Cronaca - 11 agosto 2026, 12:30

Balneazione ad Arma, Conio dopo i risultati divergenti: “Un’anomalia da chiarire, chiesto un tavolo in Prefettura”

Il sindaco interviene dopo l’articolo di SanremoNews sui cinque controlli paralleli risultati conformi il 6 agosto, mentre il campione ufficiale di Arpal rilevava enterococchi oltre il limite. “Piena fiducia nell’Agenzia, ma occorre ricostruire modalità e tempistiche dei prelievi”

Balneazione ad Arma, Conio dopo i risultati divergenti: “Un’anomalia da chiarire, chiesto un tavolo in Prefettura”

Due fotografie profondamente diverse dello stesso mare, scattate nella medesima giornata e, in un caso, anche nello stesso punto del litorale. È da questa distanza che il sindaco di Taggia Mario Conio intende partire per ricostruire quanto accaduto durante i giorni del divieto di balneazione ad Arma.

Il primo cittadino interviene dopo l’articolo pubblicato da SanremoNews sui cinque rapporti relativi ai controlli disposti da Rivieracqua nella mattinata del 6 agosto. Tutti i campioni avevano restituito valori conformi ai limiti di legge, mentre il prelievo suppletivo ufficiale effettuato da Arpal nello stesso giorno aveva rilevato 360 enterococchi intestinali ogni 100 millilitri, a fronte di una soglia massima fissata a 200.

Una differenza particolarmente significativa perché uno dei cinque controlli paralleli, quello eseguito davanti ai Bagni Ruffini, coincide territorialmente con il punto ufficiale utilizzato da Arpal. In quella zona il laboratorio incaricato aveva rilevato 20 unità per gli enterococchi e altrettante per Escherichia coli.

Gli esiti non sono automaticamente sovrapponibili e i controlli esterni non avrebbero comunque potuto sostituire quelli ufficiali di Arpal, unico soggetto competente ai fini della balneabilità. La distanza tra i valori, tuttavia, ha aperto interrogativi che ora il Comune vuole approfondire coinvolgendo tutti gli enti interessati.

“Due fotografie difficili da comprendere e gestire”. Conio non nasconde il disagio vissuto dall’amministrazione durante quei giorni, collocati nel momento più importante della stagione turistica. "Prendiamo atto della situazione, ma non posso nascondere il profondo disagio e le difficoltà vissute in un momento già complesso e drammatico per l’intera comunità – afferma il sindaco –. Ricevere da Arpal risultati sfavorevoli e avere contemporaneamente gli esiti conformi ai limiti di legge rilasciati da un altro laboratorio certificato, autorevole e professionale, ha inevitabilmente sollevato forti dubbi in me".

Il problema non era soltanto la differenza tra un campione ufficiale e controlli eseguiti in altre zone della costa. Uno dei prelievi interessava infatti il medesimo punto. "Ci siamo trovati di fronte a due fotografie profondamente diverse dello stesso mare, difficili da comprendere e da gestire – prosegue Conio –. A rendere la situazione ancora più anomala è il fatto che i nostri dati favorevoli provenissero da cinque campionamenti effettuati in autocontrollo e tutti con risultati omogenei tra loro. Al contrario dell’unico prelievo Arpal effettuato contestualmente in uno dei cinque punti già interessati dalle nostre verifiche".

Le parole del sindaco non attribuiscono responsabilità né consentono di stabilire quale elemento abbia determinato la divergenza. Un campione fotografa infatti le condizioni dell’acqua in un luogo e in un momento precisi; orario, profondità, distanza dalla riva, moto ondoso, correnti e modalità di prelievo possono influire sui risultati. Proprio per questo, secondo Conio, è necessario ricostruire tecnicamente l’intera sequenza.

Il Comune era obbligato a mantenere il divieto. Nonostante gli esiti favorevoli dei controlli paralleli, l’amministrazione non avrebbe potuto revocare l’ordinanza. Le decisioni sulla balneabilità devono essere assunte sulla base degli esiti ufficiali di Arpal e il campionamento del 6 agosto presentava ancora uno dei due parametri oltre la soglia consentita.

Il divieto era scattato dopo il controllo ordinario del 4 agosto, quando erano stati rilevati 300 enterococchi intestinali ogni 100 millilitri. Due giorni più tardi il nuovo prelievo aveva restituito un valore pari a 360, rendendo impossibile la riapertura del litorale.

Soltanto le analisi effettuate l’8 agosto hanno mostrato il pieno rientro dei parametri: 10 per Escherichia coli e meno di 10 per gli enterococchi. Il giorno seguente, con l’ordinanza numero 68, il Comune ha potuto revocare il divieto e restituire alla balneazione l’intera costa di Arma.

Anche i controlli disposti parallelamente avevano prodotto, l’8 agosto, risultati coerenti con quelli dell’Agenzia regionale. "Le successive analisi dell’8 agosto, sia quelle effettuate da Arpal sia quelle disposte dal Comune, hanno restituito risultati omogenei e valori pienamente entro le soglie previste dalla normativa, consentendoci di revocare l’ordinanza di non balneazione – sottolinea Conio –. Siamo quindi di fronte a un’evidente anomalia, che deve essere chiarita e non può ripetersi".

La richiesta inviata alla Prefettura il 7 agosto. Il sindaco annuncia che la richiesta di aprire un confronto istituzionale era già stata avanzata durante l’emergenza, prima che il mare tornasse balneabile. "Per questa ragione, il 7 agosto scorso, ho chiesto l’apertura di un tavolo di approfondimento in Prefettura, affinché tutti i soggetti coinvolti possano ricostruire quanto accaduto, individuare le cause dell’inquinamento e fare piena chiarezza anche sulle modalità e sulle tempistiche delle analisi effettuate da Arpal".

Al tavolo dovrebbero essere chiamati Arpal, Rivieracqua e gli altri enti competenti. L’obiettivo dichiarato non è stabilire una contrapposizione tra laboratori, ma mettere in ordine i dati disponibili: posizione esatta e orario dei prelievi, condizioni del mare, profondità dei campioni, procedure seguite e tempi impiegati per la comunicazione degli esiti.

Resta inoltre da individuare l’origine dei valori non conformi registrati il 4 e il 6 agosto. Rivieracqua aveva comunicato di "non avere rilevato anomalie nella rete fognaria, sversamenti o problemi nel funzionamento del depuratore". A differenza dell’episodio avvenuto a giugno, quando la rottura di una condotta aveva fornito una causa precisa, l’anomalia di agosto rimane quindi priva di una spiegazione accertata.

“Piena fiducia in Arpal, ma valutiamo i protocolli”. Conio ribadisce la fiducia nell’Agenzia regionale, distinguendo il bisogno di approfondimento da qualsiasi contestazione del suo ruolo o dell’attendibilità dei controlli ufficiali. "Garantendo e mantenendo piena fiducia nell’operato dell’Agenzia regionale, chiediamo di approfondire insieme la situazione per avere i dovuti chiarimenti e considerare la possibilità di rivalutare i protocolli, sia in termini di tempistiche sia di modalità, al fine di avere un servizio ancora più celere, puntuale ed efficace".

Tra i temi destinati a entrare nel confronto potrebbe esserci anche l’attuale organizzazione del monitoraggio. Il litorale di Arma costituisce un’unica acqua di balneazione ed è rappresentato da un solo punto ufficiale: quando quel campione risulta fuori norma, il divieto deve essere esteso all’intera costa comunale.

La possibilità di introdurre altri punti era stata presa in considerazione già nel 2024, ma non aveva avuto seguito per l’omogeneità morfologica del litorale, lungo poco più di un chilometro, caratterizzato da fondale sabbioso e privo di corsi d’acqua che lo dividano in zone differenti. Quanto accaduto ad agosto potrebbe ora riportare la questione all’attenzione degli enti tecnici, senza che questo significhi necessariamente modificare l’attuale sistema.

Dalla riapertura alla ricerca di una spiegazione. Il mare è tornato balneabile, ma la revoca dell’ordinanza non ha chiuso tutti gli interrogativi. La richiesta avanzata dal Comune alla Prefettura rappresenta adesso il passaggio attraverso il quale cercare una risposta comune, affidata al confronto tra competenze tecniche e istituzionali. "Dobbiamo evitare che situazioni simili possano ripresentarsi in futuro – conclude Conio – e garantire ai cittadini, agli operatori e all’amministrazione informazioni tempestive, affidabili e inequivocabili".

Andrea Musacchio

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