Domenica prossima alle 17.30, la sede della SPES di Roverino ospiterà "Oltre la trama: il ricamo come filo di libertà", un incontro promosso da AIFO Imperia, P.E.N.E.L.O.P.E., Scuola di Pace e SPES, insieme alle realtà territoriali SUMUD, Libera Hyso Telharaj, Mappamondo e Non Una Di Meno Ponente Ligure. L'iniziativa nasce con un duplice obiettivo: valorizzare il ricamo e i tessuti tradizionali come strumenti di emancipazione femminile e proseguire la raccolta fondi a sostegno della famiglia della cittadina palestinese Shireen Alhamamreh, recentemente liberata dopo un lungo periodo di detenzione.
Protagonista dell'incontro sarà Susanna Bernoldi, che racconterà le proprie esperienze in diversi Paesi del mondo attraverso la presentazione di ricami e tessuti provenienti da culture differenti. Un viaggio che metterà in luce come il lavoro artigianale rappresenti, ancora oggi, un'importante occasione di dignità, autonomia economica e riscatto per migliaia di donne. Il pubblico potrà così conoscere storie, tradizioni e saperi di territori spesso definiti impropriamente come 'Paesi del Terzo Mondo', ma ricchi di patrimonio culturale e umano.
A dare ulteriore valore al pomeriggio saranno gli interventi delle scrittrici Raffaella Ranise e Raffaella Fenoglio e della consigliera di Parità della Regione Liguria, Laura Amoretti. L'evento si concluderà con un'apericena preparata dalla SPES di Roverino, occasione conviviale che gli organizzatori indicano come un ulteriore momento di condivisione e inclusione, capace di mettere in evidenza il valore delle diverse abilità e dell'impegno associativo sul territorio.
L'iniziativa rappresenta anche un nuovo tassello della campagna di solidarietà avviata per sostenere Shireen Alhamamreh. Secondo quanto spiegano gli organizzatori, la raccolta fondi nazionale e, in particolare, le iniziative promosse in provincia di Imperia, tra Ventimiglia e Imperia, hanno consentito di raccogliere 10.800 euro dei 14.000 euro richiesti per coprire la somma imposta dal giudice israeliano, pari a 50.000 shekel israeliani (NIS). La parte rimanente è stata anticipata sul posto e l'obiettivo è ora quello di aiutare la famiglia a restituire quanto ricevuto. "Shireen è estremamente provata da più di un anno di maltrattamenti e torture fisiche e psicologiche, fame e mancanza di igiene. Ogni vita è sacra e noi abbiamo fatto la nostra piccola parte per una di queste. Solo il nostro dovere", concludono i promotori, rilanciando l'invito a partecipare all'incontro di domenica per unire cultura, testimonianza e solidarietà.














