La polemica nata sui social sulla presunta riduzione delle presenze negli alberghi di lusso di Sanremo trova una risposta nei numeri. A intervenire è Marco Sarlo, ex assessore al Turismo del Comune di Sanremo, ex direttore e attuale consulente dell'Hotel Royal e presidente provinciale di Federturismo, che ha analizzato l'andamento delle prenotazioni e dell'occupazione della struttura nei primi giorni di agosto. Il dato, secondo Sarlo, è tutt'altro che negativo. Dall'inizio di agosto fino alla notte scorsa, l'Hotel Royal ha registrato complessivamente soltanto 10 camere rimaste disponibili, a fronte di una capacità di circa 126 camere. "L'occupazione è del 99,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, quando era al 94%", spiega Sarlo. Un dato che, secondo il manager, conferma quindi un miglioramento rispetto al 2025.
La discussione era nata dopo le dichiarazioni dell'assessore al Turismo Alessandro Sindoni, che aveva sottolineato la quasi totale occupazione degli alberghi di lusso cittadini nei primi giorni di agosto. Alcuni utenti sui social avevano però verificato la presenza di camere ancora prenotabili sui portali online, interpretandola come una contraddizione rispetto alle parole dell'amministratore. Per Sarlo, invece, si tratta di una lettura errata del funzionamento di una struttura alberghiera. "Non esistono destinazioni dove gli alberghi fanno il 100% di occupazione per un mese. Il 100% continuativo non è un indicatore realistico per un albergo", sottolinea. Le camere che restano disponibili, spiega, sono anche necessarie per gestire gli incastri delle prenotazioni, le diverse durate dei soggiorni e le esigenze della clientela.
Il riferimento, inoltre, non è soltanto al numero di camere vendute. Nel settore alberghiero, spiega Sarlo, l'andamento di una struttura viene valutato anche attraverso indicatori tecnici come ADR (Average Daily Rate) e RevPAR (Revenue per Available Room), che consentono di misurare rispettivamente la tariffa media giornaliera e il ricavo medio per camera disponibile. "L'andamento di un'azienda alberghiera non si misura semplicemente guardando se ci sono una o due camere libere sui portali", osserva. Il ragionamento vale ancora di più per gli alberghi di lusso, che comprendono a Sanremo Hotel Royal, Europa Palace e Miramare Palace. "È più difficile riempire gli alberghi più costosi rispetto alle categorie più basse, per una semplice questione di prezzo", evidenzia Sarlo. Per questo, secondo l'ex assessore, un'elevata occupazione nelle strutture di fascia alta rappresenta un indicatore significativo per l'andamento complessivo della destinazione. Il motivo è anche legato al tipo di clientela e alla capacità di promozione. Le strutture di alta gamma, spiega Sarlo, investono cifre importanti nel marketing e sono spesso collegate a catene e circuiti internazionali. "Io sponsorizzo 50 gare di golf all'anno in giro per l'Europa. Non vengono tutti a dormire al Royal: vengono a Sanremo e poi scelgono l'albergo sulla base del proprio budget". In altre parole, la capacità attrattiva di un grande albergo può produrre effetti anche sulle strutture di categoria diversa.
Lo stesso principio, secondo Sarlo, vale per gli eventi. Concerti, spettacoli e iniziative culturali non attirano esclusivamente chi soggiorna negli alberghi di lusso, ma intercettano differenti segmenti di mercato. "Le attività attrattive funzionano così: attirano vari segmenti di clientela". Un turista può quindi arrivare a Sanremo per assistere a un concerto e scegliere poi una struttura ricettiva in base alle proprie possibilità economiche. Sarlo respinge anche l'altra critica emersa sui social, secondo cui i clienti degli alberghi di lusso avrebbero una scarsa ricaduta sul commercio cittadino. "Dire che i clienti degli alberghi di lusso debbano per forza andare nei negozi aperti dalle 17 alle 20 è surreale", sostiene. Il problema, secondo Sarlo, è piuttosto quello degli orari commerciali. "Se vado in una località come Alassio o Santa Margherita e i negozi sono aperti fino a mezzanotte, posso stare al bar durante il giorno, andare a cena e poi fare un giro per i negozi. Non vado necessariamente dalle 17 alle 20".
Anche luglio, secondo Sarlo, ha fatto registrare risultati particolarmente positivi. "È stato un mese eccezionale", afferma, spiegando che le aspettative per agosto sono altrettanto elevate. Al Royal, in particolare, erano previsti numerosi giorni con occupazione completa, ma raggiungere il 100% assoluto per periodi prolungati è comunque difficile nel settore alberghiero. Il motivo è anche nella modalità con cui vengono effettuate le prenotazioni. "Non tutti prenotano da sabato a sabato. Ci sono persone che si fermano uno o due giorni e questo permette di fare gli incastri". Una camera può quindi risultare temporaneamente disponibile online anche all'interno di un periodo complessivamente caratterizzato da un'occupazione elevatissima.
Sarlo non nega, naturalmente, che Sanremo abbia problemi da affrontare come destinazione turistica. "I problemi li conosciamo e devono essere risolti". Ma, aggiunge, questo non significa che sia utile rappresentare la città come una destinazione in difficoltà anche quando i principali indicatori mostrano una situazione positiva. "Non è che farci da soli la cattiva pubblicità aiuti il turismo o riempia i negozi", conclude Sarlo, definendo "un po' violenta" la polemica nata sui social. E tornando al dato da cui tutto era partito: nei primi otto giorni di agosto, al Royal, soltanto 10 camere sono rimaste complessivamente disponibili, con un'occupazione del 99,1%, contro il 94% dello stesso periodo dello scorso anno.














