Eventi - 15 luglio 2026, 09:40

Sanremo, alla Galleria civica della Pigna arriva "Ho paura del buio", mostra di Elvis Furlan tra memoria e assenza

La personale sarà inaugurata venerdì alle 18 nei locali di via Palma 16 e resterà aperta fino all'8 agosto con ingresso dalle 18 alle 22

Sanremo, alla Galleria civica della Pigna arriva "Ho paura del buio", mostra di Elvis Furlan tra memoria e assenza

Sarà inaugurata venerdì alle 18, alla Galleria civica della Pigna, la mostra di Elvis Furlan dal titolo "Ho paura del buio". L'esposizione, ospitata nei locali di via Palma 16, ha ricevuto il patrocinio del Comune di Sanremo e accompagnerà l'estate del centro storico con un appuntamento dedicato all'arte contemporanea e alla riflessione sul tema della memoria.

Un'iniziativa che conferma il ruolo della Pigna come luogo capace di accogliere eventi culturali e artistici. "La Pigna si conferma come punto di incontro e luogo di interesse dove organizzare iniziative di tipo artistico e culturale – dichiara l'assessore alla cultura Enza Dedali – L'estate sanremese è infatti ricca di appuntamenti, alcuni dei quali dedicati anche alle famiglie e ai bambini, che vedono protagonista il nostro centro storico, che con la sua storia e architettura fa da cornice ideale a questo tipo di iniziative".

La mostra sarà visitabile fino al prossimo 8 agosto, tutti i giorni con orario dalle 18.00 alle 22.00. Il percorso espositivo nasce da una ricerca personale dell'artista, che parte dalle immagini appartenute alla propria famiglia per arrivare a una dimensione più ampia e condivisa, dove il ricordo individuale si trasforma in un'esperienza capace di coinvolgere ogni visitatore.

"Esiste una geografia invisibile che continua ad abitare ogni essere umano – spiega Elvis Furlan – Non compare sulle mappe, non conosce indirizzi. È fatta di stanze che ritornano, di volti che il tempo trasforma senza cancellare, di silenzi capaci di custodire intere generazioni". Con queste parole l'artista introduce il senso di "Ho paura del buio", un progetto in cui memoria e trasformazione diventano elementi centrali.

Le opere esposte raccontano infatti un territorio interiore fatto di presenze e assenze, dove le immagini perdono progressivamente il loro significato originario per assumere un valore universale. "La memoria si dissolve, si sovrappone, si deforma. Ciò che resta non è il ricordo di qualcuno, ma la possibilità che ogni volto diventi il nostro". Il buio, nella visione di Furlan, diventa così uno spazio creativo, non una conclusione.

"Il buio non è una fine. È lo spazio in cui le immagini perdono il loro nome e iniziano una seconda vita", racconta ancora l'artista, sottolineando come il tempo nelle sue opere non sia una linea definita, ma una materia capace di piegarsi, stratificarsi e ritornare. Ogni lavoro diventa una soglia tra ciò che è stato e ciò che continua a vivere nello sguardo di chi osserva.

La mostra invita quindi il pubblico a confrontarsi con un archivio invisibile, quello custodito da ogni famiglia e costruito non soltanto attraverso fotografie e ricordi, ma anche attraverso sensazioni, luci e tracce emotive. "Questa mostra non cerca risposte – conclude Elvis Furlan – Invita piuttosto a sostare in quel luogo indefinibile dove la memoria smette di appartenere al passato e diventa un gesto, un respiro, un'eredità invisibile".

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