La rendita urbana come motore di arricchimento per pochi e il rischio che le trasformazioni urbanistiche finiscano per alterare in modo irreversibile l'identità di Sanremo. È questo il tema al centro dell'intervento diffuso dal Comitato locale di ATTAC Imperia, che torna ad affrontare il dibattito sul futuro della città, soffermandosi sulle dinamiche del mercato immobiliare, sugli interventi di rigenerazione urbana e sul contestato progetto del grattacielo nell'area del Polo Nord. Per il comitato, le grandi manifestazioni e il crescente richiamo turistico rappresentano certamente un'opportunità economica, ma possono anche innescare processi di trasformazione che finiscono per incidere sull'equilibrio tra sviluppo e bisogni della comunità residente.
Secondo ATTAC Imperia, il fenomeno è già visibile anche nella Riviera. Il comunicato richiama i dati della Federazione Italiana degli Agenti Immobiliari, evidenziando una crescita generalizzata del valore degli immobili a Sanremo e sostenendo che circa il 75% delle compravendite, con acquirenti in prevalenza stranieri, sarebbe destinato agli affitti brevi e turistici. Una dinamica che, secondo il comitato, riguarda anche i locali commerciali delle aree pedonali, dove si registrerebbero aumenti dei canoni, mentre altre zone del commercio cittadino, come il mercato annonario e le vie limitrofe, vivrebbero una fase di progressiva difficoltà. A sostegno della tesi viene richiamato anche il rapporto Movimprese, che evidenzia un saldo negativo per le imprese commerciali, industriali e agricole della provincia di Imperia.
Per ATTAC, "non è dunque tutto oro quello che luccica". Il timore espresso è che un'economia ancora oggi prevalentemente nelle mani di operatori locali possa progressivamente lasciare spazio a investitori di dimensioni sempre maggiori, meno legati alle esigenze e alle peculiarità del territorio. In questo quadro vengono citati la gentrificazione della Pigna, le varianti urbanistiche con premialità volumetriche, il nuovo consumo di suolo e il progetto di riqualificazione di Porto Vecchio, considerati elementi di un processo di cambiamento che rischierebbe di affidare ai privati scelte strategiche sul futuro della città.
Un passaggio del comunicato è dedicato al progetto edilizio previsto nell'area del Polo Nord, al centro del dibattito cittadino nelle ultime settimane. Secondo ATTAC Imperia, la realizzazione di un edificio in altezza potrebbe modificare in maniera significativa l'impatto paesaggistico della città e gravare su un'area già fortemente urbanizzata. Il comitato ritiene inoltre che uno sviluppo verticale non rappresenti una soluzione al consumo di suolo, sostenendo che l'impermeabilizzazione del sottosuolo potrebbe incidere sulle falde acquifere, sulla stabilità dell'area e determinare un ulteriore carico sui servizi pubblici e sulla vivibilità del quartiere.
Nel documento viene infine ribadita la necessità di un diverso approccio alla pianificazione urbanistica. Per ATTAC, il Piano Urbanistico Comunale dovrebbe tornare a essere lo strumento di governo complessivo della città, privilegiando interventi di riqualificazione e rinaturalizzazione piuttosto che nuove edificazioni incentivate da meccanismi premiali. "Riconoscere nello sviluppo urbanistico che sta attraversando la città l'urgenza di sottrarre la ricchezza collettiva alle nuove speculazioni edilizie e finanziarie è un passo da intraprendere per invertire la rotta e decidere tutte e tutti assieme la città che vogliamo", conclude il comitato, rilanciando la richiesta di una pianificazione condivisa con la cittadinanza e orientata alla tutela dell'identità storica e culturale di Sanremo.





