Politica - 14 luglio 2026, 13:08

Caso Nessy Guerra, il consiglio regionale all'unanimità: “Proseguire le iniziative diplomatiche per riportarla in Italia con la figlia”

La giunta dovrà continuare a sostenere ogni iniziativa utile alla tutela della cittadina originaria di Sanremo, condannata in Egitto a sei mesi per adulterio, e della bambina di tre anni

Caso Nessy Guerra, il consiglio regionale all'unanimità: “Proseguire le iniziative diplomatiche per riportarla in Italia con la figlia”

Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno che chiede di proseguire le iniziative diplomatiche per tutelare Nessy Guerra, cittadina italiana originaria di Sanremo, e la figlia di tre anni, con l'obiettivo di favorire il loro rientro in Italia. Il documento, presentato dal consigliere del Partito Democratico Enrico Ioculano, impegna la giunta regionale, nell'ambito delle proprie competenze, a continuare a sostenere ogni iniziativa utile e a sollecitare Governo e Ministero degli Affari Esteri affinché proseguano le azioni diplomatiche già avviate. Il testo è stato condiviso da tutti i gruppi politici presenti in aula, a conferma della volontà trasversale di mantenere alta l'attenzione su una vicenda che coinvolge direttamente una cittadina ligure.

Il caso riguarda la condanna a sei mesi di reclusione inflitta in Egitto a Nessy Guerra per il reato di adulterio, a seguito della denuncia dell'ex marito italo-egiziano. Una sentenza esecutiva che comporta il concreto rischio di arresto e che si inserisce in un contesto già complesso, segnato dal contenzioso per l'affidamento della figlia e dalle ripetute minacce denunciate dall'ex coniuge. Proprio queste circostanze hanno spinto i legali della donna a chiedere un intervento diplomatico di livello superiore, affinché possano essere garantiti la sicurezza della madre e della bambina e il loro ritorno in Italia.

Nel presentare l'ordine del giorno, Ioculano ha ribadito la necessità di riportare l'attenzione delle istituzioni sulla vicenda. "È una vicenda conosciuta. Per quello che può valere, l'ordine del giorno serve anche a fare emergere nuovamente questo caso, soprattutto in funzione del legame con la figlia. Abbiamo già avuto modo di sapere che ci sono difficoltà per far rientrare sul territorio italiano madre e figlia insieme", ha spiegato. Nel corso della discussione il testo è stato modificato per tenere conto dell'attività già avviata dal Governo, sostituendo l'impegno a sollecitare nuove iniziative con quello di continuare a sostenere e promuovere l'azione diplomatica già in corso.

Il parere favorevole della giunta è stato espresso dalla vicepresidente della Regione Liguria, Simona Ferro, che ha ricordato come la Regione avesse già manifestato la propria vicinanza alla donna lo scorso 19 maggio. "La Farnesina sta seguendo il caso con massima attenzione, assicurando assistenza legale e protezione alla connazionale e alla figlia minore, oltre a sostegno amministrativo ed economico alla luce anche delle ripetute minacce da parte dell'ex coniuge", ha dichiarato. Ferro ha inoltre sottolineato che il Ministero degli Esteri ha ottenuto la liberazione di madre e figlia e la successiva grazia presidenziale per la condanna per adulterio, evidenziando come il Governo stia proseguendo un costante lavoro diplomatico per riportarle in Italia.

L'ordine del giorno ha raccolto il sostegno di tutti i gruppi consiliari. Dall'opposizione alla maggioranza, numerosi consiglieri hanno chiesto di sottoscrivere il documento, ribadendo la necessità di garantire la tutela dei diritti della donna e della bambina. Tra gli interventi, quello di Selena Candia (Alleanza Verdi e Sinistra), che ha espresso l'auspicio di vedere madre e figlia rientrare insieme in Italia, e quello di Veronica Russo (Fratelli d'Italia), che ha ricordato l'impegno del ministro degli Esteri Antonio Tajani nella richiesta di grazia. Sulla stessa linea anche i rappresentanti di Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega, Vince Liguria, Orgoglio Liguria e Noi Moderati.

Nel dibattito è intervenuto anche il presidente del Consiglio regionale Gianmarco Medusei, che ha evidenziato la necessità di sostenere una cittadina italiana in difficoltà. Altri consiglieri hanno invece allargato la riflessione alla condizione delle donne in alcuni Paesi extraeuropei e alla tutela dei diritti fondamentali. Con il voto unanime dell'aula, la Liguria rinnova così il proprio sostegno all'azione diplomatica del Governo, chiedendo che proseguano tutte le iniziative necessarie affinché Nessy Guerra e la figlia possano fare ritorno in Italia nel più breve tempo possibile.

Federico Antonopulo

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