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Cronaca | 27 luglio 2026, 07:14

Sanremo, il centro rialza la testa: meno degrado e paura nelle vie più fragili, ma piazza San Siro resta sotto osservazione

Un anno dopo le denunce di residenti e commercianti, la situazione appare sensibilmente migliorata tra via Corradi, via Calvi e le strade circostanti. Controlli e presenza istituzionale hanno prodotto risultati, ma nel cuore della città continuano gli assembramenti e, secondo alcune testimonianze, gli scontri tra gruppi

Foto d'archivio

Foto d'archivio

Un anno dopo, il cuore di Sanremo sembra avere cambiato volto. Non completamente e neppure in maniera definitiva, ma quanto basta per restituire a residenti e commercianti una sensazione diversa rispetto ai mesi più difficili, quando tra via Corradi, via Calvi e piazza San Siro si susseguivano segnalazioni di spaccio, degrado, consumo di alcol, schiamazzi e violenze. Proprio quelle vie secondarie del centro, che soltanto dodici mesi fa erano diventate il simbolo della microcriminalità sanremese, oggi appaiono più tranquille. Le lamentele non sono scomparse, ma sembrano essersi ridotte; così come sono diminuite le scene che avevano alimentato paura e una crescente percezione di insicurezza.

Il quadro emerso dalle testimonianze raccolte nella zona racconta quindi un miglioramento concreto, maturato dopo mesi di controlli e attenzione istituzionale. L’impegno dell’amministrazione comunale, il lavoro delle forze dell’ordine e il coordinamento assicurato dalla Prefettura, oggi guidata da Antonio Giaccari, sembrano avere prodotto i primi risultati visibili. Via Corradi e via Calvi, la pressione si è allentata. Un anno fa via Corradi e via Calvi rappresentavano due dei punti più delicati. Le immagini raccolte durante il periodo più critico documentavano persone intente a consumare sostanze stupefacenti, discussioni accese, degrado e comportamenti incivili. Al mattino, lungo le strade, rimanevano bottiglie, cartacce e altri segni delle notti appena trascorse.

Oggi la pressione sembra essersi allentata. La maggiore presenza delle forze dell’ordine, i controlli interforze e l’attenzione mantenuta sulle aree più sensibili hanno contribuito a limitare quei fenomeni che per mesi erano apparsi quasi quotidiani. Non significa che ogni problema sia stato cancellato, né che il centro possa essere considerato definitivamente al riparo da nuovi episodi. Il cambiamento, tuttavia, viene percepito soprattutto nelle vie laterali, dove la situazione sembra essere tornata entro confini più gestibili. È forse questo il risultato più importante: quelle strade non appaiono più abbandonate a sé stesse. La presenza dello Stato e delle istituzioni è stata avvertita e la continuità dei controlli ha inciso sui comportamenti di chi, per mesi, aveva occupato spazi pubblici imponendo i propri ritmi al quartiere.

Piazza San Siro rimane il punto più delicato. Se via Corradi e via Calvi sembrano aver ritrovato una maggiore tranquillità, piazza San Siro continua invece a rappresentare il punto più fragile del centro. Secondo quanto raccontato da alcuni residenti, nella piazza continuano a ritrovarsi gruppi di cittadini stranieri. Nella maggior parte dei casi si tratta di semplici assembramenti, ma talvolta le discussioni degenererebbero in scontri e momenti di tensione. Scene non nuove per chi vive nella zona, anche se meno frequenti e intense rispetto a quelle registrate un anno fa. Il problema, dunque, non può essere considerato risolto. Si è ridimensionato, ma conserva una sua presenza, soprattutto nelle ore serali e notturne. Piazza San Siro resta il luogo nel quale si concentrano le maggiori preoccupazioni: uno spazio centrale e simbolico, frequentato ogni giorno da residenti, famiglie e turisti, che proprio per questo richiede un’attenzione costante. L’equilibrio raggiunto appare ancora delicato. Sarebbe sufficiente abbassare la guardia perché alcuni fenomeni tornassero a prendere forza o si spostassero nuovamente da una strada all’altra.

Dall’emergenza a un presidio continuativo. La fotografia di oggi è comunque diversa da quella scattata dodici mesi fa. Allora la microcriminalità sembrava avere conquistato una parte del centro cittadino, alimentando un senso di impotenza tra chi vi abitava o lavorava. Oggi, pur tra criticità ancora presenti, si registra una situazione maggiormente sotto controllo. È il risultato di un lavoro che non può però essere limitato alle fasi emergenziali. I controlli straordinari sono stati fondamentali per interrompere alcune dinamiche, ma la sfida sarà trasformare quella risposta in un presidio continuativo del territorio. Il vero banco di prova sarà la capacità di consolidare i miglioramenti ottenuti, impedendo che il problema si ripresenti o venga semplicemente spostato altrove. La sicurezza del centro passa dalla presenza delle pattuglie, ma anche dall’illuminazione, dal decoro, dalla pulizia, dal rispetto delle regole sulla vendita e sul consumo di alcol e da una collaborazione costante tra istituzioni, commercianti e residenti.

La ferita non è chiusa, ma Sanremo reagisce. Un anno fa il centro di Sanremo appariva come una ferita aperta. Oggi quella ferita non può ancora dirsi completamente rimarginata, visto il momento storico che tutto l'Italia sta attraversando, ma i segnali raccolti raccontano una città che ha iniziato a reagire. Via Corradi e via Calvi non sono più percepite con lo stesso disagio dei mesi più difficili. Piazza San Siro, invece, continua a chiedere attenzione: gli episodi sarebbero diminuiti, ma gli assembramenti e le tensioni segnalate dai residenti dimostrano che il lavoro non è terminato. Il dato positivo è che l’azione congiunta dell’amministrazione, della Prefettura, della Questura e delle altre forze dell’ordine sembra aver prodotto effetti. Il rischio, però, sarebbe considerare quei risultati sufficienti e abbassare la guardia.

Andrea Musacchio

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