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Attualità | 16 agosto 2026, 07:20

Sanremo supera il giro di boa dell’estate: eventi sold out e turismo in tenuta nonostante divieti e caro prezzi

Tre tutto esaurito consecutivi tra Sinfonica, Nostalgia 90 e One Night Summer Hits. Luglio avrebbe chiuso con presenze alberghiere superiori al 2025, mentre il Ferragosto ha riempito la città. Bene gli stranieri e l’entroterra; il nodo della balneabilità entrerà nella programmazione della prossima stagione

Sanremo supera il giro di boa dell’estate: eventi sold out e turismo in tenuta nonostante divieti e caro prezzi

Il Ferragosto porta con sé i primi bilanci dell’estate. Non ancora quelli definitivi, perché una parte importante della stagione deve essere giocata e settembre, come spesso accade a Sanremo, può allungare il calendario e regalare soddisfazioni fino all’inizio dell’autunno. Ma il giro di boa è stato superato e consente già di guardare a ciò che ha funzionato, agli ostacoli incontrati e a quello che si sarebbe potuto fare diversamente.

L’impressione, in attesa che i dati ufficiali permettano una valutazione completa, è che Sanremo abbia retto. Lo ha fatto attraversando un’estate tutt’altro che lineare, nella quale alle difficoltà comuni alle destinazioni italiane si sono aggiunti problemi locali inattesi, a partire dai diversi divieti temporanei di balneazione.

Il fine settimana di Ferragosto ha fatto registrare il tutto esaurito e le prime indicazioni relative a luglio restituiscono presenze alberghiere con il segno positivo rispetto allo stesso periodo del 2025. Non significa che ogni settore abbia lavorato allo stesso modo o che le criticità possano essere archiviate. Significa, però, che la città ha conservato una buona capacità di attrazione anche quando il mare, elemento centrale della sua offerta estiva, è diventato per alcuni giorni motivo di preoccupazione anziché il principale biglietto da visita.

Il bilancio si muove lungo due filoni distinti, ma inevitabilmente collegati: gli eventi e il turismo. I primi hanno dato alla città motivi concreti per essere soddisfatta. Il secondo richiede una lettura più articolata, nella quale i numeri dovranno essere messi in rapporto con la provenienza dei visitatori, la durata dei soggiorni e le ricadute sui diversi comparti economici.

Tre sold out per tre pubblici differenti. La settimana di Ferragosto ha offerto una sintesi particolarmente efficace del lavoro svolto sul calendario delle manifestazioni. Tre eventi consecutivi hanno registrato il tutto esaurito: la produzione dell’Orchestra Sinfonica dedicata a Lucio Dalla, Nostalgia 90 e il One Night Summer Hits.

Tre appuntamenti molto differenti per linguaggio, impostazione e pubblico di riferimento. “Tra il mare e le stelle”, all’Auditorium Franco Alfano, ha proposto un racconto intimo e sinfonico dell’uomo e dell’artista Lucio Dalla. Nostalgia 90 ha intercettato chi voleva rivivere musica, immagini e atmosfere di una generazione. Il One Night Summer Hits ha invece raccolto un pubblico orientato verso il divertimento e le sonorità dell’estate.

La forza del risultato non sta quindi soltanto nel numero dei biglietti o nelle platee esaurite. Sta nella capacità di raggiungere fasce d’età e sensibilità diverse, senza costruire un cartellone rivolto sempre allo stesso spettatore. Cultura, memoria musicale e intrattenimento hanno occupato spazi differenti della città, riuscendo tutti a trovare la propria risposta.

È uno degli elementi sui quali l’ufficio Turismo di Palazzo Bellevue concentra il primo giudizio positivo. Tutto può essere migliorato, a partire dalla distribuzione degli appuntamenti e dalla loro promozione, ma la risposta del pubblico indica che la direzione intrapresa ha funzionato.

Agli eventi di maggiore richiamo si sono aggiunti i Martedì letterari, le manifestazioni organizzate in piazza San Siro e gli appuntamenti distribuiti nei quartieri e negli altri luoghi cittadini. Una trama meno appariscente dei grandi spettacoli, ma necessaria per evitare che l’offerta si riduca a poche serate isolate.

Il calendario ha così accompagnato l’estate con linguaggi diversi e con una presenza abbastanza continua. Anche questo contribuisce al turismo: l’evento non sostituisce il mare né determina da solo la scelta di una vacanza, ma amplia le ragioni per fermarsi in città, prolunga la permanenza negli spazi urbani e offre un’alternativa nelle serate nelle quali la spiaggia non è più sufficiente.

Un turismo che ha dovuto cambiare rotta. Sul versante turistico, il quadro è meno immediato. Sanremo ha dovuto affrontare problemi propri e difficoltà che hanno interessato l’intero sistema nazionale.

Il caro prezzi ha modificato le abitudini delle famiglie, riducendo in molti casi la durata delle vacanze degli italiani e favorendo prenotazioni più prudenti o concentrate nei fine settimana. Anche il caldo estremo, apparentemente un alleato naturale delle località balneari, si è trasformato in parte in un concorrente: temperature troppo elevate e afa persistente hanno spinto una quota di turisti a scegliere montagna, vallate e destinazioni più fresche.

Il mare italiano si è quindi trovato a competere non soltanto con altre destinazioni balneari, anche estere, ma con un entroterra e un arco alpino sempre più cercati nei periodi di maggiore calura.

Sanremo ha tenuto grazie anche a un lavoro precedente alla stagione, orientato verso alcuni mercati stranieri specifici. Nelle strutture alberghiere, soprattutto in quelle di fascia alta, si è registrata una presenza significativa di visitatori provenienti da Repubblica Ceca, Polonia, Norvegia, Francia, Germania e Regno Unito.

Non è una distribuzione casuale. Dietro c’è un’attività di analisi e promozione mirata che ha permesso di diversificare la domanda, riducendo almeno in parte la dipendenza dal mercato nazionale e da poche aree geografiche tradizionali.

È probabilmente uno degli insegnamenti più importanti di questa prima metà d’estate: nei momenti di instabilità, una destinazione regge meglio se non si rivolge a un solo pubblico. La componente straniera ha contribuito a mantenere le presenze e a sostenere le strutture ricettive, mentre il weekend di Ferragosto ha confermato la capacità della città di riempirsi nei momenti di massimo richiamo.

Il peso dei divieti di balneazione. Nel bilancio resta però una voce che non può essere ridimensionata: quella dei divieti di balneazione. Nel corso dell’estate più tratti di costa del Ponente sono stati interessati da provvedimenti temporanei, da Sanremo a Imperia passando per Arma di Taggia.

Ogni ordinanza ha avuto caratteristiche, durata e cause differenti, ma l’effetto economico e d’immagine è stato comune. Per gli stabilimenti coinvolti, anche pochi giorni senza balneazione nel pieno della stagione possono significare la perdita di una parte importante degli incassi. Il danno non riguarda soltanto l’ingresso in spiaggia: si riflette sulla ristorazione, sui servizi e sulla percezione complessiva della destinazione.

Sanremo ha continuato a lavorare e i flussi turistici non sembrano essersi interrotti. Sarebbe però sbagliato utilizzare la tenuta generale per considerare marginale ciò che è accaduto ai singoli operatori. Chi si è trovato davanti a un tratto di mare vietato ha sostenuto un costo concreto, proprio nei giorni nei quali avrebbe dovuto realizzare una parte decisiva del fatturato annuale.

Palazzo Bellevue intende trasformare le difficoltà emerse in un tema di lavoro per i prossimi mesi. La speranza, naturalmente, è che situazioni simili non si ripetano. Ma un’amministrazione non può programmare soltanto sulla base dell’assenza di imprevisti. Dovrà arrivare alla prossima estate con procedure più definite: comunicazioni rapide e coordinate, informazioni chiare per turisti e operatori, alternative da promuovere e una gestione capace di contenere il danno d’immagine senza nascondere i problemi.

L’estate 2026 ha dimostrato che un divieto di balneazione non è soltanto una questione tecnica o sanitaria. È anche una crisi turistica che richiede tempi, linguaggi e responsabilità precise.

L’entroterra intercetta chi cerca temperature più miti. Se le temperature elevate hanno complicato il lavoro delle località costiere, l’entroterra ha raccolto una domanda crescente. Le presenze nelle località interne sono state positive, confermando una tendenza ormai evidente: borghi, sentieri, aree verdi e proposte enogastronomiche non rappresentano più soltanto una gita alternativa alla spiaggia, ma possono diventare una componente autonoma della vacanza.

Per Sanremo e per il comprensorio questa non dovrebbe essere letta come una concorrenza interna. Al contrario, costa ed entroterra possono rafforzarsi a vicenda, soprattutto nelle giornate di maggiore caldo o quando il mare non è disponibile. La possibilità di proporre in pochi chilometri spiagge, borghi, ciclismo, percorsi naturalistici e ristorazione costituisce uno dei vantaggi più evidenti del Ponente, ma deve essere trasformata in un’offerta riconoscibile e facilmente accessibile.

Anche su questo terreno la prossima programmazione potrà compiere un passo ulteriore. Non basta sapere che l’entroterra esiste: occorre collegarlo meglio alla città, raccontarlo ai visitatori e inserirlo stabilmente nei pacchetti e nei materiali promozionali.

Il vero bilancio arriverà alla fine. Il Ferragosto consegna dunque una fotografia incoraggiante, ma non definitiva. I tre sold out consecutivi dimostrano la riuscita della proposta degli eventi. Il weekend ha riempito la città e luglio, secondo le prime indicazioni, avrebbe superato il 2025 nelle presenze alberghiere. I mercati stranieri individuati attraverso un lavoro mirato hanno risposto, mentre l’entroterra ha beneficiato della ricerca di temperature più sopportabili.

Dall’altra parte restano i divieti di balneazione, le perdite subite dagli operatori coinvolti, l’effetto del caro prezzi e un quadro nazionale nel quale le scelte dei turisti sono diventate più variabili e difficili da prevedere.

Sanremo ha superato il giro di boa senza perdere l’equilibrio. Ora dovrà provare ad allungare la stagione, affidandosi a settembre e alla capacità della città di rimanere attrattiva anche oltre il picco di agosto. È lì che il calendario degli eventi, la componente straniera, l’offerta culturale e il rapporto con l’entroterra potranno diventare ancora più importanti.

Il primo bilancio è quindi positivo, ma non deve diventare autoassolutorio. Una buona estate non è quella nella quale non accade nulla di negativo: è quella nella quale una città riesce a reagire, comprende ciò che non ha funzionato e utilizza gli ostacoli per arrivare più preparata alla stagione successiva. Sanremo, finora, ha retto. Settembre dirà se sarà riuscita anche a trasformare una stagione complicata in una stagione lunga.

Andrea Musacchio

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