fatto una promessa, soprattutto a quelli che hanno sempre creduto in me, che entro il 2027 la Sanremese tornava in Serie C". E allora il conto è presto fatto: "Manca ancora un anno e spero che quest'anno possa veramente essere l'anno della Sanremese". Una frase che, più che un addio, sembra quasi un passaggio ideale del testimone. Il derby contro l’Imperia, intanto, ha confermato secondo Masu che anche la rivale storica è pronta a vivere una stagione importante. "Due società sicuramente rinnovate, non soltanto a livello economico ma anche nell'organico. Oggi ho visto due buone squadre e sinceramente a tratti ho visto una partita di un'altra categoria". L’ex presidente ha apprezzato soprattutto il livello tattico della sfida: "Onestamente in Serie D è difficile vedere queste partite con molto tatticismo". Poi il messaggio alla sua ex squadra: "Adesso secondo me se si scrollano un attimo daddosso questa paura o questa apprensione di portare a casa questo derby, secondo me possiamo farcela". E la Sanremese, qualche ora dopo, lo ha fatto davvero, ribaltando l’Imperia con Klimavicius e Girgi.

"Ho scommesso con Teo, sarò il primo tifoso"

La parte più personale arriva alla fine. Perché Masu, oggi, non è più il presidente ma non vuole smettere di sentirsi parte della Sanremese. "Ma io sono il primo tifoso anche perché ho scommesso con Teo, insomma qualcosa di importante affinché la Sanremese possa vincere. Quindi sarò il primo tifoso". E promette una presenza tutt’altro che simbolica: "Cercherò di venire spesso allo stadio". Ci sarà però anche da trovare un equilibrio con la famiglia, perché i figli sono impegnati a loro volta nello sport: "Sia il più grande che la più grande, femminuccia, giocano anche a certi livelli, quindi dovrò un po' dividermi tra la Sanremese e la famiglia". Ma la conclusione è netta: "Credo che negli appuntamenti importanti è giusto che possa dare il mio contributo". È forse questo il senso più autentico della nuova posizione di Alessandro Masu. Ha lasciato la presidenza, ma non la Sanremese. Il lavoro svolto dal 2021 in avanti ha avuto anche l’obiettivo di consegnare il club a interlocutori capaci di alzare ulteriormente l’asticella. E la scelta di Ornithopoulos, con l’ingresso di Karembeu e Seedorf, rappresenta proprio il passaggio più significativo di questa strategia: trasformare una società solida in un progetto con una dimensione internazionale.

Masu, dunque, resta dentro la storia recente della Sanremese con un ruolo diverso ma ancora importante. Non più quello dell’uomo solo al comando, bensì quello di chi ha costruito, consolidato e infine favorito il passaggio verso una nuova fase. Il suo bilancio personale contiene inevitabilmente qualche rimpianto, ma anche la soddisfazione di aver lasciato una società solida e pronta ad affrontare nuove sfide. E ieri sera, seduto in tribuna per la prima volta da ex, ha potuto vivere una delle vittorie più belle proprio nel modo in cui aveva promesso: da tifoso. Con il biancazzurro ancora addosso e con la certezza che, almeno per lui, la Sanremese resterà per sempre una parte della propria storia.

Carlo Alessi

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