Dalle verifiche in mare alle carte. Gabriele Cascino ha presentato due richieste formali di accesso agli atti, indirizzate rispettivamente al Comune di Riva Ligure e a Rivieracqua, per ricostruire il guasto che nei giorni scorsi ha interessato la condotta subacquea collegata al depuratore.
Gli atti, entrambi datati 13 agosto, erano stati annunciati dal consigliere comunale di Taggia e provinciale dopo il sopralluogo effettuato con il proprio gommone e con l’ausilio di un drone. Ora il caso entra in una fase differente: non più soltanto immagini, segnalazioni e dichiarazioni, ma la ricerca dei documenti che possano stabilire quando si sia verificato il problema, per quanto tempo sia rimasto presente, chi ne fosse stato informato e quali interventi siano stati effettuati.
La condotta serve a portare al largo le acque già trattate dal depuratore di Riva Ligure, impianto nel quale confluiscono anche i reflui provenienti dal territorio di Taggia. In condizioni ordinarie lo scarico avviene a circa 1.200 metri dalla costa e a una profondità di una quarantina di metri. Durante il guasto, invece, l’acqua depurata sarebbe fuoriuscita da un punto più vicino alla riva.
La tubazione, secondo quanto successivamente confermato da Rivieracqua, attualmente non presenta lesioni. Resta però da ricostruire quanto accaduto prima del ripristino delle condizioni normali.
Le carte richieste al Comune di Riva Ligure. Il primo accesso agli atti è rivolto al sindaco e agli uffici comunali competenti. Cascino domanda tutta la documentazione disponibile a partire dal primo maggio 2026, comprese le segnalazioni, le relazioni tecniche e le comunicazioni intercorse con Rivieracqua sulla rottura della condotta, sulle sue possibili cause, sulle misure adottate e sui tempi dell’intervento.
La richiesta comprende anche i rapporti dei campionamenti effettuati da Arpal e Asl, gli eventuali atti relativi ad alterazioni delle acque, le ordinanze emesse dal Comune, i provvedimenti adottati in via d’urgenza e i documenti riguardanti il coordinamento tra gli enti.
Cascino chiede inoltre di conoscere quali opere siano state eseguite o programmate da Rivieracqua sul territorio di Riva Ligure per ripristinare la piena funzionalità della condotta.
A Rivieracqua chiesto lo storico delle manutenzioni. Più tecnica la richiesta indirizzata alla società che gestisce il servizio idrico integrato. Il consigliere domanda una relazione dettagliata sulle cause del guasto, per comprendere se possa essere stato determinato da un problema strutturale, da fattori ambientali, da una carenza manutentiva o da una causa di forza maggiore.
Tra i documenti richiesti figurano i verbali degli interventi d’emergenza, delle ispezioni e delle operazioni di messa in sicurezza, anche qualora siano stati effettuati da società esterne. Cascino vuole inoltre acquisire il registro delle manutenzioni eseguite sul tratto interessato negli ultimi 24 mesi.
L’accesso riguarda anche le comunicazioni inviate da Rivieracqua ad Arpal, Asl, Provincia e ai Comuni di Riva Ligure e Taggia, oltre agli eventuali risultati delle analisi compiute nel punto interessato dal guasto o nelle acque circostanti. Infine vengono domandati il progetto o il programma previsto per la riparazione definitiva, i tempi stimati e i relativi costi.
Il tema tornerà a settembre. Le risposte del Comune di Riva Ligure e di Rivieracqua dovranno ora consentire di ricostruire la cronologia completa: dalla prima segnalazione alle verifiche eseguite, passando per le comunicazioni tra gli enti e l’intervento che ha riportato la condotta alle condizioni attuali.
È questo il nuovo capitolo della vicenda. Il mare di Arma è tornato balneabile e la condotta oggi non presenta lesioni, ma restano aperte le domande sulla gestione del guasto e sulla manutenzione dell’infrastruttura. Domande che Cascino ha scelto di trasferire dagli annunci agli atti ufficiali e alle quali Comune e gestore saranno chiamati a rispondere.





