Politica - 28 luglio 2026, 13:29

Gasolio oltre i 2 euro al litro, l'allarme di CNA Imperia e CNA Fita: "A rischio la tenuta economica del Ponente ligure"

Le associazioni chiedono controlli contro le speculazioni, tutele anche per i veicoli leggeri e correttivi sulle accise: "Non può essere sempre l'impresa a pagare il prezzo più alto"

Gasolio oltre i 2 euro al litro, l'allarme di CNA Imperia e CNA Fita: "A rischio la tenuta economica del Ponente ligure"

L'ennesimo aumento del prezzo del gasolio riaccende le preoccupazioni del mondo dell'autotrasporto. CNA Imperia e CNA Fita lanciano un nuovo allarme, sottolineando come il caro carburanti stia mettendo sotto pressione non solo le imprese del settore, ma l'intero sistema economico del Ponente ligure. Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati al 28 luglio, in Liguria il gasolio self-service ha raggiunto un prezzo medio di 2,178 euro al litro, mentre a livello nazionale è salito a 2,183 euro. Ancora più elevato il costo lungo la rete autostradale, dove il diesel ha toccato quota 2,255 euro al litro. Numeri che, in una provincia come quella di Imperia, caratterizzata da collegamenti complessi con l'entroterra e da una forte mobilità verso la vicina Francia, rischiano di avere conseguenze particolarmente pesanti.

Per le imprese dell'autotrasporto il carburante rappresenta infatti una delle principali voci di spesa e gli ultimi rincari incidono direttamente sui bilanci aziendali. Un pieno da 500 litri supera ormai i 1.080 euro, una cifra che pesa in modo significativo su chi percorre ogni giorno centinaia di chilometri per garantire rifornimenti, consegne e servizi. "Nel Ponente ligure la mobilità non è una scelta, ma una necessità – dichiara il segretario di CNA Imperia, Luciano Vazzano –. Le merci devono viaggiare, gli artigiani devono raggiungere cantieri e clienti, le imprese turistiche e commerciali devono essere rifornite e numerose attività operano quotidianamente tra Italia e Francia. Quando il gasolio supera i due euro al litro non viene colpito soltanto l'autotrasporto: aumenta il costo dell'intera economia del territorio".

L'associazione valuta positivamente il confronto avviato dal Governo e gli impegni illustrati durante l'incontro del 22 luglio al Ministero, in particolare per quanto riguarda il riconoscimento dei crediti d'imposta e l'avvio del Tavolo permanente dell'autotrasporto. Allo stesso tempo, però, ritiene indispensabile intervenire rapidamente sull'andamento dei prezzi alla pompa. Secondo CNA, le tensioni internazionali e le difficoltà legate allo Stretto di Hormuz non sarebbero sufficienti a spiegare la rapidità degli aumenti registrati nelle ultime settimane. Per questo motivo viene chiesta maggiore trasparenza lungo tutta la filiera, con controlli rigorosi per evitare eventuali fenomeni speculativi legati all'aumento dei consumi estivi.

"Da tempo assistiamo a un meccanismo che le imprese conoscono fin troppo bene: quando le quotazioni internazionali salgono, l'aumento arriva immediatamente alla pompa; quando scendono, la riduzione è molto più lenta e spesso assai meno evidente – prosegue Vazzano –. Non vogliamo processi sommari, ma pretendiamo trasparenza. In una fase tanto delicata non può essere sempre l'ultimo anello della catena – l'impresa che trasporta, produce o presta un servizio – a pagare il prezzo più alto". CNA Fita richiama inoltre l'attenzione sulle cosiddette accise mobili, chiedendo che ogni eventuale riduzione sia accompagnata da un sistema di compensazione automatica per evitare che venga penalizzato il rimborso già riconosciuto alle imprese che hanno investito nel rinnovo delle flotte con mezzi meno inquinanti.

Tra le richieste avanzate c'è anche l'estensione del rimborso delle accise ai veicoli commerciali di minore portata, particolarmente diffusi nel tessuto produttivo della provincia di Imperia, composto prevalentemente da micro e piccole imprese. "Il gasolio utilizzato per svolgere un'attività professionale è lo stesso, indipendentemente dalle dimensioni del mezzo – sottolinea Vazzano –. Non è più accettabile che un piccolo autotrasportatore o un'impresa artigiana che lavora con un veicolo leggero sia esclusa da una tutela riconosciuta ai mezzi pesanti. Le piccole imprese non possono continuare a sostenere costi pieni e ricevere tutele dimezzate".

Infine CNA Fita chiede l'aggiornamento mensile dei valori indicativi di esercizio e l'introduzione di un sistema chiaro e uniforme per il calcolo del fuel surcharge, il sovrapprezzo legato alle oscillazioni del costo del carburante, così da consentire alle imprese di trasferire gli aumenti eccezionali senza doverli assorbire integralmente. "Il Governo ha aperto un confronto e questo è un segnale positivo, ma ora occorrono decisioni concrete – conclude Vazzano –. Servono controlli contro le speculazioni, correttivi efficaci sulle accise, tutela anche per i veicoli leggeri e regole che permettano di trasferire in modo trasparente gli aumenti eccezionali del carburante. Difendere l'autotrasporto significa difendere la continuità dei rifornimenti, la competitività delle imprese e la tenuta economica di tutto il territorio".

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