Attualità - 14 luglio 2026, 07:11

L’altra faccia della luna, viaggio nella Sanremo che lavora di notte: quando la città cambia turno ma non si ferma mai

Dagli alberghi al Casinò, dalle forze dell’ordine agli operatori ecologici, passando per tassisti, locali, soccorritori e panificatori. Mentre una parte della città conclude la propria giornata, un’altra la comincia. Un viaggio ideale nelle ore in cui Sanremo continua a funzionare lontano dai riflettori

L’altra faccia della luna, viaggio nella Sanremo che lavora di notte: quando la città cambia turno ma non si ferma mai

A Sanremo la notte non arriva per tutti alla stessa ora. Per qualcuno comincia quando si accendono le luci di Pian di Nave e migliaia di persone raggiungono il centro. Per altri quando le porte del Casinò continuano ad aprirsi e chiudersi mentre via Matteotti lentamente cambia volto. Per altri ancora alle tre o alle quattro del mattino, quando le strade iniziano a svuotarsi e bisogna preparare la città per chi, poche ore dopo, tornerà ad attraversarla.

Esiste una Sanremo che raramente finisce nelle fotografie. Non sale sui palchi, non compare nei programmi degli eventi e difficilmente viene raccontata attraverso i numeri delle presenze turistiche. Eppure è la città che permette all’altra di funzionare. Quella degli alberghi aperti ventiquattr’ore su ventiquattro, delle pattuglie sulle strade, dei turni di pulizia, dei taxi in attesa, delle cucine che chiudono tardi, dei soccorritori pronti a intervenire e dei primi lavoratori che iniziano la propria giornata quando gli ultimi stanno ancora tornando a casa. È l’altra faccia della luna di una città che, soprattutto durante l’estate, non si spegne quasi mai.

Ore 19. La notte comincia prima del tramonto. Mentre le spiagge lentamente si svuotano e sul lungomare iniziano le passeggiate della sera, negli alberghi è già iniziato uno dei momenti più intensi della giornata. Arrivano gli ultimi ospiti, qualcuno chiede informazioni sugli eventi, altri cercano un ristorante, un taxi o semplicemente la strada più breve per raggiungere il centro. Dietro un bancone apparentemente tranquillo c’è una macchina organizzativa che non si ferma. Reception, cucine, sale ristorante, manutenzione e servizio ai piani continuano a lavorare mentre la città si prepara alla sera. Sanremo vive una condizione particolare. È una città di poco più di 50mila abitanti che durante alcuni periodi dell’anno deve sostenere una popolazione presente molto più numerosa. Succede nella settimana del Festival, ma anche durante l’estate, quando alberghi, seconde case e appartamenti turistici riportano migliaia di persone in città. Ogni nuovo arrivo significa una stanza da preparare, una colazione da organizzare per il mattino successivo, una richiesta da soddisfare. Il turismo viene misurato attraverso presenze e occupazione delle camere, ma dietro ogni numero ci sono persone che lavorano quando la maggior parte degli ospiti ha terminato la propria giornata.

Ore 22. Sanremo si riempie. È il momento in cui le due città si incontrano. Le strade del centro si affollano, i ristoranti completano il secondo turno, i locali aumentano il ritmo e davanti agli eventi iniziano ad arrivare centinaia o migliaia di persone. Nelle grandi serate estive la geografia di Sanremo cambia nel giro di poche ore. Pian di Nave, corso Mombello, via Nino Bixio e le principali direttrici del centro diventano luoghi attraversati da flussi continui di persone. Dietro la normalità di una passeggiata o di un concerto gratuito esiste però un lavoro iniziato molto prima. Forze dell’ordine, Polizia locale, addetti alla sicurezza privata, personale sanitario e volontari presidiano il territorio. Gli eventi devono convivere con una città che continua a esistere: residenti che devono raggiungere le proprie abitazioni, mezzi di soccorso che devono potersi spostare, traffico da regolare e migliaia di persone da accompagnare dentro e fuori dalle aree maggiormente frequentate. La sicurezza, quando funziona, è quasi invisibile. Ed è probabilmente proprio questa la sua caratteristica più importante.

Mezzanotte. Una città dentro la città. A mezzanotte Sanremo non rallenta. Cambia semplicemente ritmo. Il Casinò continua la propria attività. Negli alberghi arrivano gli ultimi clienti. I taxi attraversano la città collegando locali, stazione, strutture ricettive e quartieri. Nei ristoranti qualcuno sta ancora cenando, mentre nelle cucine iniziano le operazioni che permetteranno di chiudere una giornata cominciata molte ore prima. È l’ora in cui il confine tra turismo e lavoro diventa meno visibile. Chi passeggia per il centro vede tavolini pieni, luci accese e persone che entrano ed escono dai locali. Dietro ogni attività aperta, però, esistono turni, organizzazione e lavoratori che spesso torneranno a casa quando la città avrà già iniziato a svuotarsi. Anche il Casinò rappresenta una piccola città notturna. Sale da gioco, sicurezza, ristorazione e personale impegnato nei diversi servizi continuano a lavorare mentre fuori il centro cambia progressivamente pubblico. Ci sono mestieri che Sanremo vede soltanto di notte. E altri che, proprio durante la notte, diventano indispensabili.

Ore 2. Quando la città diventa più fragile. Con il passare delle ore diminuisce il numero delle persone in strada, ma aumenta la complessità di alcuni interventi. È il momento dei rientri, delle ultime corse, delle persone che hanno bevuto troppo, delle richieste di soccorso e dei controlli sulle strade. Forze dell’ordine, personale sanitario e operatori dell’emergenza continuano a presidiare una città diversa da quella del giorno. Meno traffico, meno persone, ma situazioni spesso più imprevedibili. In estate la pressione cresce ulteriormente. Aumentano i visitatori, gli eventi e gli spostamenti. Una città costruita per una popolazione relativamente contenuta deve adattarsi rapidamente a numeri molto più grandi. Per chi lavora nell’emergenza, però, non esistono serate normali o grandi appuntamenti. Esistono turni durante i quali tutto può accadere e altri nei quali la notte trascorre senza particolari criticità. La città continua a divertirsi, a dormire o a tornare lentamente verso casa. Qualcuno, intanto, rimane sveglio per intervenire quando serve.

Ore 4. Restituire Sanremo al mattino. Le strade sono quasi vuote. Le voci diminuiscono, i locali abbassano le serrande e le ultime persone attraversano il centro. È in quel momento che comincia uno dei lavori meno visibili dell’intera giornata. I mezzi per la raccolta dei rifiuti entrano nelle vie del centro. Gli operatori ecologici svuotano i contenitori, raccolgono ciò che resta delle ore precedenti e iniziano a preparare Sanremo per il giorno successivo.

Ore 5.30. Gli ultimi incontrano i primi. Sanremo non ha ancora completamente terminato la propria notte quando comincia già un’altra giornata. Nei panifici i forni sono accesi da ore. Arrivano i primi lavoratori dei bar. Qualcuno prepara i tavolini, qualcun altro consegna merci, giornali e prodotti destinati alle attività commerciali. Gli operatori ecologici stanno terminando parte del proprio lavoro. Le ultime pattuglie notturne incrociano chi ha appena iniziato il turno. I tassisti accompagnano gli ultimi clienti e alla stazione arrivano i primi viaggiatori. Per pochi minuti esiste una città nella quale convivono due giornate. Quella che sta finendo e quella che deve ancora cominciare. È probabilmente questo il momento in cui si comprende meglio la complessità di una località turistica. Una città non si spegne e si riaccende premendo un interruttore. Funziona attraverso una successione continua di persone che entrano ed escono dal lavoro, spesso senza incontrarsi.

Chi prepara una camera d’albergo non conoscerà probabilmente l’operatore che pulirà la strada davanti alla struttura durante la notte. Il cameriere che termina il turno potrebbe incrociare il panettiere che lo sta iniziando. Una pattuglia rientra mentre un bar alza la serranda. Eppure sono tutti pezzi dello stesso meccanismo. Sanremo ama raccontarsi attraverso le luci. Quelle del Festival, dei concerti, del Casinò, delle vetrine e degli alberghi affacciati sul mare. È naturale che sia così. Le città turistiche vivono anche della propria immagine e della capacità di costruire una rappresentazione capace di attirare persone. Ma ogni luce produce inevitabilmente una parte che rimane nell’ombra. Non è una città contrapposta all’altra. Non ci sono la Sanremo che si diverte e quella costretta a lavorare, né una parte visibile più importante di quella invisibile. Esiste un unico organismo che durante la notte cambia semplicemente persone, velocità e funzioni.

Gli eventi finiscono. Gli spettatori tornano a casa. I turisti rientrano negli alberghi. Le sale lentamente si svuotano. Poi arrivano i mezzi della raccolta, iniziano le pulizie, continuano i controlli, si accendono i forni e si preparano le prime colazioni. Quando il sole torna a illuminare Sanremo, la città sembra ricominciare. In realtà, non si era mai fermata.

Andrea Musacchio

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD AGOSTO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU