Ventimiglia continua a fare i conti con il fenomeno delle truffe del finto carabiniere, uno dei raggiri più insidiosi ai danni delle persone anziane. Nei giorni scorsi, però, l'attività della Compagnia Carabinieri ha consentito di mettere a segno due importanti operazioni che hanno portato a un arresto in flagranza di reato e a due denunce. Un risultato che conferma l'attenzione costante dell'Arma nel contrastare un fenomeno tanto diffuso quanto odioso, attraverso un'intensa attività di controllo del territorio e grazie anche alla collaborazione dei cittadini, che in entrambe le circostanze si è rivelata decisiva.
Il copione seguito dai truffatori è ormai consolidato. Tutto inizia con una telefonata nella quale un sedicente carabiniere informa la vittima che un familiare sarebbe rimasto coinvolto in una grave rapina o in un incidente stradale. A quel punto viene prospettata la necessità di effettuare una presunta verifica sui gioielli custoditi in casa, per accertare che non facciano parte del bottino di una rapina, oppure di versare una somma di denaro come anticipo per le spese legali. Poco dopo, un complice si presenta direttamente alla porta, qualificandosi come militare dell'Arma, avvocato o perito del Tribunale, con l'obiettivo di ritirare preziosi e contanti dalle mani della vittima.
Il primo episodio si è verificato a Olivetta San Michele, dove una donna di 79 anni, grazie anche alla prontezza di un familiare, ha intuito che si trattava di una truffa. La donna ha immediatamente interrotto ogni contatto con i malviventi e ha chiamato il 112. L'intervento dei Carabinieri della Stazione di Ventimiglia Principale, supportato dall'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, ha consentito alle pattuglie già presenti sul territorio di individuare e fermare due uomini, italiani di 52 e 48 anni, ancora in zona e pronti, secondo gli investigatori, a colpire nuovamente. Per entrambi è scattata la denuncia a piede libero.
Nel secondo caso, avvenuto a Ventimiglia, il piano dei truffatori è stato interrotto proprio nel momento decisivo. Dopo la consueta telefonata da parte di un complice, un uomo di 44 anni si è presentato all'abitazione di un'anziana di 85 anni convinto di poter portare a termine il raggiro. Ad attenderlo, però, c'erano i veri Carabinieri, allertati tempestivamente dalla vittima. L'uomo è stato così arrestato in flagranza di reato. Successivamente il giudice ha convalidato l'arresto disponendo nei suoi confronti l'obbligo di dimora nel comune di residenza e un foglio di via obbligatorio che gli impedirà di fare ritorno a Ventimiglia per i prossimi tre anni.
L'Arma dei Carabinieri rinnova quindi l'invito ai cittadini a mantenere sempre alta l'attenzione. In particolare, raccomanda di non fidarsi mai di richieste telefoniche insolite riguardanti denaro, gioielli o altri beni di valore, di interrompere immediatamente la conversazione in caso di dubbi e di contattare senza esitazione il 112, anche quando il tentativo di truffa non va a buon fine. Segnalare tempestivamente questi episodi permette infatti alle forze dell'ordine di intervenire rapidamente, individuare i responsabili e impedire che possano colpire altre persone.





