Si delinea con maggiore precisione il quadro di quanto accaduto nel tardo pomeriggio di ieri sulle alture di Molini di Triora, dove una donna francese è rimasta ferita al culmine di un episodio che ha fatto scattare un'importante operazione di ricerca tra i boschi dell'alta Valle Argentina. Il compagno, sulla 50ina, è stato successivamente rintracciato e disarmato dai carabinieri.
La coppia vive in una zona particolarmente impervia tra Molini di Triora e Triora, raggiungibile attraverso una strada che si sviluppa nell'area del cimitero di Molini. È qui che, secondo quanto ricostruito nelle ore successive all'accaduto da alcuni testimoni, si sarebbe verificata l'aggressione, sulla cui origine e sulle ragioni della discussione sono ancora in corso gli accertamenti.
La donna sarebbe stata colpita a una mano da un proiettile esploso con una pistola ad aria compressa. Soltanto dopo il recupero dell'arma è stato possibile chiarirne la natura. La vittima avrebbe inoltre riportato un trauma alla testa: secondo le informazioni emerse successivamente, il compagno l'avrebbe colpita anche con una spranga.
Nonostante le ferite e lo stato di choc, la donna è riuscita a chiedere aiuto e ad allontanarsi dall'abitazione, trovando riparo nella zona boschiva. La particolare conformazione del territorio ha reso necessario mobilitare un dispositivo composto dai carabinieri, dai Vigili del Fuoco e dal Soccorso Alpino.
Una volta raggiunta dai soccorritori, la donna è stata recuperata e affidata alle cure del personale sanitario. Sul posto è intervenuta anche l'ambulanza della Croce Verde, che l'ha successivamente trasportata al pronto soccorso dell'ospedale Borea di Sanremo per gli accertamenti e le cure del caso. Le sue condizioni, fortunatamente, non sarebbero gravi e non sarebbe in pericolo di vita.
Contemporaneamente erano iniziate le ricerche del compagno, che si sarebbe allontanato nella zona boschiva portando con sé la pistola. Una circostanza che nelle prime fasi dell'intervento ha inevitabilmente imposto la massima cautela, dal momento che non era ancora stata accertata la natura dell'arma.
Nella zona sono quindi confluiti numerosi carabinieri, mentre Vigili del Fuoco e Soccorso Alpino hanno fornito supporto alle operazioni, rese più difficili dalle caratteristiche del territorio.
Le ricerche si sono concluse quando Ventrice è stato individuato in una zona boschiva non distante dall'abitazione, fermato e disarmato dai militari. L'arma utilizzata nell'episodio, risultata essere una pistola ad aria compressa, è stata recuperata.
I carabinieri hanno inoltre perquisito l'abitazione della coppia, mentre nella serata sono proseguiti gli accertamenti sull'arma e sulla sua detenzione. Nelle prossime ore continuerà anche la raccolta degli elementi necessari a ricostruire con precisione la sequenza di quanto avvenuto prima della richiesta di aiuto della donna.
La vicenda passa ora anche alle valutazioni dell'Autorità giudiziaria, che sulla base degli atti e degli accertamenti svolti dai carabinieri dovrà definire il quadro e le eventuali ipotesi di reato a carico dell'uomo.
Resta così una vicenda che per diverse ore ha tenuto impegnato un importante dispositivo di uomini e mezzi nell'entroterra: la donna ferita, la richiesta di aiuto da una zona impervia, la fuga dell'uomo nei boschi e infine il suo ritrovamento da parte dei carabinieri. Una notte di paura sulla quale saranno gli accertamenti delle prossime ore a mettere definitivamente ordine.





