Non c'è pace per il mare di Sanremo. A poche ore dal divieto di balneazione disposto ieri nella zona di corso Trento e Trieste, arriva un secondo provvedimento che interessa questa volta il settore occidentale della città. Il Comune ha infatti emesso l'ordinanza sindacale numero 107 del 26 agosto, a seguito della comunicazione di Arpal relativa all'esito sfavorevole delle analisi effettuate sul campione routinario prelevato il 24 agosto nel punto di monitoraggio "Ponente Foce Rio San Bernardo". Il provvedimento dispone il divieto temporaneo di balneazione "sino alla revoca", in attesa dei successivi controlli che dovranno verificare il rientro dei valori nei limiti previsti dalla normativa.
Il dato che ha fatto scattare l'ordinanza è particolarmente significativo. Le analisi hanno infatti rilevato 3.200 MPN/100 ml di enterococchi intestinali, a fronte di un limite di legge fissato a 200. Per quanto riguarda invece l'Escherichia coli, il valore è risultato pari a 20 MPN/100 ml, quindi ampiamente al di sotto della soglia di 500. È dunque il parametro degli enterococchi ad aver determinato l'esito sfavorevole del campionamento e, di conseguenza, l'adozione della misura cautelativa a tutela della salute pubblica.
Il tratto interessato è quello compreso a ovest del pennello di foce del Rio San Bernardo sino al "Mandala Beach", stabilimento compreso. L'ordinanza impone quindi lo stop alla balneazione lungo una porzione di litorale frequentata in questi giorni da residenti e turisti. Ai gestori delle strutture interessate è stato ordinato di posizionare tempestivamente i cartelli che segnalano il divieto nei punti di ingresso, nelle aree vicine alla battigia e negli altri punti ritenuti necessari, oltre a issare la bandiera rossa. Le indicazioni dovranno rimanere visibili per tutta la durata del provvedimento.
Il nuovo stop arriva, come detto, a distanza di poche ore da quello che ieri aveva nuovamente interessato il tratto di corso Trento e Trieste, tra la foce del torrente San Francesco e la scogliera antistante il "Morgana". Anche in quel caso erano stati gli esiti dei controlli Arpal a far scattare l'ordinanza, con gli enterococchi intestinali arrivati a 1.700 MPN/100 ml, contro il limite di 200. Un doppio provvedimento in così breve tempo che riaccende inevitabilmente i riflettori sulla qualità delle acque nella Città dei Fiori, proprio nelle ultime settimane della stagione balneare.
E quello di oggi non è un episodio isolato. L'estate 2026 è stata caratterizzata da numerosi provvedimenti di divieto di balneazione sul litorale sanremese, con criticità che si sono ripresentate in più zone e in diversi momenti della stagione. A fine luglio erano stati addirittura tre i tratti interessati contemporaneamente: Foce Torrente Armea, corso Trento e Trieste e Bussola, tutti colpiti dagli esiti sfavorevoli dei campionamenti Arpal del 27 luglio. Alcuni divieti sono stati successivamente revocati dopo il rientro dei parametri, ma il quadro complessivo continua a essere tutt'altro che rassicurante.
Il problema si è concentrato in particolare nella zona di corso Trento e Trieste, dove il divieto è tornato più volte nel corso dell'estate. Già il 24 giugno un campionamento Arpal aveva evidenziato 1.300 MPN/100 ml di Escherichia coli e 2.800 UFC/100 ml di enterococchi, valori entrambi superiori ai limiti consentiti. A fine luglio, poi, la situazione aveva nuovamente imposto lo stop insieme alle aree della Bussola e della Foce dell'Armea. Una sequenza di episodi che ha reso il tema della balneabilità uno dei più delicati dell'estate sanremese.
Non sono mancate, inoltre, le problematiche legate alla rete fognaria. A luglio una rottura della linea di rilancio del sollevamento denominato "Tiro a Volo" aveva portato a un ulteriore divieto temporaneo, tra Capo Pino Levante e il Villaggio dei Fiori, successivamente revocato dopo i nuovi controlli. Una situazione che ha alimentato interrogativi sulle cause dei ripetuti superamenti e sulla necessità di intervenire sulle infrastrutture. Arpal, nei giorni scorsi, aveva parlato di problematiche puntuali riconducibili a questioni di tipo fognario, escludendo invece un collegamento comune tra le criticità di Sanremo e quelle registrate ad Arma di Taggia.
Ora l'attenzione torna sul Rio San Bernardo, con un valore degli enterococchi ben sedici volte superiore al limite consentito. Il provvedimento resterà in vigore fino alla revoca e sarà quindi necessario attendere i nuovi campionamenti per capire quando il tratto potrà tornare pienamente fruibile. Nell'ordinanza il Comune ha inoltre disposto l'attivazione delle verifiche di competenza da parte di Rivieracqua, oltre alla comunicazione del provvedimento ad Arpal, ASL1, Regione Liguria, Capitaneria di Porto e agli altri enti interessati.
Per Sanremo, dunque, si tratta dell'ennesimo campanello d'allarme in una stagione estiva già particolarmente complicata sul fronte della balneazione. Dopo mesi segnati da divieti, revoche e nuovi stop, il secondo provvedimento nel giro di poche ore restituisce l'immagine di un litorale che, proprio nel momento di massima presenza turistica, continua a fare i conti con problemi di qualità delle acque. Adesso si attendono i prossimi risultati Arpal: saranno loro a stabilire quando il mare del Ponente potrà tornare nuovamente accessibile ai bagnanti.





