Quasi 10 milioni di euro per cinque interventi prioritari contro il rischio idrogeologico in Liguria, con una quota importante destinata anche alla provincia di Imperia. La Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Difesa del suolo Giacomo Raul Giampedrone, ha approvato il piano da trasmettere al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica per il via libera definitivo. Tra i territori interessati c'è San Biagio della Cima, dove sono previsti 2 milioni e 450mila euro per la messa in sicurezza delle aree maggiormente critiche del torrente Verbone. Gli interventi sono stati individuati sulla base delle segnalazioni arrivate dai territori e definiti insieme all'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Settentrionale, che ha espresso parere positivo.
Per l'Imperiese il progetto riguarda il tratto del torrente Verbone compreso tra il ponte di via Caduti del Lavoro e il confine comunale. L'area interessata si trova nella zona centrale del territorio di San Biagio della Cima, a valle del ponte, ed è classificata dal Piano di Gestione del Rischio Alluvioni come interessata da un'estesa fascia di inondabilità in relazione al rischio di piena duecentennale. Il torrente è già stato interessato in passato da importanti opere nel tratto a monte, compresa la demolizione di ponti ed edifici che interferivano con il corretto assetto idraulico. Il nuovo intervento punta quindi a completare il percorso di messa in sicurezza del corso d'acqua e di mitigazione del rischio idraulico.
Uno degli interventi più significativi previsti dal progetto riguarda la demolizione di uno dei tre ponti esistenti nel tratto interessato, individuati come problematici per il deflusso delle acque. Il piano prevede inoltre l'adeguamento delle sezioni idrauliche del torrente e la sistemazione delle sponde attraverso mantellate in massi. Saranno poi sistemate in via definitiva le aree che si trovano lungo il corso d'acqua, dove sono presenti diverse infrastrutture. Tra queste figurano la viabilità provinciale, la SP59, le strade principali utilizzate anche per le esigenze di protezione civile e alcuni fabbricati. Un insieme di opere destinato a migliorare il deflusso e a ridurre le condizioni di pericolosità nelle aree interessate.
L'obiettivo dichiarato dalla Regione è quello di trasformare le priorità indicate dai territori in interventi concreti. "Con un piano da quasi 10 milioni di euro finanziamo cinque interventi prioritari, già validati dall'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Settentrionale e pronti a entrare nella fase operativa – dichiara l'assessore regionale alla Difesa del suolo Giacomo Raul Giampedrone –. Un risultato reso possibile dal lavoro condiviso con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, che ringrazio nella persona del ministro Pichetto Fratin e del viceministro Gava per l'attenzione dimostrata nei confronti della Liguria, insieme all'Autorità di Bacino e agli enti locali".
Giampedrone sottolinea inoltre come siano proprio sindaci e tecnici dei territori a indicare le priorità sulle quali intervenire, mentre alla Regione spetta il compito di intercettare le risorse e trasformarle in opere. "In una regione come la Liguria, dove il rischio idrogeologico impone una programmazione costante, continuiamo a intercettare risorse nazionali per mettere in sicurezza versanti, torrenti e infrastrutture prima che le criticità si trasformino in emergenze", spiega l'assessore. Nel caso di San Biagio della Cima, dunque, il finanziamento rappresenta un nuovo tassello nel percorso di riduzione del rischio legato al torrente Verbone, con l'obiettivo di rendere progressivamente più sicure le aree interessate dalle possibili esondazioni.
Il piano regionale comprende complessivamente cinque interventi, distribuiti tra Imperiese, Savonese, Genovese e Spezzino. Oltre ai 2 milioni e 450mila euro destinati a San Biagio della Cima, sono previsti 750mila euro per la mitigazione del rischio idraulico a Calice Ligure, nel Savonese, 3 milioni e 690mila euro per la stabilizzazione della paleofrana di Prato Casarile e il riassetto ambientale della testata del bacino del torrente Geirato a Genova, 2 milioni e 450mila euro per la messa in sicurezza della falesia sopra via Zanelli a Lerici e 400mila euro per il dissesto lungo la SP566 a Sesta Godano.
La Regione punta ora ad avviare le gare nei prossimi mesi e ad aprire i primi cantieri entro la fine del 2026, dando precedenza agli interventi considerati più urgenti. Il finanziamento dovrà comunque passare dal via libera definitivo del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica. Per San Biagio della Cima, il progetto rappresenta un intervento di rilievo non soltanto per il corso del Verbone, ma anche per le infrastrutture e le aree che si sviluppano lungo il suo percorso. La successiva revisione del quadro di pericolosità, prevista dopo la realizzazione delle opere, dovrebbe consentire di restituire quelle aree al territorio e ai cittadini per il loro futuro sviluppo.














