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Attualità | 07 agosto 2026, 12:14

Sanremo, il turismo passa anche dalla musica: alla Sinfonica tre spettatori su dieci arrivano dall’estero

Il 30% medio del pubblico della rassegna è composto da turisti stranieri di diverse nazionalità. L’Auditorium Alfano, l’Orchestra e i concerti nei borghi costruiscono un’offerta capace di andare oltre il nome dell’artista e di dare lustro alla città

Sanremo, il turismo passa anche dalla musica: alla Sinfonica tre spettatori su dieci arrivano dall’estero

Il turismo di Sanremo non passa soltanto dalle spiagge, dal Casinò o dalle manifestazioni capaci di richiamare migliaia di persone in una singola serata. Esiste anche un turismo meno rumoroso, che programma il proprio soggiorno cercando un concerto, sceglie un posto a sedere davanti al mare e scopre il territorio attraverso la musica. Un pubblico che spesso non entra nelle fotografie delle grandi folle, ma che rappresenta una parte significativa della capacità attrattiva della città. A raccontarlo è un dato emerso durante gli appuntamenti della Sanremo Summer Symphony: in media, il 30% degli spettatori è costituito da turisti stranieri provenienti da diverse nazioni. Tre persone su dieci, dunque, arrivano dall’estero e scelgono di inserire un concerto dell’Orchestra Sinfonica nella propria esperienza sanremese.

Un numero tutt’altro che secondario, soprattutto perché non legato esclusivamente alla presenza di un cantante famoso o a un evento costruito per il grande pubblico. La partecipazione internazionale accompagna appuntamenti differenti: dalle produzioni con artisti già affermati ai progetti più ricercati, passando per i talenti emergenti e per le serate nelle quali sono gli stessi maestri dell’Orchestra a prendersi interamente la scena. È qui che il dato smette di essere soltanto statistico e diventa una possibile indicazione di politica turistica. La musica si conferma un veicolo capace di attirare persone, arricchire il soggiorno e costruire un’immagine della città che non si esaurisce negli eventi di massa.

L’Alfano, un luogo che diventa parte dello spettacolo. A rendere riconoscibile la proposta contribuisce inevitabilmente l’Auditorium Franco Alfano. La sua posizione, affacciata sul mare e inserita nel verde, non rappresenta soltanto una cornice scenografica, ma una parte integrante dell’esperienza. Non tutti gli auditorium possono offrire al pubblico il passaggio naturale dalla luce del tramonto alla musica, con il mare sullo sfondo e la città a pochi passi. Per chi arriva da fuori, soprattutto dall’estero, anche il luogo diventa un elemento di attrazione e un ricordo da associare al concerto. La sede dell’Orchestra non è quindi un semplice contenitore. È uno dei punti attraverso i quali Sanremo può raccontare la propria identità: la musica, il paesaggio, la storia e quella dimensione all’aperto che permette alla programmazione culturale di incontrare la vocazione turistica della città. In un territorio nel quale la concorrenza tra eventi è inevitabilmente elevata, possedere un luogo riconoscibile rappresenta un vantaggio. L’Alfano non deve imitare una grande arena né misurare il proprio successo esclusivamente sul numero massimo di presenze. La sua forza risiede nell’offrire qualcosa di diverso: una dimensione raccolta, elegante e allo stesso tempo accessibile, nella quale il rapporto tra orchestra, artista e pubblico rimane centrale.

Una rassegna che riesce a camminare da sola. Le ultime uscite della Sinfonica hanno restituito un altro segnale importante. Gli appuntamenti sono riusciti a coinvolgere un pubblico numeroso anche in presenza di eventi concorrenti, oppure quando la proposta artistica si rivolgeva a una platea apparentemente più di nicchia. È la dimostrazione di una rassegna cresciuta, che nel tempo ha costruito una propria riconoscibilità. Il pubblico non sceglie più soltanto il singolo nome in cartellone, ma sembra iniziare a fidarsi del progetto complessivo, della qualità degli arrangiamenti e del lavoro dell’Orchestra. È forse questo il passaggio decisivo per qualsiasi manifestazione culturale: smettere di dipendere interamente dal richiamo dell’ospite e diventare essa stessa una ragione per partecipare. La Sanremo Summer Symphony sembra avere raggiunto una maturità che le permette di stare in piedi da sola, proponendo linguaggi diversi senza perdere la propria identità. Il cantante conosciuto rimane naturalmente un richiamo importante. Ma accanto a lui possono trovare spazio un talento da scoprire, una produzione originale, un omaggio costruito con cura oppure un concerto affidato esclusivamente all’Orchestra. Se il pubblico risponde anche in queste occasioni, significa che la fiducia non è più riposta soltanto nell’artista, ma nella qualità della proposta. Questa continuità produce un valore ulteriore sul piano turistico. Chi si trova a Sanremo sa di poter incontrare durante l’estate un calendario musicale riconoscibile, non una semplice successione di serate scollegate. La rassegna diventa così parte dell’offerta della destinazione.

La qualità dell’Orchestra come elemento attrattivo. L’Orchestra Sinfonica rappresenta da tempo un vanto per Sanremo. Il punto, però, è comprendere come questo patrimonio possa essere considerato non soltanto sotto il profilo culturale, ma anche all’interno della promozione turistica. La presenza stabile di un’orchestra professionale consente alla città di realizzare produzioni che altrove richiederebbero strutture, investimenti e collaborazioni più complesse. Permette inoltre di dare una veste nuova a repertori molto differenti, dalla canzone d’autore al pop, dal jazz alla musica sinfonica, creando eventi che non potrebbero essere replicati nello stesso modo senza il contributo dei suoi maestri. Il valore turistico nasce proprio da questa unicità. Un concerto può essere proposto in molte località; un concerto con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo, all’interno dell’Auditorium Alfano, possiede invece un’identità precisa e immediatamente collegabile alla città. La Sinfonica diventa così un elemento di prestigio, ma anche uno strumento capace di produrre attrazione, presenze e racconto. Chi assiste a una serata non porta con sé soltanto il ricordo dell’artista, ma anche quello dell’Orchestra e del luogo che l’ha ospitata.

Dai palcoscenici sanremesi ai borghi del territorio. L’attività estiva non si esaurisce all’Alfano. Anche quest’anno l’Orchestra porta la propria esperienza nei comuni vicini, entrando nei borghi e incontrando pubblici differenti. Questa presenza diffusa consente alla musica di diventare un collegamento tra la costa e l’entroterra. La Sinfonica non promuove soltanto sé stessa, ma contribuisce a valorizzare piazze, centri storici e luoghi che possono essere scoperti proprio grazie a un appuntamento musicale. È un modello interessante anche in chiave turistica. L’evento diventa la ragione per raggiungere un borgo, fermarsi, conoscerne le strade e magari tornarvi. In questo senso, l’Orchestra svolge una funzione che supera i confini comunali e assume una dimensione territoriale. Sanremo rimane il centro e il nome più riconoscibile, ma la qualità della Sinfonica si muove e crea connessioni con le località circostanti. È una forma di promozione indiretta, capace di accompagnare il visitatore oltre il litorale e mostrare una Riviera più ampia e articolata.

Il concerto come esperienza di viaggio. Il 30% di turisti stranieri presente mediamente agli appuntamenti suggerisce infine una riflessione sul modo in cui è cambiato il viaggio. Chi visita una città non cerca più soltanto monumenti o giornate di riposo, ma esperienze da vivere e raccontare. Un concerto risponde perfettamente a questa esigenza. Ha una data precisa, rende irripetibile una serata e lega la musica al luogo nel quale viene ascoltata. Può diventare una delle ragioni della partenza oppure una scoperta effettuata durante il soggiorno, capace di modificare la percezione complessiva della città. Per Sanremo questo rapporto è ancora più naturale. La musica rappresenta già una parte fondamentale della sua identità internazionale. La sfida consiste nel fare in modo che non rimanga concentrata in una sola settimana dell’anno, ma diventi un filo capace di accompagnare le diverse stagioni. La Sinfonica, con la programmazione estiva, dimostra che questo percorso è possibile. Lo fa senza rinunciare alla qualità e senza inseguire esclusivamente i grandi numeri. Lo fa mettendo insieme artisti conosciuti, nuove proposte, produzioni originali e il lavoro quotidiano dei propri maestri.

Un patrimonio culturale che produce turismo. Considerare l’Orchestra soltanto come un’istituzione culturale significherebbe quindi raccontarne una parte, ma non l’intero valore. La Sinfonica è anche un patrimonio turistico, uno strumento di promozione e un elemento capace di dare lustro a Sanremo. Il dato degli spettatori stranieri dimostra che esiste già un pubblico internazionale pronto a rispondere. Ora la possibilità è trasformare questa presenza in una strategia sempre più consapevole, rafforzando la comunicazione verso chi soggiorna in città, le strutture ricettive e i mercati turistici esteri. Non ogni appuntamento deve essere un evento di massa per produrre valore. A volte è la continuità di una proposta riconoscibile a costruire nel tempo la reputazione di una destinazione. Ed è proprio ciò che sembra accadere con la Sanremo Summer Symphony. Che sul palco salga un cantante famoso, un talento emergente o che siano soltanto i maestri a occupare la scena, il vero elemento costante rimane la qualità dell’Orchestra. È questa a tenere insieme il cartellone, l’Auditorium e il pubblico.

Sanremo è conosciuta nel mondo come città della musica. La Sinfonica dimostra che quella definizione non deve restare soltanto uno slogan legato al Festival: può diventare un’esperienza turistica concreta, da vivere davanti al mare e da portare con sé al termine del viaggio.

Andrea Musacchio

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