Cronaca - 15 luglio 2026, 07:08

Giudice di Pace annulla la confisca di un'auto con targa francese: accolto il ricorso di un residente di Sanremo

Determinante l'immediato avvio delle pratiche di immatricolazione e nazionalizzazione dopo la contestazione. Spese di lite compensate

Giudice di Pace annulla la confisca di un'auto con targa francese: accolto il ricorso di un residente di Sanremo

Il Giudice di Pace di Sanremo ha annullato il provvedimento con cui la Prefettura di Imperia aveva disposto la confisca di un'auto con targa francese nei confronti di un residente in Italia da oltre tre mesi. Con la sentenza pronunciata il 13 luglio dal giudice Piersandro Adorno è stato accolto il ricorso presentato dal proprietario, assistito dall'avvocato Marco Mazzola, contro il decreto prefettizio emesso nel novembre 2025. Il giudice ha ritenuto illegittima la confisca del veicolo, evidenziando come il ricorrente si fosse attivato tempestivamente per regolarizzare la propria posizione, rispettando gli adempimenti richiesti dalla normativa.

La vicenda prende origine dalla contestazione notificata il 3 settembre 2025 per la violazione dell'articolo, relativa alla circolazione con un veicolo immatricolato in Francia pur essendo residente in Italia da oltre tre mesi. Oltre alla sanzione pecuniaria, era stato imposto al conducente di presentarsi alla Polizia Stradale per l'applicazione delle sanzioni accessorie e di provvedere all'immatricolazione italiana del mezzo per evitare la successiva confisca. Proprio quest'ultimo provvedimento era stato poi adottato dalla Prefettura, dando origine al contenzioso davanti al Giudice di Pace.

Dalla documentazione prodotta in giudizio è però emerso che il proprietario del veicolo aveva presentato già il giorno successivo alla contestazione, il 4 settembre 2025, la domanda di immatricolazione in Italia, conclusasi positivamente in pochi giorni. Il 15 settembre era stata inoltre avviata la procedura di nazionalizzazione presso l'Agenzia delle Entrate, terminata soltanto il 2 dicembre per tempi non imputabili al ricorrente. Secondo il giudice, questi elementi dimostrano il pieno rispetto dell'intimazione ricevuta e la volontà di regolarizzare immediatamente la posizione del veicolo.

Nella motivazione della sentenza viene richiamata anche la decisione della Corte Costituzionale n. 113 del 2023, che ha dichiarato parzialmente illegittima la disciplina introdotta per contrastare il fenomeno dell'esterovestizione dei veicoli. Il Giudice di Pace ricorda come la normativa abbia la finalità di impedire comportamenti elusivi sul piano fiscale, tributario e amministrativo, ma osserva che nel caso esaminato non è emersa alcuna volontà di sottrarsi agli obblighi di legge. Al contrario, il ricorrente aveva provveduto a pagare la sanzione amministrativa, ad assicurare il mezzo con targa italiana e ad adempiere agli ulteriori obblighi previsti.

Significativo anche un ulteriore passaggio della decisione, nel quale il giudice sottolinea che l'accertamento della violazione era nato dalla spontanea comunicazione effettuata dallo stesso automobilista per consentire la decurtazione dei punti della patente a seguito di un'infrazione per eccesso di velocità. Un comportamento che, secondo la sentenza, conferma ulteriormente l'assenza di intenti elusivi e la piena collaborazione del ricorrente con le autorità competenti. Per queste ragioni il provvedimento di confisca è stato annullato integralmente.

Quanto alle spese di giudizio, il Giudice di Pace ha disposto la compensazione tra le parti, richiamando la particolare complessità della materia e il susseguirsi di pronunce, sia della Corte di Giustizia dell'Unione Europea sia della Corte Costituzionale, oltre ai diversi orientamenti maturati nella giurisprudenza di merito. La sentenza chiude così una vicenda iniziata nell'autunno del 2025, sancendo che, nel caso concreto, l'immediata regolarizzazione del veicolo da parte del proprietario ha reso illegittima la misura della confisca disposta dalla Prefettura di Imperia.

Carlo Alessi

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