E' il maestro Franco Cocco, storico direttore dell’Orchestra Filarmonica Giovanile Città di Ventimiglia, a ricevere il San Segundin d’Argentu 2026. La cerimonia di consegna del premio, che si è svolta in mattinata nella sala polifunzionale di San Francesco a Ventimiglia Alta alla presenza del sindaco Flavio Di Muro, dell’Amministrazione comunale, delle autorità civili, locali, provinciali e regionali, militari e religiose, delle associazioni cittadine, combattentistiche e d'arma, della Croce Verde Intemelia e della comunità, ha aperto i festeggiamenti in onore del santo patrono della città di Ventimiglia e della diocesi di Ventimiglia – Sanremo: San Secondo. L'evento è stato allietato dal Coro Polifonico “Città di Ventimiglia” e dall’Orchestra Filarmonica.
Il premio ogni anno viene consegnato a una persona che, durante la sua vita, con la propria attività, si sia particolarmente distinta nella divulgazione della cultura, delle tradizioni e della storia della città di Ventimiglia, che abbia particolari meriti artistici, culturali o sportivi, che abbia operato nel sociale prodigandosi in attività di volontariato e beneficenza dando così lustro alla città di confine. Quest'anno la commissione, formata dai rappresentanti delle associazioni locali, dall’amministrazione comunale, dal Comitato Pro Centro Storico e presieduta dal sindaco Flavio Di Muro, ha deciso di consegnare il premio al M° Franco Cocco, nato a Ventimiglia il 17 settembre 1959, per aver portato il nome della città anche al di fuori dei confini cittadini partecipando con la Filarmonica a numerose manifestazioni di rilievo nazionale e internazionale, tra cui il Carnevale di Nizza (2010 e 2011), manifestazioni a La Turbie (2009 e 2010), la cerimonia della consegna delle chiavi della città ad Anita Garibaldi, pronipote di Giuseppe Garibaldi, presso il Consolato di Nizza (2013), il Raduno Bandistico di Nozzano Castello (2012), la Festa della Trippa di Moncalieri (2014), il Carnevale di Loano (2019), il Festival Bandistico Nazionale di Castellamonte (2022) e, ogni anno, la Festa del 14 luglio a Beausoleil.
Il M° Franco Cocco, inoltre, è da sempre molto sensibile alle associazioni cittadine e alle iniziative di solidarietà e promozione culturale locale. Ogni anno organizza uno o più concerti dell’Orchestra Filarmonica Giovanile Città di Ventimiglia con lo scopo di raccogliere contributi da destinare alle associazioni e agli enti cittadini che operano a favore della comunità, come la SPES, le Suore dell’Orto, Le Ragazze di Wilma, la Fondazione Chiappori, gli alpini e la parrocchia di Ventimiglia Alta. Durante questi concerti vengono eseguiti i brani preparati nel corso delle prove settimanali sotto la sua direzione. Con l’obiettivo di promuovere e valorizzare i Canti Ventemigliusi, dal 2020 organizza giornate di registrazione dedicate a questi brani, successivamente condivisi sulle piattaforme social. A oggi sono stati registrati numerosi brani, tra cui “Legenda Ventemigliusa”, “U Valser de San Segundu”, “Tiralogni”, “Cume a l’è Bona a Pisciadela”, “T’aspeitu a Bataglià”, “In Riviera”, “Angelina” e l’inno di Ventimiglia “Paulin”. Queste registrazioni, realizzate singolarmente, hanno richiesto centinaia di ore di lavoro dedicate alla valorizzazione della cultura cittadina. Sempre con l’obiettivo di promuovere la cultura bandistica e quella cittadina, nel 2021 ha concluso numerosi progetti gratuiti di musicoterapia e promozione culturale rivolti agli studenti, con e senza Bisogni Educativi Speciali, nei vari istituti scolastici. Ogni anno organizza anche campus e laboratori gratuiti per ragazzi appassionati di musica, tra cui il Laboratorio di Musica d’Insieme “Suoniamo Insieme”. Per sensibilizzare i giovani organizza inoltre diversi interventi presso il Ricovero di Latte (Fondazione Chiappori), allietando gli ospiti della struttura con le musiche della Città di Confine.
"E' una cerimonia volta a riconoscere l'impegno di cittadini e associazioni che a vari titoli si impegnano tutto l'anno per la città, per la socialità, per l'inclusione, per un senso di comunità che non va sopito" - dice il sindaco Flavio Di Muro - "E' bene ricordare la storia, abbiamo un glorioso passato, ma volgiamo uno sguardo al futuro. Il vincitore del premio custodisce le nostre canzoni in lingua locale, le nostre tradizioni attraverso la musica utilizzando gli strumenti musicali che spesso nell'età moderna vengono abbandonati ma guarda anche al futuro perché ha costruito una scuola per i più giovani. Ventimiglia ha tanti problemi ma bisogna essere orgogliosi della nostra città che ha tante bellezze da conservare. Bisogna cercare di non dimenticare le nostre radici e le nostre tradizioni. Evviva San Secondo, evviva Ventimiglia".
"Desidero rivolgere un profondo ringraziamento al sindaco Flavio Di Muro, al presidente del Comitato Pro Centro Storico e organizzatore del premio Sergio Pallanca, al vicesindaco Marco Agosta, al vescovo Antonio Suetta, a tutte le autorità civili, militari e religiose, ai colleghi musicisti e a tutti i concittadini" - afferma il maestro Franco Cocco - "E' difficile trovare le parole giuste quando si riceve un abbraccio così grande dalla propria città. Sono nato a Ventimiglia Alta, tra questi carugi e meravigliose spiagge. Fin da ragazzo ho sempre avuto una certezza: la musica non fosse soltanto una passione personale ma una forza, un linguaggio, capace di essere trasmessa alle generazioni a venire proprio per dare un'anima alla nostra città. Ricevere il San Segundin d'Argentu è la conferma che ogni ora passata in sala prove, ogni ora passata a studiare, ogni ora passata a spiegare con pazienza a un allievo, ora è diventata parte della cultura e della memoria della nostra città. In tutti questi anni la mia missione non è stata solo quella di dirigere o insegnare uno strumento, ho sempre creduto che la musica fosse custode dell'identità di un popolo per questo motivo ho voluto fortemente lavorare sulla riscoperta attraverso l'arrangiamento, in particolare nell'arrangiamento dei nostri canti ventemigliusi fino alla loro finale registrazione per le generazioni future. Una comunità che può continuare a cantare le proprie radici, è una comunità che non perde mai la propria strada. Accetto questo premio con estrema umiltà, non appartiene solo a me, lo voglio condividere con tutti i ragazzi della Filarmonica, che fiduciosi mi hanno seguito e ascoltato, e a chi ha lavorato con me per recuperare e arrangiare il nostro patrimonio culturale. Desidero, inoltre, ringraziare i miei figli e le loro mogli, Luigi, Sofia, Eugenio, Halina, e il mio carissimo nipotino Leonardo. Soprattutto, desidero ringraziare colei che dietro alle quinte, con una pazienza infinita, mi ha sempre sostenuto: mia moglie Claudia. Mi auguro che a Ventimiglia si possa sempre sentire e ascoltare la propria musica per proteggere e tutelare le proprie tradizioni e a credere nel potere immenso dei giovani".
Un discorso emozionante, che, però, ha lasciato un po' interdetti alcuni presenti visto che tra i ringraziamenti del maestro Cocco non sono stati citati Gaetano Scullino e Roberto Nazzari, che in passato, avevano reso possibile, come amministratori, la nascita della Filarmonica. Successivamente, tutti i presenti si sono recati in corteo nella Cattedrale di N.S. Assunta, dove è stata celebrata da Monsignor Antonio Suetta, vescovo della diocesi di Ventimiglia – Sanremo, la solenne messa pontificale. "Oggi la nostra Chiesa si raccoglie intorno a un grande nome: San Secondo. Non siamo qui semplicemente per ricordare un personaggio del passato o per rinnovare una tradizione che, senza la fede, rischierebbe di diventare soltanto folklore. Siamo qui perché un martire ci pone davanti a una domanda decisiva: che cosa vale davvero la pena di vivere? E per che cosa vale la pena anche di morire?" - dichiara il vescovo Antonio Suetta durante l'omelia - "La tradizione cristiana ci consegna San Secondo come martire della fede, legato alla grande testimonianza della Legione Tebea. La sua memoria giunse fino a Ventimiglia e il suo culto si radicò progressivamente nella nostra comunità. Nel 1579, durante la terribile pestilenza che colpì il territorio ligure, Ventimiglia si affidò alla sua protezione; nel 1602 San Secondo fu proclamato patrono della città e della diocesi. I nostri padri, nei momenti difficili, cercavano certamente soluzioni umane, con responsabilità e prudenza ma sapevano anche che la vita dell’uomo non è tutta nelle sue mani. Sapevano pregare, affidarsi, riconoscere che, oltre ciò che l’uomo può fare, c’è qualcuno al quale appartiene la nostra vita. San Secondo, dunque, non è soltanto il patrono di una città: è un testimone. San Secondo ci ricorda che la fede non è un accessorio della vita, non è un’opinione tra le tante, né una consuetudine ereditata dai nostri nonni ma che la fede cristiana è l’incontro con una persona: Gesù Cristo. Da chi andremo? A chi affideremo la nostra speranza quando vengono meno il denaro, il successo, la salute, il consenso, le sicurezze? Che cosa rimane quando ci accorgiamo che tutto ciò che il mondo promette non riesce a colmare il desiderio infinito del cuore? San Secondo ci risponde con la sua stessa vita: Cristo. La Chiesa non è semplicemente il luogo nel quale veniamo rassicurati circa ciò che siamo: è il luogo nel quale il Signore ci incontra, ci perdona, ci guarisce e ci rende nuovi. Per questo la Chiesa dei martiri è una Chiesa missionaria. Il Vangelo non ci chiede soltanto di conservare ciò che rimane ma di annunciare. Non possiamo vivere di nostalgia, ricordando che un tempo le chiese erano più piene e la fede faceva parte del linguaggio comune. Quella storia dobbiamo rispettarla, ma non possiamo viverne di rendita. San Secondo ci ricorda che la santità è sempre concreta. Non è evasione dal mondo: è il modo cristiano di stare nel mondo. Per questo, nella festa del nostro Ppatrono, vorrei rivolgere un appello semplice alla nostra diocesi: non vergogniamoci della nostra fede. Non nascondiamo Cristo per paura di essere giudicati. Non trasformiamo il cristianesimo in una vaga bontà e non riduciamo il Vangelo alla sola solidarietà, pur necessaria e doverosa ma, nello stesso tempo, non diventiamo una comunità chiusa, impaurita, nostalgica. Una Chiesa ripiegata sul passato non evangelizza; una Chiesa che dimentica il passato perde la propria identità. La via è un’altra: ricevere con gratitudine il tesoro della fede e consegnarlo, vivo, alle nuove generazioni. Nel prossimo anno pastorale dedicheremo una speciale attenzione all’annuncio ai musulmani, come già ho avuto modo di spiegare e promuovere. San Secondo deve continuare ad accompagnare Ventimiglia, nelle celebrazioni solenni come nelle case, accanto a chi è nato qui e accanto a chi è arrivato da lontano. I nostro tesoro è Cristo".
Sulla piazza della Cattedrale è, inoltre, tornata la caratteristica Sagra della Castagnola, dolce tipico della tradizione ventimigliese, proposta dal Sestiere Ciassa. Tutto il ricavato della giornata sarà utilizzato per l'acquisto dei remi nuovi per i vogatori e per le altre attività del Sestiere. Alla conclusione della santa messa i presenti si sono diretti in corteo fino al Forte dell'Annunziata dove si è svolto un ricco rinfresco preparato dalla Cooperativa Sociale Spes di Ventimiglia grazie al contributo della famiglia Maccario. Alle 18, invece, vi saranno i Vespri solenni in Cattedrale e la processione religiosa con il busto del Santo per le vie del centro storico. Alle 22.30, infine, la giornata si concluderà con il tradizionale spettacolo piromusicale alla foce del Roia.

















































































































































