La situazione della frontiera di Ventimiglia continua a richiedere attenzione sul fronte degli organici e dell'organizzazione dei servizi di sicurezza. A lanciare l'allarme è il SIAP Liguria, che richiama l'Amministrazione e il Dipartimento della Pubblica Sicurezza sulla necessità di garantire personale e continuità operativa. La Polizia di Frontiera, secondo quanto evidenziato dal sindacato, deve quotidianamente occuparsi di una pluralità di attività: dai controlli ai valichi ai pattugliamenti, dai servizi con le autorità francesi alla gestione dei respingimenti, passando per le attività amministrative, il fotosegnalamento, la polizia giudiziaria e il contrasto ai passeur. Un quadro complesso che, secondo il SIAP, deve essere affrontato evitando di costruire nuovi modelli organizzativi senza prima verificare la reale disponibilità di personale.
Attualmente, viene spiegato nel comunicato, la Polizia di Frontiera dispone di circa 78 operatori, a fronte di ulteriori compiti e articolazioni organizzative. Nei prossimi mesi sono inoltre previsti pensionamenti, mentre l'incremento di personale annunciato viene giudicato insufficiente rispetto alla complessità delle attività richieste. Un elemento particolarmente significativo riguarda i respingimenti dalla Francia: sono mediamente 30-40 al giorno, molti dei quali comportano ulteriori adempimenti da parte della Questura e degli uffici competenti, tra identificazione, procedure amministrative, individuazione delle strutture, eventuali provvedimenti di espulsione e rimpatri. A questo si aggiunge l'attività investigativa contro il traffico internazionale di migranti e i passeur, che il SIAP definisce importante anche per i risultati ottenuti grazie alla collaborazione con le autorità francesi.
Il sindacato mette quindi in guardia dal rischio che nuove responsabilità vengano affidate a strutture già in difficoltà. "Non possiamo pensare di risolvere l'emergenza aumentando competenze, turnazioni, presidi e attività burocratiche se contemporaneamente gli organici rimangono insufficienti e sono previsti ulteriori pensionamenti", si legge nel documento. Secondo il SIAP, una nuova organizzazione può funzionare soltanto se sostenibile sul piano delle risorse umane. In caso contrario, il rischio è quello di redistribuire le carenze, spostando semplicemente il problema da un ufficio all'altro e aumentando la pressione sugli operatori.
Migranti, il SIAP: "Serve raziocinio, non demagogia"
Nel comunicato trova spazio anche una riflessione sulla gestione dei flussi migratori, tema che in queste settimane continua a catalizzare l'attenzione politica e mediatica. Il SIAP sottolinea la necessità di affrontare la questione con equilibrio e senso di responsabilità, evitando semplificazioni e posizioni demagogiche. "Chi opera quotidianamente sul territorio sa bene che il fenomeno migratorio non è uno slogan e non può essere affrontato attraverso annunci o contrapposizioni politiche", sostiene il sindacato, ricordando come siano poi gli operatori della sicurezza a dover concretamente gestire le conseguenze delle decisioni assunte a livello politico e amministrativo.
Il timore espresso dal SIAP è che la gestione dei flussi possa assorbire una quota sempre maggiore delle risorse disponibili, finendo per incidere sugli altri servizi di sicurezza della provincia di Imperia. Il sindacato cita, in particolare, gli accompagnamenti ai CPR, che richiedono personale, mezzi, tempi di viaggio e impiego operativo. "Non contestiamo la necessità di effettuare gli accompagnamenti previsti dalla legge. Contestiamo, invece, l'idea che questi servizi possano essere assorbiti indefinitamente da organici già insufficienti senza produrre conseguenze sul resto del territorio". E viene utilizzata un'immagine particolarmente efficace: "La sicurezza della provincia di Imperia non può essere considerata una coperta troppo corta", perché le esigenze della frontiera non devono lasciare scoperte Volanti, Commissariati, Polizia di Frontiera e altri presidi.
"Il VI Reparto Mobile di Genova deve restare"
In questo scenario, il VI Reparto Mobile di Genova viene indicato dal SIAP come una risorsa fondamentale per sostenere l'attività sul territorio. Il sindacato contesta l'idea che la sua presenza possa essere considerata esclusivamente una soluzione emergenziale da attivare o disattivare in base alle necessità del momento. L'aggregazione del Reparto Mobile, viene sottolineato, garantisce un supporto operativo concreto alla provincia e consente di alleggerire la pressione sul personale impegnato nella gestione della frontiera. Il problema, secondo il SIAP, si manifesta quando tra la scadenza di un'aggregazione e il rinnovo della disposizione ministeriale si crea una discontinuità: in quel caso le conseguenze ricadono direttamente sulle strutture territoriali, in particolare sulle Volanti e sugli altri servizi di controllo.
Da qui la richiesta di garantire la continuità della presenza del VI Reparto Mobile a Ventimiglia, almeno fino a quando non saranno effettivamente disponibili organici sufficienti per consentire alla Polizia di Frontiera, alla Questura e ai Commissariati di assorbire autonomamente tutti i servizi richiesti. "Non possiamo permetterci che la gestione amministrativa delle aggregazioni produca scoperture operative sul territorio", sostiene il SIAP, che annuncia anche una nuova iniziativa sul piano istituzionale. Il sindacato intende infatti chiedere un incontro al Prefetto di Imperia, ritenendo necessario fare chiarezza sulla gestione e sulla distribuzione delle risorse disponibili sul territorio provinciale.
L'organico della provincia e le nuove unità
Il SIAP richiama inoltre le precedenti valutazioni secondo cui non vi sarebbero stati particolari problemi di risorse nella provincia di Imperia. Una posizione che, alla luce dell'attuale situazione, secondo il sindacato dovrebbe essere rivista. "Il Commissariato di Ventimiglia e il Commissariato di Sanremo sono chiamati a operare in condizioni di grave difficoltà", evidenzia il comunicato, in una provincia chiamata contemporaneamente ad affrontare le esigenze della frontiera, il controllo del territorio, l'attività investigativa e gli ulteriori servizi richiesti alla Polizia di Stato. Il SIAP sottolinea inoltre come la recente distribuzione di risorse sul territorio nazionale dimostri la situazione di emergenza degli organici delle Forze di Polizia in Liguria.
Per Imperia, il sindacato riconosce l'arrivo di alcune unità aggiuntive, attribuendo anche alle pressioni portate avanti dal SIAP parte del risultato. Ma proprio su questo punto arriva un avvertimento: le nuove risorse non devono diventare il motivo per considerare superata la necessità dell'aggregazione del VI Reparto Mobile. Il rischio, secondo il sindacato, è quello di un "gioco a somma zero", con qualche unità in più da una parte e, contemporaneamente, la perdita del supporto operativo del Reparto Mobile dall'altra. "Le nuove unità devono rappresentare un effettivo rafforzamento degli organici della provincia", sottolinea il SIAP, e non la compensazione della perdita di una risorsa ritenuta indispensabile per la gestione della frontiera.
"Ventimiglia ha bisogno di personale"
La posizione del SIAP viene riassunta nella parte finale del comunicato: Ventimiglia, secondo il sindacato, ha bisogno soprattutto di personale, oltre che di eventuali nuove disposizioni organizzative. Se l'obiettivo è rafforzare il presidio della frontiera, aumentare i controlli, potenziare la gestione dei respingimenti e le attività investigative mantenendo contemporaneamente il controllo del territorio, sostiene il sindacato, è necessario mettere in campo le risorse umane necessarie. "Non si può chiedere agli stessi operatori di fare sempre di più con gli stessi organici". Il SIAP Liguria annuncia quindi che continuerà a monitorare l'evoluzione della situazione e le eventuali scelte organizzative che saranno adottate.
L'obiettivo dichiarato, precisa il sindacato, non è ostacolare il cambiamento, ma evitare che vengano create strutture organizzative efficienti soltanto sulla carta e concretamente insostenibili per il personale. La richiesta finale è quella di una programmazione seria, accompagnata da organici adeguati e strumenti operativi continuativi, per affrontare contemporaneamente la sicurezza della frontiera francese, quella di Ventimiglia e dell'intera provincia di Imperia. "Il VI Reparto Mobile di Genova, in questa fase, deve continuare a fare la sua parte. Ma non può essere utilizzato per nascondere una carenza strutturale di organico che deve essere affrontata dal Dipartimento", conclude Roberto Traverso, del SIAP Liguria.





