Attualità - 24 agosto 2026, 06:47

Imperia-Limone, il secondo giorno porta i 31 camminatori nel cuore delle Alpi Liguri: dal Bosco di Rezzo al Monte Frontè

Dopo i 22 chilometri e i 1.300 metri di dislivello della prima tappa, il gruppo di Monesi Young ha lasciato il Colle d’Oggia per affrontare una nuova lunga giornata verso il Saccarello. Tra boschi, crinali, panorami e la fatica di un cammino che continua a raccontare il territorio

Dopo una prima giornata già da record, con 27 partecipanti e quattro guide arrivati al Colle d’Oggia dopo circa 22 chilometri e 1.300 metri di dislivello, l'Imperia-Limone a piedi è entrata nel vivo. La diciannovesima edizione del trekking organizzato da Monesi Young ha affrontato ieri la seconda tappa, quella che dal campo base del Colle d’Oggia ha portato il gruppo sempre più dentro le Alpi Liguri, con destinazione il Rifugio La Terza, ai piedi del Monte Saccarello. Una giornata che, più ancora della prima, ha mostrato l'essenza di questa esperienza: camminare, certo, ma soprattutto attraversare un territorio, conoscerlo e lasciarsi sorprendere dai suoi paesaggi.

Dall'Oggia verso il Monte Grande

La partenza è avvenuta di buon mattino dal campo base, dopo la prima notte trascorsa in quota. Davanti ai camminatori una nuova lunga giornata di sentieri, salite e saliscendi. Il percorso ha puntato verso il Monte Grande, entrando quindi nel Bosco di Rezzo, uno dei tratti più suggestivi dell'itinerario. Il paesaggio è progressivamente cambiato: lasciate alle spalle le prime alture dell'entroterra, il gruppo si è immerso in un ambiente sempre più montano, seguendo antichi tracciati che per secoli hanno rappresentato vie di collegamento tra la costa e il Piemonte. È proprio questa una delle caratteristiche che rendono particolare l'Imperia-Limone. Il percorso non è soltanto una linea da seguire sulla carta: è una storia fatta di borghi, mulattiere, vie del sale, boschi e crinali che le guide di Monesi Young raccontano durante il cammino. Già nella prima giornata Alessandro aveva sottolineato come uno degli obiettivi della manifestazione fosse quello di far conoscere un entroterra spesso sorprendentemente poco conosciuto anche da chi vive a pochi chilometri di distanza. Nel gruppo di quest'anno ci sono, non a caso, anche partecipanti arrivati da fuori regione.

La Colla del Garezzo e il Monte Frontè

Dal Bosco di Rezzo il cammino ha proseguito verso la Colla del Garezzo, altro passaggio fondamentale della seconda tappa, per poi dirigersi verso il Monte Frontè. Qui la dimensione del trekking cambia ancora. Le quote aumentano, gli spazi si aprono e il panorama diventa progressivamente più ampio. Il mare, dal quale il gruppo era partito appena due giorni prima, appare ormai lontano, mentre davanti ai camminatori si apre la parte più alpina della traversata. È anche la fase nella quale la fatica comincia inevitabilmente a farsi sentire. La prima giornata aveva già messo alla prova le gambe con 22 chilometri e 1.300 metri di dislivello. Ma l'organizzazione di Monesi Young è costruita proprio per permettere ai partecipanti di affrontare il percorso senza trasformare il trekking in una gara contro il cronometro. Il gruppo rimane volutamente contenuto e le quattro guide accompagnano i partecipanti rispettandone i ritmi. L'obiettivo, come spiegato da Alessandro, è consentire a ciascuno di vivere il cammino secondo le proprie possibilità, godendosi il territorio e il proprio tempo.

L'Imperia-Limone è anche attenzione e organizzazione

Dietro ai chilometri percorsi c'è infatti un'organizzazione che lavora continuamente per permettere ai camminatori di concentrarsi sul percorso. Durante la prima giornata lo staff aveva predisposto numerose soste per l'acqua, anche a causa del caldo. Nel gruppo sono inoltre presenti figure dedicate all'assistenza, tra cui un nutrizionista, una fisioterapista e una dottoressa. Una filosofia che si vede anche nei momenti dedicati al cibo. Il pranzo della prima tappa, alla Cappella del Monte Acquarone, era stato preparato con prodotti del territorio: pomodoro del contadino, formaggi del pastore, torta fatta in casa e caffè con la moka. Un vero pranzo a chilometro zero che racconta bene l'idea alla base della manifestazione. Non solo sport, dunque, ma anche cultura del territorio, gastronomia e socialità.

L'arrivo al Rifugio La Terza

Dopo il Monte Frontè il gruppo ha continuato la propria marcia verso la destinazione della giornata: il Rifugio La Terza, ai piedi del Monte Saccarello. Qui i camminatori hanno trovato il secondo punto di sosta e la possibilità di recuperare le energie in vista della terza giornata. Ma anche la serata è parte integrante dell'Imperia-Limone. Il programma prevede infatti la possibilità di ammirare i camosci, la valle di Monesi e, quando le condizioni lo permettono, il cielo stellato. È forse questo il momento nel quale si comprende meglio il senso della manifestazione: dopo ore di cammino, quando il rumore dei passi lascia spazio al silenzio della montagna, la fatica si trasforma in soddisfazione.

Ora arriva il Saccarello

Con la seconda tappa alle spalle, l'Imperia-Limone si prepara ad affrontare una delle giornate più spettacolari dell'intera traversata. Dal Rifugio La Terza il gruppo punterà verso il Monte Saccarello, a 2.200 metri, la vetta più alta della Liguria, per poi proseguire verso il Passo Tanarello, il Monte Missun e il Monte Bertrand, con arrivo al Rifugio Don Barbera. La strada verso Limone Piemonte è dunque ancora lunga. Ma dopo due giorni, il gruppo partito da Imperia ha ormai lasciato definitivamente alle spalle il mare e sta entrando nel cuore delle Alpi Liguri. E proprio questo, da 19 anni, è il piccolo grande miracolo dell'Imperia-Limone: partire dal mare e, passo dopo passo, ritrovarsi in alta montagna, attraversando un territorio che spesso si conosce meno di quanto meriterebbe.

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