Per anni ha raccontato emozioni attraverso l'obiettivo di una macchina fotografica, immortalando concerti, artisti e grandi eventi. Oggi Angela Perri aggiunge un nuovo linguaggio al proprio percorso creativo, scegliendo di affiancare alla fotografia – il suo primo amore, che continua a coltivare – anche la scrittura. La fotografa di spettacolo imperiese debutta infatti nel mondo della narrativa con "Vittoria, come una Fenice", il suo primo romanzo, ispirato a una storia vera, un'opera che intreccia memoria, crescita personale e rinascita sullo sfondo di una Liguria intensa e profondamente evocativa.

Il titolo non è casuale. La fenice è il simbolo della capacità di rialzarsi dopo le difficoltà, di trasformare il dolore in una nuova possibilità. Ed è proprio questo il filo conduttore della storia di Vittoria, protagonista del romanzo, che cresce in un piccolo borgo ligure, tra il mare e le colline, imparando fin da bambina a convivere con affetti, silenzi e fragilità. Da lì prende il via un vero viaggio di vita che attraversa la Liguria, dal Levante fino al Ponente, seguendo il percorso umano della protagonista e facendo del territorio non un semplice sfondo, ma un elemento vivo della narrazione. Le prove che incontrerà lungo il cammino la porteranno a scoprire dentro di sé una forza inattesa, capace di trasformare le ferite in consapevolezza e libertà.

Più che un semplice romanzo di formazione, Vittoria, come una Fenice è il racconto di una crescita personale che si intreccia con quella di una terra ricca di identità e contrasti. La Liguria accompagna ogni fase della storia: dai piccoli borghi del Levante fino alla Riviera di Ponente, diventando parte integrante del percorso della protagonista. La memoria, l'appartenenza, il coraggio di ricominciare e la resilienza sono i temi che attraversano l'intera narrazione, mentre paesaggi, case e tradizioni contribuiscono a costruire un racconto profondamente legato al territorio.
Per Angela Perri si tratta dell'inizio di un nuovo percorso artistico che nasce, però, da una lunga esperienza nel mondo dell'immagine. Fotografa di spettacolo, ha collaborato con diverse testate giornalistiche raccontando concerti, rassegne musicali ed eventi culturali, arrivando anche a esporre i propri lavori nella mostra "La musica che gira intorno", ospitata nel foyer del Casinò di Sanremo. Un progetto che aveva messo al centro il rapporto tra fotografia, musica dal vivo ed emozioni.
La scrittura, racconta la sua biografia, è sempre rimasta una presenza costante, maturata negli anni attraverso letture, riflessioni e un'attenta osservazione dell'animo umano. Un percorso che oggi trova finalmente forma in quello che rappresenta il suo romanzo d'esordio, nel quale realtà e immaginazione si intrecciano per dare vita a personaggi autentici e profondamente umani.
A rendere ancora più particolare il volume è la presenza di alcune immagini storiche del paesaggio ligure, accompagnate da note dedicate a luoghi, tradizioni e curiosità del territorio. Un apparato che arricchisce la narrazione e restituisce al lettore non solo una storia, ma anche uno spaccato della cultura ligure, rafforzando quel legame con i luoghi che accompagna l'intero romanzo.
L'autrice guarda già ai prossimi passi. È infatti in fase di organizzazione la prima presentazione ufficiale del libro, che, come anticipa la stessa Angela Perri, si terrà in uno dei luoghi più significativi della vicenda narrata. Un appuntamento dal forte valore simbolico, pensato per riportare il romanzo proprio in uno degli scenari che ne hanno ispirato la storia.
Con Vittoria, come una Fenice, Angela Perri aggiunge così un nuovo tassello al proprio percorso creativo, senza abbandonare quello che da sempre rappresenta il suo primo amore: la fotografia. La scrittura diventa un'altra forma di racconto, attraverso la quale dare voce a una storia di crescita, resilienza e rinascita, ma anche a un viaggio attraverso la Liguria e le sue identità. Un esordio che unisce l'osservazione della realtà alla forza dell'immaginazione, portando ai lettori la sensibilità di chi, prima ancora di scrivere, ha imparato a guardare il mondo attraverso un obiettivo.














