Dopo le ipotesi e la curiosità che avevano accompagnato la sua presenza al largo del Ponente ligure, arriva la spiegazione sulla permanenza della nave da ricerca francese Alfred Merlin davanti alle coste tra Riva Ligure, Arma di Taggia e Bussana. L'imbarcazione, ammiraglia del Dipartimento francese per le ricerche archeologiche subacquee e sottomarine (DRASSM), non era impegnata in una misteriosa operazione, bensì nelle attività preparatorie di una campagna scientifica inserita nel programma delle celebrazioni per i 50 anni dell'Accordo RAMOGE, lo storico partenariato internazionale per la tutela dell'ambiente marino tra Italia, Francia e Principato di Monaco.
La presenza della Alfred Merlin, che nei giorni scorsi aveva attirato l'attenzione di numerosi residenti anche per il caratteristico ponte illuminato da potenti luci rosse durante le ore notturne, rientra infatti nel calendario delle iniziative organizzate per celebrare il mezzo secolo di attività dell'Accordo. A fine luglio la nave sarà protagonista di una campagna scientifica dedicata all'esplorazione dei fondali profondi, un'attività che vedrà impiegate le sofisticate strumentazioni di bordo per approfondire la conoscenza dell'ambiente sottomarino del Mediterraneo nord-occidentale.
L'iniziativa rappresenta uno degli appuntamenti centrali delle celebrazioni. Dopo la missione estiva, il programma proseguirà anche nei prossimi mesi con un workshop dedicato alla Posidonia oceanica, pianta marina considerata fondamentale per l'equilibrio dell'ecosistema mediterraneo e da anni al centro delle attività di monitoraggio e tutela promosse dall'Accordo RAMOGE. Le celebrazioni si concluderanno il 4 dicembre con la cerimonia di premiazione del concorso fotografico organizzato per sensibilizzare cittadini e appassionati sui temi della conservazione del mare.
Cinquant'anni dopo la sua nascita, l'Accordo RAMOGE continua così a rappresentare un punto di riferimento nella cooperazione internazionale per la salvaguardia del Mediterraneo, affiancando ricerca scientifica, attività operative e iniziative di divulgazione ambientale. La presenza dell'Alfred Merlin davanti alle coste del Ponente, che nei giorni scorsi aveva alimentato interrogativi tra residenti e appassionati di archeologia subacquea, trova quindi una spiegazione legata non alla ricerca di uno specifico relitto, ma a un più ampio programma scientifico dedicato alla conoscenza e alla tutela dei fondali marini.





