Cronaca - 31 luglio 2026, 12:13

Caso Beatrice, il padre chiede il dissequestro della salma: “Ora possa essere restituita alla famiglia”

L’istanza è stata depositata questa mattina in Procura dall’avvocato Fabio Scaffidi Fonti, legale di Maurizio Rao. Dopo il deposito della consulenza autoptica, viene chiesta la restituzione del corpo della bambina per poter celebrare i funerali

Caso Beatrice, il padre chiede il dissequestro della salma: “Ora possa essere restituita alla famiglia”

È stata depositata questa mattina in Procura la richiesta di dissequestro della salma della piccola Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita il 9 febbraio scorso nell’abitazione di Montenero, sulle alture di Bordighera, dove viveva insieme alla madre e alle due sorelle.

La conferma arriva dall’avvocato Fabio Scaffidi Fonti, legale di Maurizio Rao, padre della bambina. Con l’istanza viene chiesto che il corpo possa essere restituito alla famiglia, così da consentire la celebrazione delle esequie e dare finalmente sepoltura alla piccola, a quasi sei mesi dalla morte.

Alla base della richiesta c’è il deposito della consulenza autoptica eseguita dal professor Francesco Ventura. Gli esiti degli accertamenti medico-legali sono stati consegnati alla Procura lo scorso 27 luglio: un passaggio che, secondo il legale, farebbe venire meno le ragioni per mantenere la salma sotto sequestro.

Spetterà ora all’autorità giudiziaria valutare l’istanza e autorizzare eventualmente la restituzione del corpo.

L’autopsia e il trauma alla test. Secondo quanto emerso dalla consulenza medico-legale, la morte di Beatrice sarebbe stata provocata da una violenta emorragia cerebrale conseguente a un trauma alla testa. Il colpo sarebbe stato inferto non oltre le 48 ore precedenti al decesso e, secondo la ricostruzione investigativa, in quel periodo la bambina si sarebbe trovata a Perinaldo, nell’abitazione del compagno della madre.

La perizia avrebbe inoltre evidenziato che un intervento sanitario tempestivo avrebbe potuto evitare la morte. Il decesso, infatti, non sarebbe stato immediato: dopo il trauma sarebbe rimasto un intervallo durante il quale una chiamata ai soccorsi avrebbe potuto modificare l’esito della vicenda.

Nel quadro tracciato dagli accertamenti compaiono anche un grave stato di malnutrizione, lesioni interne e la presenza di nicotina nei polmoni. Tutti elementi che saranno ora esaminati dagli inquirenti e dai consulenti delle parti insieme alle altre risultanze raccolte nel corso delle indagini.

Gli accertamenti genetici effettuati sulle lesioni, invece, avrebbero rilevato soltanto il Dna della bambina, senza isolare profili riconducibili a terze persone. Un risultato che non permette di individuare chi abbia provocato il trauma, ma che, per le caratteristiche del campionamento, non può neppure essere interpretato come elemento sufficiente a escludere eventuali contatti.

Madre e compagno restano in carcere. Per la morte di Beatrice si trovano in carcere la madre, Emanuela Aiello, e il compagno Emanuel Iannuzzi. Entrambi sono accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore e hanno respinto le contestazioni, dichiarandosi estranei alle accuse.

L’indagine si è sviluppata attraverso l’autopsia, gli esami del Ris, i sopralluoghi compiuti tra Montenero e Perinaldo e gli accertamenti effettuati su indumenti, abitazioni e veicoli. Tra gli elementi acquisiti figurano anche le dichiarazioni rese dalle due sorelle di Beatrice, attualmente ospitate in una struttura protetta.

Le bambine, già ascoltate in audizione protetta, dovranno essere sentite anche nell’ambito dell’incidente probatorio. Sarà quello il passaggio attraverso il quale le loro dichiarazioni potranno essere assunte nel contraddittorio tra le parti e cristallizzate come prova.

Intanto, dopo mesi di attesa e il completamento degli esami medico-legali, il padre ha chiesto che la salma venga dissequestrata. Prima che il procedimento giudiziario prosegua lungo il proprio percorso, la famiglia attende ora di poter salutare Beatrice e accompagnarla alla sepoltura.

Andrea Musacchio

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