Politica - 25 luglio 2026, 12:51

ACEB ricorda Monica Ligustro con una nuova donazione: una bambola terapeutica alla casa di riposo di Dolceacqua

È la terza iniziativa promossa dall'associazione in memoria della fondatrice e vicepresidente scomparsa nel 2021. Il bambolotto, acquistato personalmente da Monica, sarà utilizzato nella terapia non farmacologica a sostegno degli ospiti affetti da demenza

ACEB rinnova il ricordo di Monica Ligustro con una terza donazione di una bambola terapeutica alla casa di riposo di Dolceacqua. ACEB prosegue il percorso di solidarietà nato dal desiderio di ricordare Monica Ligustro, fondatrice e vicepresidente dell'associazione, scomparsa nel febbraio 2021 a causa del Covid-19. Con una nuova iniziativa, l'associazione effettuerà la sua terza donazione di una bambola terapeutica a favore di una casa di riposo del territorio.

L'iniziativa ha origine nel gennaio 2021 quando, su richiesta di Monica Ligustro, ACEB acquistò alcune bambole terapeutiche destinandole alla casa di riposo di San Secondo a Ventimiglia. Dopo la sua scomparsa, l'associazione volle onorarne la memoria con una seconda donazione alla casa di riposo di Latte, proseguendo un progetto ispirato alla sensibilità e all'attenzione che Monica ha sempre dimostrato nei confronti delle persone più fragili.

Oggi ACEB compie un nuovo gesto nel suo ricordo, donando alla casa di riposo di Dolceacqua un bambolotto realistico acquistato personalmente da Monica e rimasto finora custodito nella sua confezione originale. Un oggetto dal forte valore simbolico e affettivo che, attraverso la terapia con le bambole, potrà offrire conforto, serenità e stimoli emotivi agli ospiti della struttura, in particolare alle persone affette da decadimento cognitivo.

La scelta della casa di riposo di Dolceacqua assume anche un profondo significato personale, poiché vi risiede la mamma di Monica, nonché suocera del promotore dell’iniziativa e Presidente di ACEB. Per questo motivo, il dono voluto da Monica potrà finalmente raggiungere il suo vero scopo: portare attenzione, affetto e momenti di serenità e benessere alle persone che ne hanno più bisogno.

Con questa donazione, ACEB conferma il proprio impegno nel trasformare il ricordo di Monica Ligustro in un gesto concreto di solidarietà, mantenendo vivi i valori di generosità, vicinanza e servizio che hanno caratterizzato il suo impegno associativo.

La terapia della bambola: origine e finalità nell’assistenza alla persona con demenza.

La terapia della bambola nasce in Svezia dall’osservazione che il prendersi cura di un oggetto che richiama la dimensione affettiva può favorire il benessere emotivo e relazionale delle persone fragili. Sviluppata inizialmente nei Paesi del Nord Europa, questa pratica si è diffusa soprattutto nell’ambito dell’assistenza alle persone con demenza, in particolare con malattia di Alzheimer, entrando tra le Terapie Non Farmacologiche maggiormente utilizzate.

L’idea alla base è che una bambola con caratteristiche studiate per trasmettere sicurezza e familiarità possa diventare un oggetto di relazione, capace di stimolare emozioni, ricordi e comportamenti di cura. Il contatto, l’accudimento e l’interazione con la bambola possono aiutare la persona a esprimere bisogni affettivi, ridurre stati di agitazione o apatia e favorire un maggiore coinvolgimento con l’ambiente e con gli altri.

La terapia della bambola non viene proposta come un semplice gioco, ma come uno strumento di comunicazione non verbale che permette agli operatori e ai caregiver di entrare in relazione con la persona attraverso il suo vissuto emotivo. Può offrire occasioni per osservare reazioni, ricordi e aspetti della storia personale, favorendo momenti di condivisione e di ascolto.

Gli obiettivi principali riguardano diverse aree:

• Area motoria: stimolare la manipolazione, la prensione e il rilascio, favorendo il contatto fisico, il rilassamento e una maggiore percezione corporea.

• Area cognitiva: sostenere il riconoscimento del corpo, attivare ricordi e favorire il collegamento con esperienze significative del passato.

• Area emotiva e relazionale: promuovere il linguaggio, la narrazione e la reminiscenza; favorire l’espressione delle emozioni, il senso di utilità e di accudimento, migliorando la relazione con operatori, familiari e altri ospiti.

Attraverso un approccio rispettoso e personalizzato, la terapia della bambola può diventare un mezzo per mantenere attive le capacità residue della persona, offrendo conforto, sicurezza e possibilità di relazione anche quando la comunicazione verbale diventa più difficile.


 

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