Documenti inediti, mappe e fotografie d'epoca sui rapporti storici che hanno legato la Casa Grimaldi al territorio intemelio dall'Ottocento ai giorni nostri. Ventimiglia inaugura la mostra “Deo Juvante: il mito Grimaldi nell'estremo Ponente ligure”, che si potrà ammirare dal 7 agosto al 30 settembre, il martedì e il giovedì dalle 9 alle 16 presso l’Archivio di Stato – sezione di Ventimiglia, in via Sir Thomas Hanbury 12.
Una mostra resa possibile grazie alla collaborazione con la città di Ventimiglia. "Presentiamo una mostra che è un fiore all'occhiello e una chicca per la storia Ventimiglia" - dice l'assessore di Ventimiglia Tiziana Faedda - "Repertare tanti documenti inediti, che collegano Ventimiglia alla famiglia Grimaldi, metterli insieme ed esporli è stato un duro lavoro. Ringrazio, perciò, tutti coloro che hanno preso parte all'allestimento della mostra".
Il percorso espositivo illustra con documenti inediti, mappe e fotografie d'epoca i rapporti storici che hanno legato la Casa Grimaldi al territorio intemelio dall'Ottocento ai giorni nostri. Il racconto si snoda attraverso gli eventi cruciali dell'epoca risorgimentale, in particolare: dagli anni del protettorato sardo sul Principato di Monaco alla secessione di Mentone e Roccabruna nel 1848 fino alla delicata querelle sui nuovo confini franco-sardo-italiani dopo il plebiscito del 1860. "Non ho interferito troppo, ho lasciato portare avanti al dottor Stabile il progetto" - afferma Francesca Imperiale della Sovraintendenza archivistica e bibliografica della Liguria - "Non è facile organizzare mostre documentarie. Una mostra può far capire quali tesori di informazioni, di storia e conoscenza abbiamo e che speriamo possano avvicinarci al passato e alle nostre radici. La specificità di questa mostra è evidenziare i rapporti tra il territorio intemelio e i Grimaldi. Ringrazio il dottor Stabile per l'idea e la perseveranza con la quale l'ha portata avanti, quando si fa qualcosa si riesce a fare perché c'è una persona che ha l'idea ma anche coloro che lo aiutano a realizzarla. Un ringraziamento va perciò a tutto lo staff e a chi ha accolto positivamente il progetto nelle istituzioni locali, nelle imprese, negli enti e nelle fondazioni".
Una narrazione documentaria che non dimentica alcune figure chiave che, tra l'Ottocento e la prima metà del Novecento, hanno segnato la storia del territorio intemelio. "Vi sono bacheche e allestimenti superlativi. Quest'anno lo stabile che ospita la mostra compie 70 anni e quasi settant'anni fa Ranieri III sposò Grace Kelly. Abbiamo esposto beni, opere eccezionali e molto significative della famiglia Grimaldi che non sono mai uscite da Monaco. Il nostro percorso vuole concentrarsi sull'800 e il '900, sul periodo del Risorgimento. così importante ma poco conosciuto riguardo alla micro storia. I rapporti tra il territorio di Ventimiglia e Monaco erano estremamente intensi" - dichiara Pier Maria Stabile, direttore dell'Archivio di Stato - "La storia delle frontiere rappresenta uno dei temi centrali delle relazioni internazionali. Essa racconta come i confini non siano semplici linee geografiche tracciate su una mappa da un trattato ma spazi dove l'identità di nazioni diverse si plasma anche attraverso il confronto e lo scambio. Superata la logica anacronistica delle barriere belliche, i confini oggi si configurano come 'laboratori di cooperazione', dove la gestione condivisa di risorse ed esperienze culturali diventa chiave di stabilità e benessere. Un esempio emblematico è l'estremo Ponente ligure, un 'territorio-ponte' dove, negli ultimi due secoli, la storia ha visto alternarsi confini e ben cinque realtà statuali. In questo scenario geopolitico complesso, la famiglia Grimaldi di Monaco ha mantenuto sempre un ruolo cruciale, preservando i suoi legami secolari con il territorio di Ventimiglia. A questi legami tra la comunità intemelia e i Principi di Monaco, la sezione d'Archivio di Stato di Ventimiglia dedica la mostra che trae ispirazione anche dal 70° anniversario del matrimonio fra la diva di Hollywood Grace Kelly e il principe Ranieri III, uno scenario unico dove storia e istituzioni hanno incontrato il prestigio internazionale. Una parte della mostra parla del periodo storico tra il 1815 e il 1847, gli anni dalla Restaurazione alla crisi dello Stato monegasco, prosegue con i moti secessionisti del 1847-1848 e l'annessione di Nizza e Savoia alla Francia. Si sofferma poi sui plebisciti locali a Mentone e Roquebrune a favore dell'annessione alla Francia e la delimitazione dei nuovi confini di Stato. Una parte è dedicata ai Grimaldi di Monaco, alle grotte dei Balzi Rossi e alle frazioni limitrofe. Monaco e Ventimiglia sono territori che hanno molto in comune. La natura è la medesima. C'era una frontiera lasca ma il tessuto umano e sociale era comune. C'era una compenetrazione. Questi aspetti cambiarono dopo il 1870 con la modifica del confine. Nonostante i nuovi confini i rapporti continuarono. La stessa diocesi di Ventimiglia comprendeva Mentone e Roquebrune. Alberto I dimostrò sempre un interesse e un affetto verso il territorio intemelio. C'è una parte sugli anni Venti e Quaranta del Novecento. I rapporti continuano fino agli anni '30 poi la situazione cambia. I rapporti sono disturbati dalla guerra. Si aggiunge poi la mutilazione del territorio italiano. Con Ranieri III si apre un'epoca diversa. Grace ha impresso su questa parte della Riviera un alone di fascino ed eleganza. Alberto II porta avanti questo interesse verso il territorio del ponente ligure. Il confine smette di essere la fine degli stati ma diventa un'area di reciproco sviluppo. Ringrazio la città di Ventimiglia, il sindaco Di Muro e l'assessore Faedda che fin dall'inizio hanno dimostrato interesse in questo progetto, lo staff, il personale amministrativo, l'Assessorato alla Cultura, gli sponsor. Senza il contributo della città di Ventimiglia non avremo potuto aprire la mostra".
Il taglio del nastro è avvenuto questa mattina alla presenza dell'assessore di Ventimiglia Tiziana Faedda, di autorità civili e militari, associazioni italiane e francesi. Si è svolto poi un giro guidato della mostra. Per l'occasione erano presenti anche il consigliere regionale Enrico Ioculano e il viceprefetto aggiunto di Imperia Francesco Cardellicchio.



























































