La ex bocciofila di Coldirodi potrebbe tornare a essere un punto di riferimento per la frazione grazie a un progetto di riqualificazione e gestione promosso dall'US Circolo Acli Coldirodi. La Giunta comunale di Sanremo ha infatti espresso indirizzo favorevole alla concessione temporanea dell'immobile di via Umberto per la durata di due anni, nell'ambito di un progetto definito "pilota". L'obiettivo dell'Amministrazione è evitare che il complesso resti inutilizzato e, allo stesso tempo, recuperare uno spazio pubblico destinandolo ad attività rivolte alla comunità. La proposta era stata presentata dall'associazione lo scorso 23 giugno e successivamente integrata con la documentazione relativa alla sua costituzione.
Il progetto nasce in coerenza con le linee di mandato 2024-2029 di "Sanremo Città Solidale", che prevedono tra gli obiettivi il recupero di spazi ed edifici pubblici da mettere a disposizione di cittadini, associazioni e comitati per finalità sociali, oltre alla valorizzazione e promozione del volontariato. Per Coldirodi, l'idea è quella di restituire alla frazione un luogo di aggregazione accessibile a diverse fasce della popolazione. La proposta punta infatti a favorire la coesione sociale e l'inclusione intergenerazionale, coinvolgendo giovani, famiglie e anziani. L'Amministrazione ha ritenuto sussistenti le condizioni per una concessione diretta e temporanea, considerando anche il fatto che l'immobile si trova in un'area centrale della frazione ed è attualmente impresenziato.
Numerose le attività immaginate dall'associazione per dare nuova vita agli spazi. Tra queste figurano il gioco delle carte e le attività ricreative tradizionali, le bocce e la pétanque, oltre a incontri culturali e sociali. È previsto anche uno spazio dedicato allo scambio di libri, il cosiddetto "book sharing", insieme all'organizzazione di feste di compleanno e altri momenti aggregativi. L'intenzione dichiarata è trasformare la vecchia bocciofila in un "polo multijunzionale di comunità", capace di accogliere iniziative rivolte a persone di età e interessi differenti. Il progetto comprende inoltre attività specifiche dedicate a famiglie, giovani e anziani, con una gestione pensata in modo aperto e condiviso.
L'iniziativa non riguarderebbe soltanto l'immobile di via Umberto, ma si inserirebbe in una più ampia prospettiva di riqualificazione della frazione di Coldirodi. L'associazione ha infatti manifestato la propria disponibilità a collaborare anche alla valorizzazione coordinata del campo da calcio di via Monte Ortigara. Alla base del progetto c'è inoltre una rete di realtà già attive sul territorio, con cui il Circolo intende costruire una gestione partecipata. Tra i partner indicati figurano la Banda musicale Paolo Stefano Rambaldi, Progetto Farfalla, CAF ACLI e il Patronato ACLI provinciale. Una collaborazione che, nelle intenzioni, dovrebbe consentire di ampliare le attività e rafforzare il legame tra il nuovo spazio e il tessuto associativo della frazione.
La concessione avrà carattere sperimentale e sarà accompagnata da alcuni precisi obblighi. Il Comune ha previsto una durata di due anni, superiore alla durata ordinaria delle concessioni temporanee, proprio in considerazione della necessità di realizzare importanti interventi di adeguamento dell'area e dell'immobile. Il concessionario dovrà inoltre presentare una proposta di calendario annuale delle attività, che dovrà essere concordata con l'Amministrazione comunale. In questo modo Palazzo Bellevue intende verificare concretamente gli effetti del progetto e, sulla base degli esiti dell'esperienza, valutare anche eventuali sviluppi successivi, compresa la possibilità di un apposito bando.
Sul fronte economico, il canone sarà determinato con un successivo provvedimento. La Giunta ha dato mandato agli uffici di valutare l'eventuale applicazione delle riduzioni percentuali previste dal regolamento comunale, tenendo conto anche delle attività di interesse pubblico che verranno realizzate. Nel conteggio dovranno essere valorizzati anche gli interventi di messa in pristino dell'immobile e la predisposizione degli spazi necessari allo svolgimento delle attività, oltre alle spese sostenute dall'associazione. L'idea è quindi quella di considerare l'effettivo apporto del soggetto proponente alla valorizzazione del bene pubblico, secondo quanto previsto dalla disciplina comunale. Restano a carico del concessionario anche le spese relative alle utenze, comprese quelle per acqua, energia elettrica e gas, oltre alla tassa sui rifiuti. Dovranno inoltre essere sostenuti, quando presenti, i costi per la pulizia e le eventuali spese relative a volture o nuove attivazioni. L'utilizzo dell'immobile dovrà avvenire con diligenza e nel rispetto delle prescrizioni che saranno definite nella successiva determinazione dirigenziale. Lo stesso provvedimento stabilirà anche le responsabilità in caso di eventuali inadempimenti, danneggiamenti o altri problemi riguardanti il bene e i terzi. La concessione, dunque, sarà accompagnata da un quadro preciso di obblighi e responsabilità per chi gestirà gli spazi.





