Il progetto per il prolungamento dell'Aurelia Bis tra il Borgo e la periferia Ovest di Sanremo torna al centro del confronto politico e, questa volta, l'opposizione chiede di portarlo direttamente in Consiglio comunale. I consiglieri Daniele Ventimiglia, Antonino Consiglio, Elisa Balestra, Massimo Rossano, Marco Damiano, Monica Rodà e Patrizia Badino hanno infatti richiesto la convocazione di un Consiglio straordinario e monotematico dedicato esclusivamente alla progettazione dell'infrastruttura. Al centro della richiesta c'è soprattutto il mancato inserimento nel progetto degli svincoli della Foce e di via Padre Semeria, due collegamenti che negli anni hanno rappresentato uno degli elementi principali del confronto sulla nuova Aurelia Bis. L'obiettivo della minoranza è quello di discutere pubblicamente le scelte progettuali e le loro ricadute sulla viabilità cittadina.
La richiesta arriva dopo una lunga evoluzione del progetto, accompagnata da confronti istituzionali, osservazioni dei residenti e prese di posizione dei comitati. Nel gennaio 2023 Anas aveva presentato quattro diverse soluzioni per il completamento dell'opera verso Pian di Poma. Le ipotesi prevedevano configurazioni differenti, ma il tema degli svincoli era già centrale. La soluzione poi individuata prevedeva il collegamento con la viabilità cittadina attraverso lo svincolo della Foce e, nel disegno complessivo, anche un'uscita in corrispondenza di via Padre Semeria. Il 13 febbraio 2023 il Comune, la Regione e il commissario straordinario Matteo Castiglioni annunciarono la scelta del progetto, presentandola come un passaggio fondamentale per sbloccare un'opera attesa da anni.
Nel progetto allora illustrato, l'Aurelia Bis avrebbe dovuto proseguire dall'attuale uscita del Borgo verso Ponente, con un sistema di collegamenti destinato a distribuire i flussi di traffico sulla rete cittadina. L'idea era quella di evitare che tutto il traffico proveniente dalla nuova galleria finisse per concentrarsi sugli stessi assi viari già oggi congestionati. Nel gennaio era stato ricostruito il tracciato indicando il passaggio sotto la collina fino a via Padre Semeria, dove era previsto lo svincolo della Foce, e quindi il proseguimento verso Cava Cangiotti, a ridosso di Pian di Poma. Il costo dell'intervento era stato stimato allora in circa 350 milioni di euro, mentre l'orizzonte temporale indicato prevedeva l'affidamento dei lavori tra il 2026 e l'inizio del 2027, subordinatamente alla conclusione dell'iter autorizzativo e al reperimento delle risorse.
Nel frattempo, però, sul territorio sono cresciute le perplessità. Nell'agosto 2024 il sindaco Alessandro Mager aveva incontrato una rappresentanza dei residenti di via Padre Semeria, che aveva espresso preoccupazioni per la bretella prevista nella zona di Bonmoschetto. Il timore manifestato dai cittadini riguardava in particolare l'impatto dell'opera sulla viabilità e sul territorio. "Abbiamo ascoltato le istanze di questi cittadini – spiegava Mager –, i quali ci hanno chiesto di esporre ad Anas le loro perplessità riguardo al prospettato svincolo in zona Bonmoschetto che, a loro giudizio, impatterebbe pesantemente su via Padre Semeria". Il Comune aveva quindi annunciato la trasmissione delle osservazioni ad Anas, con l'auspicio di individuare una soluzione capace di conciliare viabilità e tutela del territorio. A marzo 2025 il confronto si era ulteriormente allargato. L'Amministrazione comunale aveva incontrato tre comitati: quello di via Padre Semeria, quello di via Bonmoschetto e il nuovo comitato dei residenti di strada Solaro Rapalin. Sul tavolo erano finite diverse criticità legate alla futura bretella, compreso il possibile impatto sul traffico locale e sulle aree interessate dai lavori. Una fase nella quale il progetto appariva ancora in evoluzione e nella quale Comune e cittadini cercavano un confronto con i soggetti incaricati della progettazione.
La svolta è arrivata nel marzo di quest'anno, quando il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ha espresso parere favorevole con prescrizioni. Tra le modifiche più significative recepite nel progetto c'era proprio l'eliminazione degli svincoli intermedi di via Padre Semeria e Foce Centro. Il tracciato veniva così alleggerito sotto il profilo dell'impatto ambientale e paesaggistico, mentre restava lo sbocco di Cava Cangiotti. L'Amministrazione comunale aveva sostenuto la necessità di ridurre l'impatto dell'opera, sottolineando come la funzione principale dell'Aurelia Bis dovesse essere quella di bypassare Sanremo e allontanare il traffico dal centro. La nuova impostazione avrebbe inoltre consentito una riduzione dei costi complessivi, con lavori stimati in circa 1.500 giorni, una volta ottenuti i finanziamenti. Una scelta che, nei mesi successivi, ha però riacceso il dibattito politico. A maggio il Comitato Solaro Rapalin aveva denunciato una presunta discrepanza tra quanto dichiarato dopo il parere del Consiglio Superiore e quanto contenuto nella documentazione progettuale pubblicata da Anas. Secondo il comitato, infatti, alcune planimetrie avrebbero continuato a mostrare un collegamento verso via Padre Semeria attraverso un viadotto, pur in assenza dello svincolo originariamente previsto. Da qui la richiesta di chiarire quale fosse effettivamente il progetto approvato e quale configurazione fosse destinata a essere realizzata.
Il tema è poi tornato prepotentemente all'attenzione nel luglio scorso. Mario Robaldo aveva definito problematico uno scenario nel quale il nuovo tratto dell'Aurelia Bis avesse unicamente lo sbocco a Cava Cangiotti, sostenendo che in questo modo una parte consistente del traffico destinato alla Foce, a via Solaro, a via Padre Semeria e a corso Marconi continuerebbe comunque a utilizzare l'attuale uscita del Borgo. Pochi giorni dopo anche i due Circoli cittadini del Partito Democratico avevano chiesto di mantenere lo svincolo della Foce e un collegamento con il casello di Sanremo Ovest, definendo un'Aurelia Bis senza svincoli un'opera "depotenziata".
Proprio in questo clima si inserisce ora la richiesta dei sette consiglieri di opposizione. La minoranza vuole che il tema venga affrontato in una sede istituzionale e alla presenza dell'intero Consiglio comunale, mettendo a confronto le diverse posizioni emerse negli ultimi anni. Da una parte c'è l'esigenza di non rallentare ulteriormente un'opera attesa da decenni e di limitarne l'impatto sul territorio; dall'altra quella di garantire che il nuovo collegamento sia realmente utile alla città e non si limiti a spostare il traffico da un punto all'altro della rete viaria. Il confronto dovrà quindi riguardare non soltanto il tracciato, ma anche le conseguenze sulla mobilità urbana e sulle zone direttamente interessate.
La questione si intreccia anche con le recenti dichiarazioni del viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi, che a luglio ha invitato Sanremo a evitare ulteriori ripartenze dell'iter progettuale. "Ci saranno novità nelle prossime settimane. Abbiamo ricevuto dal sindaco, per quanto riguarda il tratto di Sanremo, la necessità di rivedere ulteriormente il progetto. Io quello che dico è che se ogni volta si rimette tutto da capo penso che non la vedremo mai", aveva dichiarato Rixi. Ora l'opposizione chiede dunque di riportare il confronto dentro Palazzo Bellevue, proprio mentre sul futuro dell'Aurelia Bis restano aperte questioni progettuali, finanziarie e viabilistiche.





