Attualità - 27 agosto 2026, 07:21

Auto elettriche, a Sanremo la ricarica veloce resta un nodo: “Per fare il pieno servono ancora ore”

La segnalazione di alcuni automobilisti riapre il tema delle infrastrutture cittadine. Le colonnine fast non sono del tutto assenti, ma gran parte dei punti disponibili resta a bassa potenza. E sullo sfondo c’è il progetto FastWay finito davanti al Tar

Auto elettriche, a Sanremo la ricarica veloce resta un nodo: “Per fare il pieno servono ancora ore”

La mobilità elettrica cresce, le automobili cambiano e con loro cambiano anche le esigenze di chi arriva a Sanremo. Ma la rete delle colonnine di ricarica della città riesce a stare al passo? A sollevare nuovamente la questione sono alcuni proprietari di veicoli elettrici che frequentano abitualmente la città e lamentano soprattutto la prevalenza di punti di ricarica da 11 o 22 kW, che richiedono soste decisamente più lunghe rispetto alle infrastrutture fast e ultra-fast ormai sempre più utilizzate per gli spostamenti a lunga percorrenza. Una situazione che assume una valenza particolare per una località turistica come Sanremo, raggiunta ogni anno anche da numerosi visitatori stranieri.

“Amo Sanremo, ma sulle auto elettriche bisogna migliorare”. Tra le segnalazioni arrivate alla nostra redazione c’è quella di un proprietario di seconda casa che frequenta Sanremo ormai da sei anni. “Amo questa città come fosse la mia – racconta – ma devo purtroppo constatare che, per quanto riguarda le auto elettriche, il servizio dovrebbe essere migliorato. Molte delle stazioni di ricarica sono al massimo da 22 kW e per una ricarica servono ore”. Il problema segnalato non riguarda soltanto la velocità. Chi utilizza abitualmente un’auto elettrica racconta anche la difficoltà che può presentarsi nel trovare libero uno degli stalli disponibili. “Succede spesso di non trovare posto perché quelli riservati sono già occupati da altri utenti – prosegue la segnalazione – oppure perché vengono utilizzati da automobili che non devono ricaricare”. Un fenomeno, quest’ultimo, che finisce per rendere inutilizzabile la colonnina anche quando tecnicamente disponibile.

Le 'fast' ci sono, ma sono ancora poche. Le colonnine ad alta potenza non sono completamente assenti dal territorio comunale di Sanremo. Le mappe aggiornate dei punti di ricarica indicano, tra le altre, una stazione in via Lamarmora con due connettori CCS da 110 kW, oltre a un’infrastruttura in corso Matuzia con due punti CCS da 160 kW. Il problema sollevato dagli automobilisti riguarda quindi più correttamente la diffusione della ricarica rapida rispetto alla rete complessivamente disponibile. Numerose infrastrutture cittadine risultano infatti ferme a potenze nell’ordine degli 11 o 22 kW. La differenza, per chi arriva da fuori città e deve ripartire, è sostanziale. Una colonnina da 22 kW è adatta soprattutto a una ricarica durante una sosta prolungata; le infrastrutture fast e ultra-fast consentono invece, compatibilmente con la potenza accettata dalla vettura e con le condizioni di ricarica, di recuperare energia in tempi decisamente inferiori.

Il confronto con Ospedaletti. È proprio il confronto con la vicina Ospedaletti ad essere richiamato dagli automobilisti. “A Ospedaletti – sottolinea uno di loro – ci sono quattro punti ad alta potenza. Per una città turistica come Sanremo credo che l’offerta debba essere ampliata”. La segnalazione trova riscontro nella mappa delle infrastrutture: a Ospedaletti risulta una stazione con quattro punti CCS da 150 kW, oltre ad altri punti di ricarica a potenza inferiore. Naturalmente il semplice confronto numerico non è sufficiente per stabilire quale Comune disponga del servizio migliore: entrano in gioco il numero complessivo delle colonnine, la distribuzione sul territorio, l’utilizzo, l’accessibilità, la potenza e la disponibilità effettiva. Ma evidenzia un tema: per chi viaggia in elettrico non conta più soltanto trovare una presa, ma anche quanto tempo sia necessario trascorrere collegati alla colonnina.

Il fattore turismo. Ed è soprattutto qui che la questione supera le esigenze dei soli residenti. Sanremo punta da anni su un turismo sempre più internazionale e sull’allungamento della stagione oltre i tradizionali mesi estivi. Per chi raggiunge la Riviera con un’auto elettrica, poter effettuare una ricarica veloce può diventare parte dei servizi offerti dalla destinazione, esattamente come parcheggi e collegamenti. “Sanremo è una città a vocazione turistica frequentata da molti stranieri abituati alle auto elettriche – prosegue la lettera arrivata alla redazione – e trovo che sotto questo aspetto ci sia ancora molto da migliorare”. È probabilmente questo il cuore della questione: non l’assenza di infrastrutture, che sarebbe inesatto sostenere, ma la necessità di capire se numero, distribuzione e soprattutto potenza dei punti disponibili siano adeguati alle esigenze attuali e future della città.

Il tema delle nuove colonnine è già arrivato davanti al Tar. Il tema della ricarica veloce, peraltro, era già entrato nei mesi scorsi nel dibattito cittadino. A giugno il Tar della Liguria si è pronunciato sul ricorso presentato da FastWay contro il diniego del Comune di Sanremo relativo a un progetto per l'installazione di nuove infrastrutture di ricarica in diverse zone della città. Il Tribunale ha accolto parzialmente il ricorso e annullato il diniego, chiamando il Comune a riesaminare la pratica. Tra gli aspetti evidenziati nella sentenza figura proprio la necessità di considerare la differenza tra le infrastrutture già presenti sul territorio, prevalentemente di tipo "quick", e quelle fast e ultra-fast contemplate dal progetto.

La sfida non è avere più colonnine, ma quelle giuste. Il punto, dunque, non sembra essere semplicemente aggiungere prese sulla mappa. Sanremo dispone già di una rete di ricarica e anche di alcuni punti ad alta potenza. Il salto successivo riguarda la capillarità della ricarica veloce, la distribuzione delle infrastrutture e la possibilità di trovarle effettivamente disponibili, evitando anche che gli stalli vengano occupati impropriamente. Per una città turistica la questione assume un significato ancora maggiore. Con l’aumento dell’autonomia delle vetture e della velocità di ricarica, il parametro non è più soltanto quante colonnine ci siano, ma quanto siano capaci di rispondere alle esigenze di chi arriva, si ferma e deve poter ripartire senza trasformare la ricarica in una sosta di diverse ore.

Andrea Musacchio

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