Il caso di Nessy Guerra si arricchisce di un nuovo, pesante tassello. A supporto delle richieste di protezione della giovane sanremese e della figlia Aisha è stata infatti depositata una relazione criminologico-comportamentale firmata dalla dottoressa Roberta Bruzzone, psicologa clinica e forense e criminologa, che analizza il profilo dell'ex marito Tamer Hamouda e valuta il rischio di possibili condotte violente nei confronti della donna e, soprattutto, della bambina.
Il documento, redatto il 1° agosto come "risk warning" destinato alle autorità giudiziarie e istituzionali italiane ed egiziane, precisa fin dalle prime pagine di non costituire una diagnosi clinica in senso stretto, non essendo stato possibile sottoporre il soggetto a un esame diretto, ma basa le proprie conclusioni sull'analisi della documentazione giudiziaria, sanitaria e investigativa disponibile.
"Il rischio è elevato". La conclusione della relazione arriva già nelle prime pagine ed è netta. Secondo Bruzzone, il materiale esaminato delinea "un soggetto ad alto/gravissimo rischio di agiti violenti", con una pericolosità ritenuta concreta e attuale nei confronti di Nessy Guerra e, "in via ancor più allarmante", della figlia Aisha. La consulente richiama inoltre l'esistenza di una "finestra di rischio acuto" collegata al compleanno della bambina e definisce le raccomandazioni finali come urgenti e non differibili.
Le fonti: undici pagine costruite sugli atti giudiziari. La relazione non si fonda su dichiarazioni isolate, ma su un'ampia documentazione. Tra gli atti analizzati figurano il casellario giudiziale italiano, ordinanze del Gip di Genova, denunce, sentenze italiane ed egiziane, documentazione sanitaria, materiale pubblicato sui social riconducibile a Hamouda, comunicazioni PEC e la dichiarazione giurata della madre dell'uomo.
Nel ricostruire la storia, Bruzzone evidenzia come Hamouda risulti destinatario di diverse condanne definitive per reati contro il patrimonio, contro la persona e contro la libertà sessuale, ricordando in particolare i procedimenti per stalking, violenza sessuale aggravata, lesioni, truffa e furti. La relazione indica inoltre una pena residua da espiare in Italia pari a 2 anni, 10 mesi e 27 giorni.
Secondo la consulente, dopo l'esito dei procedimenti italiani, l'uomo avrebbe convinto Nessy Guerra a sposarlo e a trasferirsi in Egitto, dove la donna sarebbe stata privata dei documenti, isolata e sottoposta a violenze fisiche, psicologiche ed economiche. Dopo la fuga della giovane con l'aiuto dell'Ambasciata italiana, sempre secondo la ricostruzione contenuta nella relazione, sarebbe iniziata una lunga escalation fatta di procedimenti giudiziari, tentativi di sottrazione della bambina, accuse di adulterio e prostituzione, campagne diffamatorie e minacce.
"Uno schema che si ripete". Una parte importante del documento è dedicata al profilo criminologico. Bruzzone ritiene che non si sia davanti a episodi isolati, ma a quello che definisce un modello comportamentale seriale: individuazione di partner giovani e vulnerabili, rapido consolidamento del rapporto, controllo crescente, violenza e, in caso di separazione, persecuzione e utilizzo degli strumenti giudiziari come forma di pressione.
La relazione parla di un "predatore relazionale seriale", precisando che il dato più significativo non sarebbe il singolo reato, ma la ripetizione dello stesso schema con vittime differenti.
Bruzzone descrive inoltre il rapporto con Nessy Guerra come un esempio di controllo coercitivo: sottrazione del passaporto, isolamento in territorio straniero, dipendenza economica e minacce continue. Secondo la consulente, dopo la fuga della donna, la violenza avrebbe cambiato forma trasformandosi in una persecuzione giudiziaria e reputazionale attraverso la diffusione di immagini intime e l'utilizzo dell'accusa di adulterio in un ordinamento dove tale reato è ancora previsto.
"Si proclama Dio, Gesù e Messia". Tra i passaggi più delicati della relazione vi è l'analisi dei contenuti pubblicati sui social dall'ex marito di Nessy Guerra. Secondo Bruzzone, dai materiali esaminati emergerebbe un'apparente ideazione mistico-grandiosa e persecutoria. La consulente richiama i numerosi video nei quali Hamouda si definisce "Dio sceso in terra", "Messia", "Gesù Cristo" e "Oracolo divino", attribuendosi poteri straordinari e annunciando punizioni nei confronti di chi non crederebbe alle sue parole.
Nel documento si citano anche richieste rivolte alle istituzioni, come il riconoscimento di uno status diplomatico, un passaporto speciale valido fino al 2090, il cambio del nome in "Gesù" e un risarcimento di 28 milioni di euro nei confronti dello Stato italiano. La relazione sottolinea che tali elementi vengono valutati come parte del quadro documentale analizzato e non come diagnosi clinica diretta.
I ricoveri e l'uso di sostanze. La consulente richiama anche documentazione relativa a ricoveri psichiatrici effettuati sia in Italia sia in Egitto e riferisce di una tossicodipendenza documentata da cocaina e Fentanyl. Secondo la relazione, questi elementi contribuirebbero ad aumentare il livello di imprevedibilità comportamentale.
Tra gli episodi riportati compare anche quello relativo al tentativo di ottenere l'indirizzo del rifugio della donna. La relazione riferisce che Hamouda avrebbe offerto denaro al legale egiziano di Nessy Guerra nel tentativo di conoscere il luogo in cui la giovane vive protetta insieme alla figlia. Bruzzone inserisce questo episodio nel quadro di quella che definisce una persecuzione totale, sul piano giudiziario, economico, istituzionale e psicologico.
"La priorità è Aisha". È probabilmente la parte più forte dell'intera relazione. Bruzzone scrive che, a suo giudizio, "Aisha non è, nella dimensione psichica del soggetto, una figlia da proteggere, ma un oggetto di proprietà, uno strumento di ricatto e un potenziale bersaglio", arrivando ad affermare che "il rischio per la bambina è concreto, gravissimo e attuale".
A sostegno di questa conclusione, la consulente richiama una serie di elementi: i tentativi di sottrazione della minore, un episodio in cui la bambina avrebbe riportato lividi durante uno di questi tentativi, il blocco all'espatrio fino ai 21 anni, il cambio unilaterale della cittadinanza, le ricompense pubblicate sui social per localizzare madre e figlia e la presenza della minore all'interno delle dinamiche conflittuali tra gli adulti.
La finestra di rischio tra agosto e le settimane successive. Un altro passaggio ritenuto centrale riguarda il periodo temporale individuato dalla consulente. Bruzzone osserva che il compleanno di Aisha rappresenterebbe una possibile fase critica, ricordando la richiesta di un incontro assistito avanzata dall'ex marito prima del 10 agosto e collegandola ad altri elementi contenuti nella documentazione esaminata.
Per questo motivo conclude che il periodo compreso tra l'inizio di agosto e le settimane immediatamente successive debba essere considerato, secondo la propria valutazione tecnica, ad altissima probabilità di escalation.
Nelle conclusioni, la relazione attribuisce al caso un livello di rischio complessivo "elevato/grave". Bruzzone ritiene che, sulla base della documentazione esaminata, non emergano fattori di protezione significativi, indicando l'assenza di consapevolezza, di trattamenti, di freni inibitori e di contenimento ambientale. Nei confronti di Nessy Guerra il rischio viene descritto come quello di una possibile reiterazione della violenza persecutoria, mentre per Aisha viene evidenziato il pericolo di sottrazione internazionale e di grave pregiudizio fisico e psicologico.
Le raccomandazioni: "Rimpatrio protetto e nessun incontro". L'ultima parte della relazione è dedicata alle indicazioni operative. Tra le raccomandazioni figurano il trattamento del caso come emergenza di protezione, il rimpatrio protetto di Nessy Guerra e della figlia Aisha, il mantenimento della segretezza del luogo in cui si trovano, la rimozione dei contenuti diffamatori e delle campagne social finalizzate alla loro localizzazione e l'esclusione di qualsiasi incontro, anche assistito, tra Hamouda e la bambina in assenza di una preventiva valutazione psichiatrica e di adeguate garanzie di sicurezza.
Infine, Bruzzone chiede che la relazione venga portata all'attenzione delle autorità italiane e, attraverso i canali diplomatici, anche di quelle egiziane impegnate nei procedimenti sull'affidamento della minore, affinché possa essere valutata come elemento tecnico nell'ambito delle decisioni ancora pendenti.





