Non si fa attendere la replica della sindaca di Bordighera Marzia Baldassarre all'interrogazione annunciata dalla minoranza sulla gestione del personale comunale, in particolare sulla revoca e sul conferimento di alcuni incarichi dirigenziali. La prima cittadina respinge con fermezza le accuse mosse dai consiglieri di opposizione, definendo la ricostruzione dei fatti parziale e fuorviante.
Secondo la sindaca, l'interrogazione della minoranza "non si limita a porre domande: costruisce una narrazione fatta di insinuazioni, sospetti e accuse di ritorsione personale, omettendo proprio gli elementi essenziali". Baldassarre respinge in particolare l'idea che qualche dipendente sia stato penalizzato: "Nessun dipendente è stato 'castigato' o privato del proprio posto di lavoro", sottolinea, spiegando che la nuova Amministrazione ha avviato la ridefinizione dell'organizzazione dell'Ente e, in attesa della sua definitiva approvazione, ha attribuito temporaneamente la direzione del Settore tecnico al Segretario generale e quella del Settore economico-finanziario al dirigente amministrativo già in servizio. Una scelta, precisa la sindaca, organizzativa e provvisoria, non un'epurazione.
Sul fronte dell'incarico dirigenziale del Settore tecnico, la prima cittadina ricostruisce la vicenda: era stato conferito ai sensi dell'articolo 110, comma 2, del TUEL, per esigenze straordinarie connesse al PNRR. Con la conclusione di quel ciclo, spiega Baldassarre, la prosecuzione dell'incarico non poteva più essere considerata automatica. La nuova Amministrazione ha quindi scelto di non prorogarlo ulteriormente, riconducendo la direzione del Settore a un assetto coerente con la struttura del Comune e con la normativa vigente. "Rispettare la legge non è una vendetta. Correggere una situazione giuridicamente discutibile non è un regolamento di conti. Gli incarichi pubblici non sono vitalizi e l'esperienza non attribuisce un diritto automatico alla riconferma", afferma la sindaca, aggiungendo che ogni scelta sul personale deve essere valutata alla luce delle effettive esigenze organizzative, dei limiti assunzionali e della sostenibilità finanziaria. Rinnovare automaticamente un incarico a termine senza una nuova valutazione, sottolinea, non sarebbe stato un atto di continuità amministrativa, ma una scelta irresponsabile.
Baldassarre definisce fuorviante anche la ricostruzione relativa al funzionario comunale incaricato dell'affiancamento al Sindaco: non è stato assunto un collaboratore esterno, non è stato creato un nuovo posto di lavoro e non è stato attribuito alcun beneficio economico aggiuntivo. Parlare genericamente di un funzionario "politicamente vicino", senza indicare fatti concreti, significa secondo la sindaca cercare di delegittimare personalmente un dipendente in servizio presso il Comune dal 1991, che ha ricoperto responsabilità sotto amministrazioni di diverso orientamento politico.
Anche sul centro estivo, per la sindaca la minoranza confonderebbe ruoli e responsabilità. Non si trattava di un appalto affidato dall'Ufficio Gare, spiega, ma di una procedura selettiva gestita dal settore competente. Il funzionario coinvolto non era il responsabile del procedimento, non ha sottoscritto l'avviso né adottato il provvedimento conclusivo: ha partecipato soltanto, quale componente, alla commissione collegiale di valutazione. Attribuirgli la responsabilità dell'intera procedura, sostiene Baldassarre, significa confondere la partecipazione a un organo collegiale con la gestione e la paternità degli atti, adottati dai responsabili competenti. La sindaca ricorda inoltre che il TAR ha annullato il provvedimento per una clausola contenuta nell'avviso, senza accertare responsabilità personali o disciplinari a carico di dipendenti comunali, e che l'annullamento di un atto amministrativo non determina automaticamente una responsabilità individuale. "Utilizzare una sentenza amministrativa per costruire un processo pubblico contro un singolo dipendente è esattamente il contrario di quella serenità e tutela del personale che la minoranza dichiara di voler difendere", afferma.
Ancora più netta la sindaca sulla vicenda riguardante l'ex dirigente del Settore economico-finanziario, definendo "ancora più grave" la deformazione dei fatti operata dalla minoranza. Nessun procedimento, spiega, è stato ipotizzato per una semplice opinione positiva sull'ex sindaco Ingenito. Trasmettere una notizia precisa e circostanziata agli organi tecnici competenti, sottolinea, non significa "punire" qualcuno, ma adempiere ai propri doveri istituzionali. La procedura, ricorda, non è gestita dal Sindaco e non costituisce una condanna: sarà l'ufficio competente, in piena autonomia e nel rispetto del diritto di difesa, a valutare i fatti.
Nel passaggio conclusivo della sua replica, Baldassarre accusa la minoranza di chiedere imparzialità e separazione tra politica e amministrazione, pretendendo però che il Sindaco ignori segnalazioni circostanziate, rinnovi automaticamente incarichi a termine e rinunci a valorizzare le professionalità già presenti nell'Ente, anche quando ciò avviene senza costi aggiuntivi. La sindaca annuncia che l'Amministrazione risponderà puntualmente in Consiglio comunale, ma respinge con fermezza il tentativo di trasformare ogni scelta organizzativa in una vendetta e ogni applicazione delle regole in una ritorsione. "Non accettiamo lezioni di imparzialità da chi confonde la continuità amministrativa con il rinnovo automatico degli incarichi e il rispetto delle regole con una vendetta politica", conclude Baldassarre.





