L'esito dell'autopsia sulla piccola Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita nell'abitazione della madre a Bordighera la mattina del 9 febbraio scorso, delinea un quadro estremamente grave. Secondo quanto emerge dagli accertamenti medico-legali, un intervento sanitario tempestivo avrebbe potuto evitare il decesso. La perizia, eseguita dal professor Francesco Ventura su incarico della Procura e alla presenza dei consulenti delle parti, attribuisce la morte a una violenta emorragia cerebrale provocata da un trauma alla testa.
Per la vicenda restano in carcere la madre della bambina, Emanuela Aiello, e il compagno Emanuel Iannuzzi, entrambi accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore. I due hanno sempre respinto ogni addebito, dichiarandosi estranei alle accuse.
La relazione tecnica non è ancora stata depositata ufficialmente in Procura. Secondo quanto riferito dall'avvocato Maria Gioffrè, legale di Emanuel Iannuzzi, il termine per il deposito scadrà il 16 luglio: stando a fonti mediche, ci sarebbe la volontà di concludere il lavoro entro la scadenza, senza chiedere una nuova proroga.
Dagli elementi emersi nel corso degli accertamenti, l'emorragia cerebrale acuta sarebbe stata causata da un trauma verificatosi non oltre le 48 ore precedenti al decesso. Un elemento che collocherebbe l'insorgenza delle condizioni critiche quando la bambina si trovava a Perinaldo insieme alla madre, alle sorelline e al compagno della donna.
Gli esami autoptici non avrebbero evidenziato altri coaguli nel cervello oltre a quello risultato fatale. Tuttavia, i consulenti hanno riscontrato anche due ulteriori emorragie, una a livello della parete intestinale e una ai reni. Lesioni che non hanno determinato direttamente la morte della piccola, ma che, secondo i medici, avrebbero potuto avere conseguenze molto serie con il trascorrere del tempo.
Gli accertamenti avrebbero inoltre confermato la presenza di nicotina nei polmoni riconducibile ad aspirazione. Un elemento sul quale sarebbero stati effettuati diversi prelievi e approfondimenti e che, secondo quanto riferito dal legale, non sarebbe riconducibile all'esposizione al fumo passivo.
Uno degli aspetti più rilevanti emersi dall'esame sul corpo riguarda però le condizioni nutrizionali della bambina. Beatrice sarebbe stata affetta da steatosi epatica, una forma particolarmente grave di malnutrizione, arrivata a compromettere anche il fegato e a determinare un quadro di steatosi epatica. Una condizione che, secondo gli specialisti, può svilupparsi in presenza di un insufficiente apporto di proteine o di un'alimentazione gravemente carente e che risulterebbe ormai estremamente rara nell'Europa occidentale.
La malnutrizione non sarebbe stata recente. Secondo quanto riferito dall'avvocato Gioffrè sulla base degli elementi emersi dagli accertamenti medico-legali, il quadro sarebbe stato presente almeno dall'agosto precedente alla morte della bambina. Una collocazione temporale particolarmente rilevante ai fini dell'inchiesta, perché risalirebbe a un periodo antecedente all'inizio della relazione tra la madre della piccola ed Emanuel Iannuzzi.
Si tratta di un elemento destinato ad assumere un peso centrale nella ricostruzione delle eventuali responsabilità individuali. La durata dello stato di malnutrizione, la sua progressiva evoluzione e il momento in cui sarebbero comparse le condizioni patologiche dovranno infatti essere valutati insieme alla ricostruzione degli ultimi mesi di vita della bambina e alle persone che, nei diversi periodi, si sono occupate di lei.
Sarà il deposito della relazione definitiva del professor Ventura a consentire alla Procura e alle difese di disporre del quadro completo degli accertamenti medico-legali. Il termine è fissato per il 16 luglio. Da quel momento le conclusioni della consulenza potranno essere analizzate nel dettaglio e confrontate con gli altri elementi raccolti nel corso dell'inchiesta.














