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Politica | 15 luglio 2026, 16:57

Comuni montani esclusi, prosegue il ricorso al Tar Lazio: impugnato il DPCM, attesa per l'udienza di merito nel 2027

Riunione con i legali Bartolini e Mirabile, Anci Liguria e i rappresentanti dei 32 Comuni: al centro lo stato della causa e i prossimi passaggi

Comuni montani esclusi, prosegue il ricorso al Tar Lazio: impugnato il DPCM, attesa per l'udienza di merito nel 2027

Si è svolta oggi la riunione di aggiornamento tra i 32 Comuni montani esclusi dalla nuova classificazione, i legali incaricati del ricorso e i rappresentanti di Anci Liguria, per fare il punto sulle procedure già avviate e sui prossimi passaggi giudiziari. All'incontro hanno preso parte il professor avvocato Antonio Bartolini e l'avvocato Antonella Mirabile, che seguono il procedimento, insieme a Fabio Natta, coordinatore della Consulta Piccoli Comuni e vicepresidente di Anci Liguria, Annalisa Cevasco, direttrice reggente di Anci Liguria, Daniele Galliano, coordinatore della Commissione Montagna, e Lucia Moscato, coordinatrice di UNCEM Liguria. L'incontro è servito ad aggiornare gli amministratori sull'iter del ricorso e sulle prospettive della vicenda.

I legali hanno confermato che il DPCM 11 maggio 2026, n. 121 è stato formalmente impugnato, segnando un nuovo passaggio nella battaglia legale avviata dai Comuni esclusi dalla classificazione. Dopo le udienze già calendarizzate per il 5 agosto e il 16 settembre, l'auspicio espresso durante la riunione è che il presidente del Tribunale mantenga l'impegno assunto nello scorso mese di aprile, fissando l'udienza di merito tra febbraio e marzo del 2027. L'obiettivo indicato dai ricorrenti rimane quello di ottenere una pronuncia favorevole del Tar Lazio che possa ribaltare gli effetti della nuova classificazione.

Parallelamente prosegue anche l'attività istruttoria. Una volta acquisita la documentazione ritenuta necessaria, infatti, l'ufficio legale provvederà a depositare ulteriori motivi aggiunti a sostegno del ricorso. Il percorso, tuttavia, si sta rivelando particolarmente complesso. Secondo quanto riferito nel corso dell'incontro, il DARA, il Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie, e il ministro Roberto Calderoli avrebbero negato all'avvocato Bartolini l'accesso agli atti richiesti. Un ostacolo che non ha però fermato il lavoro dei legali, impegnati nel proseguire le procedure previste per ottenere la documentazione ufficiale ritenuta indispensabile per rafforzare la causa.

Tra gli aspetti ritenuti più rilevanti del ricorso figura anche la questione di legittimità costituzionale sollevata dal collegio difensivo. Si tratta di uno dei punti centrali dell'atto, al quale sono dedicate circa dieci-dodici pagine. La contestazione riguarda la scelta del legislatore di escludere i criteri socio-economici dalla definizione e dalla classificazione dei territori montani, elemento che, secondo la tesi sostenuta dai ricorrenti, rappresenterebbe un profilo di illegittimità costituzionale. Su questo fronte si concentrerà una parte significativa del confronto davanti ai giudici amministrativi nei prossimi mesi.

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