Un viaggio in autobus trasformato in un'odissea, tra attese, corse saltate e informazioni che non arrivano. È quanto racconta una lettrice, che ha affidato al giornale la propria esperienza vissuta lunedì 17 agosto, quando doveva raggiungere l'ospedale di Bordighera per sottoporsi a una radiografia e, al termine della visita, fare ritorno a Sanremo utilizzando il trasporto pubblico.
La prima difficoltà si presenta già al mattino, alla fermata di via Galilei. «Non avevo sentito nessuna corriera passare dal mattino – racconta – e mi appresto ad attendere con scarsa speranza, tante volte le corse saltano». La donna, che riferisce anche di avere problemi a una gamba, valuta di raggiungere a piedi una fermata alternativa, ma alla fine riesce a ottenere un passaggio in auto da una conoscente.
La soluzione le permette di arrivare in tempo a Ventimiglia, dove prende la corsa delle 9 e raggiunge l'ospedale di Bordighera per effettuare l'esame. Terminata la visita, intorno alle 10.30 si dirige verso la fermata sull'Aurelia per rientrare a Sanremo, contando di riuscire a prendere la corsa per Baragallo delle 11 o, al massimo, quella delle 11.30.
Il rientro, però, si trasforma in un'attesa decisamente più lunga del previsto. «Piazza Colombo: un deserto, solite persone che attendono chi in piedi, chi seduto sul marciapiede, chi sfruttando la poca ombra che riesce a trovare», racconta la lettrice. Tra i passeggeri presenti emerge che la corsa per Baragallo non sarebbe partita da oltre un'ora.
Con il caldo e il nervosismo crescente, la donna decide insieme a un'altra passeggera di chiedere informazioni direttamente agli autisti. La risposta, secondo quanto riferito nella lettera, lascia entrambe incredule: «Oggi la corsa per Baragallo non c'è!».
Da qui la protesta della lettrice, che contesta soprattutto l'assenza di comunicazioni preventive agli utenti. «Chiedo a chi ci si deve rivolgere per avere un servizio per il quale molte persone pagano anticipatamente con un abbonamento, quindi pagano anche le corse saltate», scrive. E aggiunge: «Non è il modo corretto di avvertire gli utenti del disservizio, un avviso, un cartello, un qualcosa. No, niente».
Alla passeggera viene quindi indicato il numero telefonico dedicato ai reclami. Una volta rientrata a casa, decide di chiamare. L'addetto, racconta, risponde con cortesia ma spiega di trovarsi a Imperia e di non avere informazioni su quanto accaduto a Sanremo: «Forse hanno saltato una corsa», sarebbe stata la risposta ricevuta.
Una situazione che alimenta ulteriormente la rabbia della lettrice, che conclude la sua lettera con una domanda provocatoria: «Forse ci sono due R.T., una a Sanremo e una a Imperia? Oppure è una ditta sola e lasciano uno sprovveduto a fare il muro di gomma per attutire il malumore degli utenti?».
Al di là del singolo episodio, la segnalazione pone quindi l'accento non soltanto sulla cancellazione di una corsa, ma anche sulla necessità, secondo la passeggera, di informare tempestivamente chi si trova alle fermate e sta aspettando un servizio pubblico, soprattutto quando si tratta di persone che devono raggiungere ospedali o altri servizi essenziali.





