Buon successo di pubblico per l'edizione 2026 di Strigòra, la manifestazione nata nel 2001 e organizzata dal Comune di Triora in collaborazione con l'Associazione Turistica Pro Triora. L'appuntamento ha richiamato nel borgo oltre duemila persone, confermandosi come uno degli eventi più caratteristici dell'estate nell'entroterra ponentino. L'iniziativa nasce con l'obiettivo di valorizzare e rileggere in chiave storica e culturale la memoria delle donne coinvolte nei celebri processi per stregoneria che interessarono Triora tra il 1587 e il 1589. Una giornata tra misteri, leggende e atmosfere d'altri tempi, capace di unire intrattenimento e approfondimento storico.
Durante la manifestazione i visitatori hanno avuto la possibilità di scoprire il Museo Etnografico e della Stregoneria e il Museo Civico diffuso di Palazzo Stella, oltre a partecipare al ricco programma di eventi e spettacoli proposti lungo le vie del borgo. Spazio anche all'arte contemporanea con la mostra di Stefania Loreto, alla video-installazione di Irene Sarà e alla presentazione del romanzo Gli spiriti della valle di Luciano Villa. Fin dal mattino, le Spianate hanno ospitato il tradizionale mercatino medievale, con bancarelle dedicate all'artigianato, ai prodotti tipici e ai libri, contribuendo a ricreare l'atmosfera della Triora di un tempo.
A guidare i visitatori alla scoperta degli angoli più suggestivi e delle storie meno conosciute del paese sono state anche le visite guidate gratuite organizzate da Raffaella Asdente. Un percorso attraverso i carugi e i luoghi simbolo di Triora, tra racconti, curiosità e vicende legate alla tradizione della stregoneria. Nel pomeriggio l'attenzione si è spostata soprattutto sulle famiglie e sui più piccoli, con gli spettacoli proposti dalla Fem Spettacoli, insieme al Puppets Show di Fluffy Ary e a Ops!Teatro. Un programma pensato per coinvolgere un pubblico trasversale e accompagnarlo fino agli appuntamenti della sera.
La serata ha raggiunto il suo momento conclusivo con l'esibizione musicale del trio femminile Le Accordate, prima dello spettacolo teatrale itinerante Il viaggio della strega, scritto da Giorgia Brusco. La rappresentazione ha trasformato le vie del borgo in un vero e proprio palcoscenico, accompagnando gli spettatori attraverso una storia incentrata sul riscatto, sulla memoria e sulla ricerca della verità delle donne coinvolte nei drammatici processi di fine Cinquecento. Un modo suggestivo per riportare alla luce una vicenda che ancora oggi rappresenta uno degli elementi più forti dell'identità storica di Triora.
Era il 1587 quando, in un periodo segnato da una grave carestia, ebbero inizio i procedimenti contro le cosiddette "bagiue", il termine locale utilizzato per indicare le streghe. Diverse donne del paese furono accusate di pratiche diaboliche e ritenute responsabili delle sciagure che stavano colpendo la comunità. Le accuse arrivarono a comprendere presunti rituali satanici, malefici e persino atti di cannibalismo. I procedimenti furono accompagnati da interrogatori e torture e coinvolsero progressivamente anche le autorità dell'Inquisizione, trasformandosi in una delle pagine più drammatiche della storia del borgo.
Proprio da questa vicenda nasce il significato più profondo di Strigòra, che non vuole soltanto rievocare un passato fatto di misteri e leggende, ma soprattutto mantenere viva la memoria delle donne che furono vittime di accuse e persecuzioni. La manifestazione diventa così un'occasione di conoscenza e riflessione, capace di parlare anche alle nuove generazioni. Attraverso il teatro, la cultura, le visite e gli appuntamenti dedicati alla storia locale, Triora continua a raccontare una pagina oscura della propria identità. Un racconto che vuole trasformare la memoria in un monito contro la paura, il pregiudizio e l'emarginazione, perché persecuzioni fondate sull'ignoranza e sulla paura non abbiano più a ripetersi.
(Foto e video Cristian Flammia)










































