Attualità - 05 agosto 2026, 07:48

Caldo estremo, Confesercenti lancia l'allarme: fino a 12 miliardi di perdite l'anno, servono interventi strutturali e città più resilienti

Secondo l'associazione il cambiamento climatico è ormai una variabile economica permanente: a rischio commercio, turismo, agricoltura, edilizia e logistica

Caldo estremo, Confesercenti lancia l'allarme: fino a 12 miliardi di perdite l'anno, servono interventi strutturali e città più resilienti

Il cambiamento climatico non rappresenta più soltanto una sfida ambientale, ma è diventato un vero e proprio fattore economico destinato a incidere in modo permanente sulla competitività del Paese. È quanto emerge da uno studio nazionale di Confesercenti, secondo il quale l'aumento delle ondate di calore estremo e dei fenomeni climatici sempre più intensi comporta un impatto negativo sull'economia italiana fino a 12 miliardi di euro all'anno, una cifra che corrisponde a circa lo 0,2-0,4% del Prodotto interno lordo. Un quadro che, secondo l'associazione, impone un cambio di passo nelle politiche pubbliche e negli investimenti per adattare città e imprese alle nuove condizioni climatiche.

Le conseguenze si riflettono direttamente sull'attività delle aziende. Le giornate caratterizzate da afa e temperature elevate riducono infatti la produttività dei lavoratori, rallentano l'attività commerciale e determinano perdite di fatturato in numerosi comparti. A tutto questo si aggiunge l'incremento dei consumi energetici, necessario per mantenere climatizzati negozi, bar, ristoranti e altri esercizi aperti al pubblico. Anche le famiglie, evidenzia Confesercenti, devono sostenere costi sempre più elevati per garantire il raffrescamento delle abitazioni durante periodi di caldo prolungato.

Particolarmente esposti risultano alcuni settori economici. Commercio ambulante, agricoltura, edilizia e logistica registrano infatti pesanti ripercussioni quando le temperature impediscono o limitano il lavoro nelle ore centrali della giornata. La necessità di interrompere o ridurre le attività per tutelare la salute dei lavoratori si traduce inevitabilmente in minore produttività e in un calo del volume d'affari, con effetti che rischiano di diventare strutturali se gli episodi di caldo estremo continueranno ad aumentare in frequenza e intensità.

Per questo motivo Confesercenti Nazionale definisce il clima estremo una "variabile economica permanente", sottolineando come non sia più possibile affidare la risposta esclusivamente all'iniziativa dei singoli imprenditori. "La sfida non può essere vinta lasciando il problema ai privati", evidenzia l'associazione, chiedendo un piano organico di interventi pubblici capace di accompagnare imprese e cittadini nell'adattamento ai cambiamenti climatici.

Tra le proposte avanzate figurano il ripensamento degli orari di apertura delle attività economiche nei periodi più caldi, l'incremento delle aree verdi urbane e il ricorso al depaving, la pratica che consiste nella rimozione del cemento non necessario per restituire permeabilità al terreno e ridurre l'effetto 'isola di calore'. Confesercenti propone inoltre una gestione più efficiente delle risorse idriche, attraverso la razionalizzazione dell'acqua impiegata per il lavaggio delle strade e l'irrigazione del verde pubblico, favorendo anche il riutilizzo delle acque reflue.

Sul fronte economico, infine, l'associazione ritiene indispensabile intervenire anche sul costo dell'energia e sul sistema fiscale, prevedendo misure in grado di alleggerire il peso delle bollette e della tassazione per imprese e famiglie. L'obiettivo è trasformare l'adattamento ai cambiamenti climatici in una strategia di lungo periodo, capace di tutelare la competitività del tessuto produttivo e di limitare gli effetti economici di un fenomeno destinato, secondo gli esperti, a incidere sempre di più sulla vita quotidiana e sull'economia nazionale.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD AGOSTO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU