Cronaca - 11 agosto 2026, 07:11

Caso Beatrice, le due sorelle saranno ascoltate nell’incidente probatorio il 16 ottobre: audizione protetta a Genova

Il gip di Imperia ha accolto la richiesta presentata dalla difesa di Emanuela Aiello. Le bambine, già sentite durante le indagini, saranno ascoltate con l’assistenza di un perito e attraverso modalità studiate per tutelarne il benessere. Respinta la richiesta della Procura di rinviare l’atto di due mesi

Caso Beatrice, le due sorelle saranno ascoltate nell’incidente probatorio il 16 ottobre: audizione protetta a Genova

Sarà il prossimo autunno a segnare uno dei passaggi più delicati dell’inchiesta sulla morte di Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita il 9 febbraio nell’abitazione di Montenero, sulle alture di Bordighera. Le sue due sorelle maggiori saranno ascoltate nell’ambito di un incidente probatorio, attraverso una procedura protetta destinata a raccoglierne le dichiarazioni nel contraddittorio tra le parti e a trasformarle in una prova utilizzabile nell’eventuale processo.

L’appuntamento è stato fissato per il 16 ottobre. L’audizione non si svolgerà al Tribunale di Imperia, ma all’interno della Questura di Genova, in locali attrezzati per consentire alle bambine di parlare senza vedere né sentire le persone autorizzate ad assistere all’atto. Il collegamento audiovisivo permetterà contemporaneamente di garantire il contraddittorio e di ridurre, per quanto possibile, il carico emotivo sulle due minori.

La decisione è stata assunta dal giudice per le indagini preliminari Massimiliano Botti, che ha accolto la richiesta depositata dagli avvocati Bruno Di Giovanni e Laura Corbetta, difensori di Emanuela Aiello, madre di Beatrice.

Le bambine erano già state ascoltate. Le due sorelle sono già state sentite dalla Procura durante le indagini, in forma protetta. Quelle dichiarazioni hanno valore investigativo, ma l’incidente probatorio permetterà di assumerle davanti alle parti con le garanzie previste dal codice di procedura penale, senza attendere l’eventuale dibattimento.

Il criminologo Marco Puppo aveva spiegato nelle scorse settimane la funzione di questo passaggio: "Le precedenti audizioni hanno valore investigativo, ma, trattandosi di soggetti minorenni, è necessario procedere attraverso l’incidente probatorio. Le dichiarazioni rese in quella sede potranno essere cristallizzate e assumere valore di prova, come una testimonianza resa durante il dibattimento".

L’obiettivo è duplice. Da una parte, consentire alle parti di partecipare alla formazione della prova; dall’altra, evitare che le bambine debbano ripetere il proprio racconto più volte nel corso del procedimento, esponendosi nuovamente a un’esperienza particolarmente dolorosa.

L’ascolto riguarderà quanto le minori conoscono dei fatti oggetto dell’inchiesta, dei rapporti familiari e di ciò che sarebbe accaduto nel periodo precedente alla morte di Beatrice. Per evidenti ragioni di tutela, ogni ulteriore particolare relativo al contenuto delle loro precedenti dichiarazioni deve rimanere fuori dal racconto pubblico.

Il rischio di una vittimizzazione secondaria. La decisione è arrivata al termine di un confronto processuale nel quale è stata posta al centro proprio la protezione delle due bambine.

Il loro curatore speciale aveva espresso parere contrario alla nuova audizione, sottolineando come le minori fossero già state ascoltate in modalità protetta e come la ripetizione dell’esperienza potesse provocare un ulteriore aggravio emotivo. Il timore rappresentato era quello della cosiddetta vittimizzazione secondaria: la possibilità che il procedimento, attraverso la reiterazione degli ascolti e del racconto, produca nuova sofferenza nelle persone che dovrebbe tutelare.

Il giudice ha dichiarato di condividere le ragioni poste alla base di questa preoccupazione. Ha tuttavia ritenuto necessario ammettere l’incidente probatorio alla luce della disciplina prevista per i procedimenti relativi a maltrattamenti e del più recente orientamento delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, secondo il quale il giudice, una volta ricevuta una richiesta di parte, deve procedere all’acquisizione anticipata della testimonianza della vittima minorenne.

Da qui la scelta di adottare cautele particolarmente stringenti, costruendo l’audizione intorno alle esigenze delle bambine e riducendo al minimo il contatto con il contesto giudiziario.

L’assistenza di un perito durante l’esame. Il gip ha nominato un perito che assisterà all’assunzione delle testimonianze. L’incarico sarà formalmente conferito poco prima dell’inizio dell’incidente probatorio e comprenderà la valutazione delle dichiarazioni e delle modalità con le quali verranno rese.

La presenza dell’esperto servirà anche a osservare il comportamento delle minori durante l’audizione e a fornire al giudice gli strumenti necessari per interpretarne correttamente le risposte, tenendo conto dell’età, della vulnerabilità e della situazione vissuta.

Le bambine saranno ascoltate in stanze separate dagli altri partecipanti. Magistrati, difensori, indagati e persone autorizzate potranno seguire l’atto mediante i presidi audiovisivi predisposti nella struttura, senza essere visti o sentiti direttamente dalle testimoni.

La scelta della Questura di Genova risponde anche alla volontà di proteggerle dalla pressione mediatica che accompagna il caso fin dal giorno della morte di Beatrice. Un’esigenza divenuta ancora più importante davanti a un atto processuale che coinvolge due minori già profondamente segnate dalla vicenda.

Respinta la richiesta di rinvio della Procura. La Procura aveva chiesto di differire l’incidente probatorio di sessanta giorni, indicando la necessità di completare alcuni accertamenti ancora in corso. Tra questi figurano gli esami tossicologici su un campione prelevato dalla salma di Beatrice, le analisi sui dispositivi informatici sequestrati, gli accertamenti affidati al Ris di Parma e le ulteriori valutazioni collegate alle capacità testimoniali delle due bambine.

Secondo l’ufficio del pubblico ministero, attendere la conclusione di queste attività avrebbe permesso di disporre di un quadro più completo prima dell’audizione e di approfondire eventuali nuove circostanze emerse dalle analisi.

Il gip non ha però accolto la richiesta. Nel provvedimento si osserva che non appare sufficientemente chiaro in quale modo gli accertamenti ancora in corso potrebbero influire sulle dichiarazioni delle bambine. È stata inoltre considerata non necessaria un’ulteriore relazione preliminare sulla loro idoneità a testimoniare, anche in ragione dell’assistenza del perito prevista durante l’incidente probatorio.

I tempi non saranno comunque immediati. La sospensione feriale e la complessità organizzativa dell’atto hanno portato a fissare l’udienza a metà ottobre, lasciando di fatto oltre due mesi per il completamento delle attività investigative.

Un passaggio centrale dell’inchiesta. L’incidente probatorio non stabilirà responsabilità e non rappresenterà un’anticipazione del processo. Sarà però un passaggio centrale per raccogliere, in una sede processualmente garantita, le parole delle persone che hanno condiviso con Beatrice la vita familiare e parte del periodo precedente alla sua morte.

La richiesta della difesa indica come oggetto dell’esame i rapporti intercorsi tra la madre e le tre figlie e quanto le due bambine sappiano di ciò che sarebbe avvenuto nel fine settimana precedente al decesso. Domande e modalità dell’audizione dovranno essere calibrate con particolare attenzione, evitando ogni sollecitazione impropria e preservando la genuinità dei ricordi.

Nell’inchiesta risultano indagati e detenuti Emanuela Aiello e il suo compagno Emanuel Iannuzzi, chiamati a rispondere, secondo le contestazioni formulate, di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore e lesioni. Le responsabilità dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.

Dopo gli accertamenti medico-legali, le analisi scientifiche e le verifiche compiute dagli investigatori, il 16 ottobre l’attenzione si concentrerà dunque sulle parole delle due sorelle. Sarà un momento essenziale per l’inchiesta, ma prima ancora un passaggio da affrontare garantendo che la ricerca della verità non imponga alle bambine un peso superiore a quello strettamente necessario.

Andrea Musacchio

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