"Mi ero ripromesso di evitare commenti su quanto accade a Sanremo o, quantomeno, su alcune vicende che riguardano la città. Del resto, vivendo ormai altrove, il mio distacco cresce progressivamente e confido che, un domani, possa diventare completo. Tuttavia, ci sono temi che continuano a coinvolgermi, soprattutto quando riguardano un quartiere nel quale ho vissuto a lungo con la mia famiglia. Mi riferisco al progetto del cosiddetto "Grattacielo del Polo Nord", recentemente al centro dell'attenzione attraverso le dichiarazioni rilasciate da Nova Matutia e dal suo amministratore, Carlo Bonino, riprese anche dal vostro quotidiano e da altre testate".
Interviene in questo modo il nostro lettore, Leonardo Kogliodima, che prosegue: "Dalle informazioni pubblicate emerge un intervento che viene presentato come una risposta a molte criticità della zona: la sostituzione di edifici ormai datati con costruzioni moderne, efficienti dal punto di vista energetico, la riqualificazione dell'area della vecchia falegnameria abbandonata da anni, la realizzazione di spazi verdi, parcheggi, nuovi sottoservizi, illuminazione, pavimentazioni e persino di un collegamento pubblico tra piazza Eroi e la vecchia stazione della funivia. Anche alcuni timori, come quelli legati all'altezza dell'edificio o ai possibili disagi sulla viabilità, vengono ridimensionati. Si sottolinea, infatti, come l'edificio sarebbe solo di alcuni piani più alto rispetto ad altri palazzi sorti durante la forte espansione edilizia degli anni Sessanta e come il traffico non dovrebbe subire particolari ripercussioni grazie agli accessi previsti da via Caduti del Lavoro. Tutto questo rappresenta certamente una visione positiva e ambiziosa dell'intervento. Ed è giusto riconoscere che la riqualificazione di aree degradate sia un obiettivo condivisibile".
"Ciò che, personalmente, continuo però a ritenere poco evidenziato - prosegue - è l'altro aspetto della questione, forse il più naturale: si tratta pur sempre di un'importante operazione immobiliare privata, che, come ogni investimento di questo tipo, punta legittimamente anche a un ritorno economico. Non vi è nulla di anomalo in questo, ma ritengo sia corretto ricordarlo affinché il dibattito rimanga equilibrato e tenga conto di tutte le prospettive. A mio avviso sarebbe utile interrogarsi anche su temi come il possibile impatto urbanistico, il rapporto tra nuovi volumi edificati e contesto circostante, l'effetto sul valore degli immobili esistenti e, soprattutto, sul futuro assetto complessivo del quartiere. Ho vissuto per molti anni al Polo Nord, dove sono cresciuti anche i miei due figli. Conosco quella realtà e ricordo bene come la stagione della forte espansione edilizia degli anni Sessanta abbia profondamente trasformato quella parte della città. Per questo motivo mi auguro che ogni nuova scelta possa rappresentare un'evoluzione rispetto al passato e non la riproposizione di modelli già sperimentati".
"Un altro elemento che ritengo importante - va avanti - riguarda le opere di urbanizzazione previste a corredo dell'intervento. Mi auguro possano essere realizzate integralmente e nei tempi previsti, perché l'esperienza insegna che non sempre quanto programmato trova poi completa attuazione. A questo proposito mi permetto di richiamare ancora una volta la situazione della zona C2 di Strada Carrozzabile San Lorenzo e delle aree limitrofe. Si tratta di una lottizzazione avviata oltre venticinque anni fa che, sotto il profilo delle opere di urbanizzazione previste, presenta ancora oggi criticità e interventi incompleti. Una vicenda conosciuta da molti cittadini e che, proprio per questo, rappresenta un precedente dal quale sarebbe opportuno trarre insegnamento. Per questo motivo ritengo che ogni nuovo progetto debba essere valutato non soltanto per ciò che promette oggi, ma anche per le garanzie che potrà offrire sulla concreta realizzazione di tutte le opere previste".
"Desidero quindi rivolgere un sincero augurio - termina - all'ingegner Brancatisano e all'assessore Donzella, chiamati ad affrontare una valutazione certamente delicata e importante per il futuro della città. Mi auguro che possano esaminare ogni aspetto con attenzione, nella consapevolezza che, oltre al progetto del Polo Nord, esistono anche altre situazioni urbane che attendono da tempo risposte concrete. Infine, rivolgo un augurio anche a me stesso: quello di riuscire sempre a osservare la realtà con obiettività, chiamando le cose con il loro nome, senza lasciarmi condizionare da interessi o contrapposizioni. Comprendere la realtà è già un passo importante; cambiarla, naturalmente, è molto più difficile".





