Politica - 30 luglio 2026, 19:29

Caos in Consiglio a Ospedaletti sul caso CEM, Cimiotti: “Avete preso una cantonata”. Interpellanza non discussa, Taggiasco lascia l’aula: “Non è democrazia”

La minoranza chiedeva chiarimenti sulle penali da 52mila euro legate ai lavori di difesa costiera e sui possibili rapporti con il progetto del nuovo porto. Il sindaco Cimiotti: “Materia tecnica, avete preso una cantonata”. Lugarà: “Avevamo diritto di illustrare l’interpellanza”

Caos in Consiglio a Ospedaletti sul caso CEM, Cimiotti: “Avete preso una cantonata”. Interpellanza non discussa, Taggiasco lascia l’aula: “Non è democrazia”

Doveva essere un punto tecnico sui rapporti tra il Comune di Ospedaletti e la società CEM Spa. Si è trasformato nel momento più acceso degli ultimi Consigli comunali, tra interruzioni, accuse reciproche, parole pesanti e l’abbandono dell’aula da parte del consigliere di minoranza Maurizio Taggiasco.

A innescare lo scontro è stata l’interpellanza presentata dal gruppo Ospedaletti Insieme, dedicata a quella che l’opposizione definisce una “omissione informativa” nei confronti del Consiglio comunale. Al centro della richiesta figuravano un accordo bonario sottoscritto per i lavori di difesa della costa, le penali da 52.279,95 euro inizialmente contestate alla CEM e il ruolo della stessa società nella proposta relativa al nuovo porto turistico.

La maggioranza ha però ritenuto che la contabilità dei lavori e i contenuti dell’accordo fossero materie tecniche, non di competenza dell’assemblea. Il sindaco Daniele Cimiotti ha quindi escluso una discussione nel merito, rinviando alla risposta predisposta dagli uffici e affidando alla vicesindaco Daniela Gozzi una dichiarazione politica a nome della maggioranza.

Una decisione duramente contestata dalla consigliera Valentina Lugarà, prima firmataria dell’interpellanza insieme a Taggiasco e Alessandro Goso, che ha rivendicato il diritto della minoranza a illustrare le proprie domande davanti al Consiglio.

(Un momento dello scontro in Consiglio comunale)

L’interpellanza sull’accordo con CEM. Il punto di partenza risale al 26 marzo 2026, quando il Consiglio comunale approvò la valutazione di fattibilità e di interesse pubblico della proposta per la concessione del nuovo porto turistico, un intervento dal valore stimato di oltre 147 milioni di euro.

Tra i documenti allegati alla pratica erano presenti anche diversi atti relativi a CEM Spa, indicata dall’opposizione come uno dei soggetti tecnici e costruttivi coinvolti nell’operazione.

Poche settimane dopo, il 21 e 22 aprile, il responsabile comunale dei Lavori pubblici sottoscrisse con la stessa società un accordo bonario riguardante un altro intervento: il terzo lotto dei lavori per la difesa della costa e dell’abitato.

Secondo quanto sostenuto da Ospedaletti Insieme, da quell’accordo emerge la mancata riscossione di 52.279,95 euro di penali contestate alla società per il ritardo nella conclusione dei lavori. La rinuncia alle sanzioni sarebbe avvenuta nell’ambito della definizione complessiva della contabilità e delle riserve formulate dall’impresa.

La minoranza chiedeva perché il Consiglio non fosse stato informato della situazione durante la discussione sul porto, se le contestazioni fossero state valutate dai consulenti incaricati di verificare l’affidabilità dei proponenti e sulla base di quali criteri fosse stato ritenuto conveniente raggiungere l’accordo.

Tra le domande figuravano anche l’eventuale esistenza di una relazione capace di dimostrare che i ritardi non fossero imputabili all’impresa e la presenza di ulteriori rapporti economici o patrimoniali tra il Comune e CEM, compresa l’occupazione dell’area comunale dell’ex Baia Verde.

Cimiotti: “Non è materia da Consiglio comunale”. La discussione si è accesa immediatamente, prima ancora che la minoranza potesse illustrare integralmente il documento. “Su questa interpellanza daremo risposte, ma si tratta di un’interpellanza fuori luogo – ha affermato Cimiotti –. L’ufficio tecnico fornirà una risposta tecnica. Questa non è materia di Consiglio comunale e non è qui che deve essere discussa, qui non hai (Lugarà, ndr) diritto. La contabilità dei lavori non compete all’assemblea”.

Lugarà ha replicato sostenendo che il documento non riguardasse semplicemente la contabilità e contestando il modo con cui le è stata negata la possibilità di intervenire: “Non ha diritto a niente lo va a dire a qualcun altro. Io sono una consigliera comunale e ho diritto di chiedere informazioni”.

Il sindaco ha ribadito che non esisterebbe alcun contenzioso collegabile alla pratica del porto: “Hai sbagliato tutto. Chiuso. Se ritenete che ci siano problemi, andate in Procura, in Prefettura oppure rivolgetevi all’ufficio tecnico. Chi risponde della contabilità è il RUP, non il Consiglio comunale”.

La consigliera ha insistito sul diritto di presentare l’interpellanza, ricordando che, se fosse stata considerata inammissibile, non avrebbe dovuto essere inserita all’ordine del giorno: “Io non ho ancora esposto nulla. Se non la si riteneva materia da Consiglio, non doveva essere iscritta”.

Il comunicato stampa al centro dello scontro. A pesare sul clima dell’aula è stato anche il comunicato con cui Ospedaletti Insieme aveva anticipato pubblicamente il contenuto dell’interpellanza, inviandolo alle redazioni giornalistiche.

Una scelta che la maggioranza non ha gradito e che Cimiotti ha richiamato durante il confronto: “I vostri cinque minuti li avete già fatti sulla stampa”.

Per la minoranza, invece, la diffusione del documento non avrebbe fatto venir meno il diritto di presentarlo e discuterlo nella sede istituzionale. “Voi siete stati ascoltati, mentre a noi non viene consentito di parlare e spiegare l’interpellanza”, ha protestato Goso.

Il confronto si è progressivamente allontanato dal merito dell’accordo, spostandosi sul rapporto tra maggioranza e opposizione e sul modo con cui le questioni amministrative vengono portate all’attenzione dell’opinione pubblica.

Gozzi: “Opposizione aggressiva verso l’istituzione”. La risposta politica della maggioranza è stata affidata alla vicesindaco Daniela Gozzi, che ha letto una dichiarazione preparata a nome del gruppo.

“Riteniamo che i collegamenti fatti dall’opposizione rappresentino l’ennesimo episodio di un modo di agire privo di correttezza istituzionale – ha affermato –. In un momento in cui il Comune è impegnato sul nuovo porto, la minoranza sceglie di utilizzare un argomento serio non per adoperare uno strumento costruttivo, ma per lanciare accuse implicite e seminare dubbi”.

La vicesindaco ha respinto ogni collegamento tra l’accordo bonario relativo ai lavori costieri e il progetto del porto: “L’accordo con CEM non riguarda il porto, non è un favore a qualcuno e non è una resa. È uno strumento previsto dalla legge. Presentarlo all’opinione pubblica in questi termini significa distorcere i fatti e indebolire l’ente”.

Gozzi ha inoltre richiamato la presenza di un ricorso relativo al progetto portuale, precisando però di riferirsi a una “convergenza di effetti” e non a un collegamento diretto tra soggetti e iniziative differenti. “L’interpellanza e il ricorso finiscono per mettere in discussione le scelte compiute e creare un quadro di delegittimazione dell’ente. Il vostro modo di fare opposizione è aggressivo verso l’istituzione. Avete tutti gli strumenti messi a disposizione dalla normativa ed è di quelli che dovete servirvi”.

La maggioranza ha infine rivendicato la trasparenza dell’azione amministrativa e la professionalità degli uffici: “Non abbiamo paura. La trasparenza la pretendiamo, la pratichiamo e la difendiamo. Non ci faremo trascinare in risse politiche e non trasformeremo il Comune in un’arena”.

(Il banco vuoto di Maurizio Taggiasco)

Taggiasco lascia l’aula. Le parole della vicesindaco non hanno ricomposto il confronto. Goso ha definito “non democratico” il trattamento riservato alla minoranza, mentre Taggiasco ha deciso di abbandonare l’aula.

Subito dopo si è aperto un nuovo scontro tra Lugarà e il consigliere Roberto Rodriguez, intervenuto sulle modalità della discussione. “Rodriguez è diventato il nuovo presidente del Consiglio e decide quando e come possiamo parlare”, ha attaccato Lugarà. “Sul merito non avevi ragione – ha replicato Rodriguez –. Bastava chiedere le informazioni agli uffici”.

Anche il consigliere Giuseppe Lombardo è intervenuto, sostenendo che il problema non riguardasse soltanto la singola interpellanza, ma il metodo utilizzato ripetutamente dall’opposizione. “È un problema sistematico nel modo di fare le cose – ha affermato –. È già accaduto, per esempio, sulla questione delle telecamere. Ogni volta che emerge un problema viene alimentata una polemica e il continuo accumularsi di queste situazioni porta poi a scontri come quello di oggi”.

Cimiotti ha chiuso ribadendo la propria posizione: “Probabilmente non conoscete le procedure amministrative. Questa non è materia da Consiglio comunale”.

Il merito rimane sullo sfondo. Al termine dello scontro, le domande politiche sollevate da Ospedaletti Insieme sono rimaste sostanzialmente sullo sfondo. La maggioranza ha affidato agli uffici la risposta sugli aspetti tecnici e ha escluso che l’accordo bonario per i lavori costieri potesse essere collegato alla valutazione del nuovo porto.

La minoranza, invece, continua a sostenere che il Consiglio avrebbe dovuto essere informato prima di esprimersi sull’interesse pubblico della proposta, considerando il ruolo attribuito a CEM nella documentazione del progetto.

Restano quindi due piani distinti. Il primo riguarda il merito amministrativo dell’accordo e la convenienza per il Comune di non riscuotere le penali nell’ambito della definizione delle riserve. Il secondo interessa i rapporti politici e istituzionali tra maggioranza e opposizione, usciti dalla seduta ulteriormente deteriorati.

Andrea Musacchio

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